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21 Maggio 2012

Presentazione del volume Antiles di Mario Medde
Università di Sassari, 17 maggio ore 17

Attilio Mastino

Cari amici,

L'amicizia  con il segretario della CISL Sarda Mario Medde, soprattutto l'ammirazione per il suo impegno sindacale, ma anche per le sue battaglie a favore dello sviluppo e del lavoro e per la sua sensibilità civile, mi hanno portato ad accettare un invito. Quello di presentare questo libretto inusuale, queste pagine luminose che ci consentono di varcare una porta, di cogliere e toccare con mano un mondo intero sospeso tra presente e passato che ha una sua coerenza, una sua logica, un suo ordine interno. E questo con un itinerario di sentimenti e di emozioni che toccano il cuore.

Anche se non è mai citato, sullo sfondo c'è innanzi tutto un paese amato, Norghiddo- Norbello, nel cuore del Barigadu, tra Marghine e Oristanese nella vallata del Tirso, visto attraverso i monumenti, le chiese, la rete urbanistica medioevale, la strada di Sas Benas che porta a Domus, soprattutto la sua gente, la sua economia, la sua cultura agricola e pastorale che ha iniziato a fare i conti prima con lo sviluppo industriale e poi con la crisi di oggi. Un paese di confine, collocato in passato al margine del Giudicato d'Arborea, della curatoria del Guilcier e dell'antica diocesi di Bosa, oggi al margine settentrionale della provincia e della diocesi di Oristano.

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Scritto da Administrator | 22 Maggio 2012

Seminario di Studi
“Societas. Strumento di organizzazione pubblica e privata”
4-5 maggio 2012 (Sassari)

Desidero salutare a nome dell’Ateneo i relatori di questo Seminrio di studi su Societas, stumento di organizzazione pubblica e privata, promosso dall’ISPROM d’intesa con il Dipartimento di Giurisprudenza e il seminario di studi latino americani nel quadro dell’accordo di cooperzione con la Faculté de Droit et Science Politique de l’Université de Montpellier.

Saluto tanti colleghi e tanti amici che onorano il nostro Ateneo con la loro presenza e la loro partecipazione.

Il programma prevede solo un mio saluto di benveuto, ma consentite ad uno storico e ad un epigafista ormai a tempo ridotto come me di dire linteresse che il tema di questo incontro riveste anche per chi è lontano dagli studi di diritto, per la forza e la ricchezza di un modello, quello della societas che nell’antichità ha assunto profondi significati e che vediamo riflesso anche nella documentazione materiale, attraverso gli esiti operativi, con sullo sfondo sempre il diritto naturale, il diritto pubblico e quello privato. Volevo richiamare oggi soprattutto uno dei significati generali del termine societas: nel senso di communio, coniunxio, consociatio, koinonia, etairia, a significare una forma di sinergia, se volete di “consociativismo” che nel mondo romano trova forme di applicazione  sin dall'età arcaica con innovazioni e  variazioni nel tempo, dall'età repubblicana a quella imperiale sino al tardoantico.

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21 Maggio 2012

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Convegno Internazionale di Studi“Daedaleia.
Le torri nuraghiche oltre l’Età del Bronzo”.
Cagliari, 19 aprile 2012
Attilio Mastino

Introduzione

Nel classico “La civiltà dei Sardi dal paleolitico all’età dei nuraghi” Giovanni Lilliu scriveva: <<Gli Achei mostrano un grande dinamismo in direzione del Mediterraneo occidentale sino in Sicilia, oltre che verso le isole dell’Egeo e dell’Asia minore. Una eco di tali movimenti di popoli è nella leggenda di Dedalo, costruttore in Sardegna di daidàleia (cioè di da-da-reio, l’anàctoron, il santurio identificabile col nuraghe), dopo che vi ebbe rifugio, fuggito da Camico di Sicilia>>[1].

Il nostro convegno si intitola con la forma latina, con lo sguardo di Properzio, Daedaleìa,  ma rimanda, indubbiamente, ai Daidàleia, questi erga pollà kai megàla mèchri tòn nyn kairòn diamènonta, strutture grandi e numerose, opere restate fino al nostro tempo, edificate da Dedalo in Sardegna, secondo il passo della Biblioteca Storica di Diodoro, IV, 30, 1.

Fu Iolao e non Aristeo, come pure risultava da una tradizione nota a Sallustio e a Pausania, a far venire Dedalo dalla Sicilia: l’artista cretese costruì numerose e grandi opere, che da lui si chiamarono dedalee, ancora conservate al tempo di Diodoro. Anche l’anonimo autore del De mirabilibus auscultationibus, uno scritto pseudo-aristotelico forse dell’età di Adriano, ricorda come Iolao e i Tespiadi fecero edificare costruzioni realizzate secondo «l’arcaico modo dei Greci» e tra esse edifici a volta di straordinarie proporzioni.

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Scritto da Administrator | 22 Maggio 2012

Oristano dalle origini alla IV provincia
Lunedì 2 Aprile 2012
Sala del Consiglio Provinciale d’Oristano

Attilio Mastino

La nascita d’un libro deve essere salutata con entusiasmo, in un tempo, come questo che vede ridursi continuamente i finanziamenti destinati alla Cultura.

In particolare salutiamo oggi la nascita di un ponderoso primo tomo di una Storia, quella di Oristano dalle Origini alla Quarta Provincia, che corona, mercé l’intervento finanziario della stessa Provincia d’Oristano e della nostra Università, la celebrazione di un congresso solennemente voluto dalla provincia di Oristano, allora retta dall’onorevole Mario Diana, e dal Comune d’Oristano, allora retto dal Sindaco Tonino Barberio, per la celebrazione del trentennale della IV Provincia (1974-2004) con Capoluogo Oristano.

La scelta dell’Amministrazione Provinciale d’Oristano, oggi retta dall’On. Massimiliano De Seneen, di solennizzare la Festa statutaria della Provincia d’oristano, che cade il Lunedì Santo d’ogni anno in ricordo della Carta De Logu, con la presentazione del I tomo di questa Storia d’Oristano e del suo territorio, curata da Pier Giorgio Spanu e Raimondo Zucca, sottolinea l’attenzione di questa Provincia alle tematiche culturali e al recupero dell’identità storica del territorio.

Prima di incamminarci nella disamina di questo I Volume vorrei auspicare che questa Amministrazione possa far seguire la immediata pubblicazione del II ed ultimo tomo della Storia, che è ormai definito dai colleghi Antonello Mattone e Pinuccia Simbula, con l’intervento di diecine di studiosi italiani e dell’Estero, e che attende solo di essere trasmesso all’Editore Carocci di Roma che assicura una distribuzione internazionale delle opere prodotte.

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23 Marzo 2012

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Intervento del Rettore Prof. Attilio Mastino
L’Università di Sassari tra passato e futuro.
Sassari, 24 marzo 2012

Signor Presidente, autorità, colleghi, cari studenti,

ho il piacere di accogliere a nome dell’Università di Sassari in questa solenne cerimonia tanti Rettori ospiti, tante autorità, tanti colleghi, tanti studenti, con un abbraccio ideale col quale vogliamo rinnovare in questo stesso Teatro Verdi il faustissimus eventus di 50 anni fa, che ci riporta al 30 maggio 1962 quando furono celebrati i 400 anni del nostro Ateneo, l’Alma in Sardinia mater studiorum.

Erano allora pervenuti molti messaggi da parte dei Rettori di numerose Università, che guardando alla nostra storia formulavano voti augurali che oggi rinnoviamo. Il Rettore di Lovanio così si esprimeva: <<vota igitur suscipimus (…) ut vestra Universitas Turritana Sacerensis quater saeculari sua gloria freta, ita deinceps humanitatis cultu ac scientiis excolendis et provehendis ad maiorem laudem suam omniumque magistrorum atque alumnorum et crescere et florere et in dies uberiores fructus facere pergat>>.

È un augurio che oggi facciamo nostro, perché i frutti del nostro impegno siano ancora più ricchi e abbondanti. La presenza oggi a Sassari del Presidente della Camera on.le Gianranco Fini, del Presidente della Conferenza dei Rettori Marco Mancini, del Presidente della Regione Sarda Ugo Cappellacci, della Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo, oltre che di tante altre autorità è il segno di una attenzione e di un'attesa vera.

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Scritto da Administrator | 28 Febbraio 2012

La scomparsa di Giulio Girardi
(Il Cairo, 23 febbraio 1926 – Rocca di Papa, 26 febbraio 2012)

Cari amici,

con dolore desidero informarVi che domenica 26 febbraio Giulio Girardi è scomparso dopo una lunga malattia. Aveva appena compiuto ottantasei anni di un'esistenza straordinaria di studioso, di militante e di educatore.

Per quasi vent'anni, dal 1978 al 1996, aveva insegnato Filosofia politica nella Facoltà di Magistero dell'Università di Sassari a compimento di una vicenda personale e di un percorso intellettuale orientato agli studi filosofici e teologici che già nel 1962 lo vedeva impegnato come esperto nei lavori del Concilio Vaticano II, per le sue conoscenze sul marxismo e sui rapporti con i "non credenti". E proprio il problema del dialogo fra marxismo e cristianesimo, a partire dalle concrete esperienze nel continente americano, è stato uno dei punti centrali della sua riflessione teorica e uno dei temi ricorrenti del suo impegno militante, che lo avevano legato agli interessi scientifici di Sandro Schipani, di Marcello Lelli, di Alberto Merler, di Giovanni Lobrano, di tanti di noi, anche nell’ambito del Seminario di studi latino-americani del nostro Ateneo.

Con il rigore teoretico e metodologico del filosofo e del teologo e con la passione di chi ha sempre dichiarato con limpidezza la propria scelta di campo al fianco degli oppressi e dei più svantaggiati, Girardi è stato una delle coscienze critiche più acute della vicenda dell'America Latina nella seconda metà del XX secolo. Protagonista egli stesso di quella vicenda, è stato tra i fondatori della teologia della liberazione, interpretando la fede cristiana e l'impegno per la giustizia e per l'equità sociale come strumenti attraverso cui perseguire la liberazione degli esseri umani e l'autodeterminazione dei popoli.

Camillo Tidore lo commemora per noi con queste parole: <<chi ha seguito i suoi corsi universitari ne ricorda la disponibilità al dialogo e la ricerca costante del confronto, che si esprimeva in una non comune capacità di prendere in considerazione gli argomenti degli altri e di mettersi in ascolto, chiunque fosse il suo interlocutore. Chi lo ha conosciuto personalmente ne ha apprezzato la ferma mitezza nel sostenere le proprie idee e l'entusiasmo travolgente, spesso contagioso, nel desiderio di trasmetterle agli altri>>.

In quest'anno in cui, come Ateneo, siamo particolarmente impegnati a riflettere sul nostro passato, che il quattrocentocinquantennale ci stimola a ricostruire, e sul nostro futuro, che le sfide aperte dalle trasformazioni in atto ci impongono come comunità scientifica sempre più aperta al mondo, pensare a Giulio Girardi ci fa vedere in lui una delle figure più eminenti della nostra storia.

Attilio Mastino
Rettore dell’Università di Sassari

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Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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