1



Seguimi su ....

FacebookTwitterLinkedIn

Galleria Immagini

Link suggeriti:
Università degli Studi di Sassari
Sito istituzionale dell'Università degli Studi di Sassari.
L'Africa Romana
Sito dedicato all'Africa Romana.
Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione
Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione. Università di Sassari
Diritto e Storia
Rivista Internazione di Scienze Giuridiche e Tradizione Romana. In Memoria di Feliciano Serrao.
Laboratorio di Epigrafia Greca
Università Ca' Foscari Venezia - Laboratorio di Epigrafia Greca
Rivista Documenta & Instrumenta
Revistas Científicas Complutenses Rivista Documenta & Instrumenta
UBI ERAT LUPA
UBI ERAT LUPA

Sondaggi

Vi piace il mio nuovo sito?
 

04 Luglio 2012

Il nuovo Museo Nazionale Garibaldino di Arbuticci a Caprera
Attilio Mastino
La Maddalena, 3 luglio 2012

Mi sono chiesto che senso può avere oggi l’inaugurazione del nuovo museo nazionale garibaldino nella fortezza di Arbuticci, a Caprera, proprio di fronte alle Bocche di Bonifacio: la nuova struttura progettata dall’arch. Pietro Carlo Pellegrini, fortemente voluta  dall’Istituto Nazionale di studi di G. Garibaldi,  dal Sen. Mario Birardi, dalla Fondazione Banco di Sardegna e dall’Associazione delle Casse di risparmio, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia, diventerà un polo vitale di un più ampio museo nazionale diffuso solo se non sarà un memorale tradizionale, se guarderà avanti, se si collegherà con il Compendio Garibaldino e la Casa Bianca, con la Casa Manno in Alghero, con le Università della Sardegna, che rappresento anche a nome del Rettore dell’Ateneo cagliaritano Giovanni Melis.

Con lui, con Aldo Accardo per la Fondazione Siotto, con il Presidente della Società italiana per lo studio della storia contemporanea Agostino Giovagnoli firmeremo un accordo per la nascita di un Centro di ricerca storica sull'età moderna e contemporanea con lo scopo di contribuire alla realizzazione di percorsi didattici e formativi destinati alle scuole, agli studiosi e ai cultori di storia patria, anche attraverso la realizzazione in Sardegna di convegni e seminari di studi di respiro nazionale e internazionale.

Leggi tutto...
 

Scritto da Administrator | 22 Maggio 2012

Valutazione attuale: / 15
ScarsoOttimo 

Utilisation de l’eau en Afrique du Nord dans le passé
Attilio Mastino - Antonio Ibba*
Djerba, 24 mai 2012

WADIS-MAR, Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in Maghreb Regions [Collecte des eaux et techniques agricoles dans les régions arides : un modèle intégré et durable dans les régions du Maghreb]

0. Je suis très honoré de représenter l’Université de Sassari et de revenir en Tunisie à l’occasion de  cette rencontre sur la rareté des ressources en eau, sur la gestion de l’eau et les processus de désertification, rencontre promue également par le NRD-Nucleo ricerca desertificazione [Unité de recherche sur la désertification] de l’Université di Sassari. Je suis particulièrement ému de revenir en Tunisie où me reviennent en mémoire tant d’occasions vécues et tant d’espoirs partagés, à Djerba également, lors du XVe Congrès sur L’Afrique Romaine. Mais, parmi tous ces souvenirs, je voudrais surtout évoquer ceux qui sont étroitement liés à nos recherches archéologiques à Dougga et Téboursouk à Henchir Douamis, la colline des souterrains, dont le nom rappelle la présence d’un grand nombre de citernes destinées à la récolte de l’eau au point d’arrivée d’un important aqueduc. J’espère que vous me pardonnerez si, durant un court moment, je vous convie à remonter le temps pour aller à la découverte des lieux qui gardent de nombreuses traces des techniques utilisées dans l’Antiquité classique pour la collecte de l’eau, précieuse ressource pour la survie dans les zones internes du Maghreb.

 

1. A la fin de l’époque coloniale, comparant la situation de l’Afrique méditerranéenne française avec celle de la France, Jean Despois, dans son ouvrage, désormais rangé au nombre des classiques,  intitulé L’Afrique du Nord et publié en 1963[1], résumait en un mot, à savoir le terme “inégalité”, l’aspect essentiel du climat nord-africain et mettait en évidence notamment la distribution irrégulière des précipitations en hiver, la rareté des pluies au printemps, les fortes variations pluviométriques d’une année sur l’autre, la sécheresse qui dure de 4 à 5 mois dans les régions dominées par la steppe.

Leggi tutto...
 

Scritto da Administrator | 22 Maggio 2012

Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

Water Use in North Africa in the past
Attilio Mastino - Antonio Ibba*
Djerba, 24 maggio 2012

WADIS-MAR, Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in Maghreb Regions

O. Sono onorato di rappresentare l’Università di Sassari, tornando in Tunisia in un incontro sulla scarsità della risorsa idrica, sulla gestione dell’acqua e i processi di desertificazione, promosso anche dal NRD Nucleo ricerca desertificazione dell’Università di Sassari: torno in Tunisia con emozione, ricordando tante occasioni e tante speranze, anche qui a Djerba, in occasione del XV Congresso de L’Africa Romana. Ma soprattutto voglio ricordare le nostre ricerche archeologiche presso Dougga e Theboursouk ad Henchir Douamis, la collina dei sotterranei, che nel nome ricorda la presenza di tante cisterne per la raccolta dell’acqua al punto di arrivo di un imponente acquedotto. Spero vorrete perdonarmi se per un m,omento vi porterò indietro nel tempo, alla scoperta di luoghi che conservano tracce delle tecnologie impiegate nell’antichità classica per la raccolta dell’acqua, preziosa risorsa per la sopravvivenza nelle aree interne del Maghreb.

 

1. Alla fine dell’età coloniale, confrontando la situazione dell’Africa Mediterranea francese con quella della Francia, Jean Despois nell’ormai classico volume intitolato “L’Afrique du Nord” pubblicato nel 1963[1] sintetizzava nel termine “inégalité” l’aspetto essenziale del clima nord-africano, evidenziando in particolare l’irregolare distribuzione delle precipitazioni invernali, la scarsità di quelle primaverili, le forti variazioni pluviometriche fra anni contigui, la siccità che dura 4-5 mesi nelle regioni dominate dalla steppa.

Leggi tutto...

21 Maggio 2012

Presentazione del volume Antiles di Mario Medde
Università di Sassari, 17 maggio ore 17

Attilio Mastino

Cari amici,

L'amicizia  con il segretario della CISL Sarda Mario Medde, soprattutto l'ammirazione per il suo impegno sindacale, ma anche per le sue battaglie a favore dello sviluppo e del lavoro e per la sua sensibilità civile, mi hanno portato ad accettare un invito. Quello di presentare questo libretto inusuale, queste pagine luminose che ci consentono di varcare una porta, di cogliere e toccare con mano un mondo intero sospeso tra presente e passato che ha una sua coerenza, una sua logica, un suo ordine interno. E questo con un itinerario di sentimenti e di emozioni che toccano il cuore.

Anche se non è mai citato, sullo sfondo c'è innanzi tutto un paese amato, Norghiddo- Norbello, nel cuore del Barigadu, tra Marghine e Oristanese nella vallata del Tirso, visto attraverso i monumenti, le chiese, la rete urbanistica medioevale, la strada di Sas Benas che porta a Domus, soprattutto la sua gente, la sua economia, la sua cultura agricola e pastorale che ha iniziato a fare i conti prima con lo sviluppo industriale e poi con la crisi di oggi. Un paese di confine, collocato in passato al margine del Giudicato d'Arborea, della curatoria del Guilcier e dell'antica diocesi di Bosa, oggi al margine settentrionale della provincia e della diocesi di Oristano.

Leggi tutto...

Scritto da Administrator | 22 Maggio 2012

Seminario di Studi
“Societas. Strumento di organizzazione pubblica e privata”
4-5 maggio 2012 (Sassari)

Desidero salutare a nome dell’Ateneo i relatori di questo Seminrio di studi su Societas, stumento di organizzazione pubblica e privata, promosso dall’ISPROM d’intesa con il Dipartimento di Giurisprudenza e il seminario di studi latino americani nel quadro dell’accordo di cooperzione con la Faculté de Droit et Science Politique de l’Université de Montpellier.

Saluto tanti colleghi e tanti amici che onorano il nostro Ateneo con la loro presenza e la loro partecipazione.

Il programma prevede solo un mio saluto di benveuto, ma consentite ad uno storico e ad un epigafista ormai a tempo ridotto come me di dire linteresse che il tema di questo incontro riveste anche per chi è lontano dagli studi di diritto, per la forza e la ricchezza di un modello, quello della societas che nell’antichità ha assunto profondi significati e che vediamo riflesso anche nella documentazione materiale, attraverso gli esiti operativi, con sullo sfondo sempre il diritto naturale, il diritto pubblico e quello privato. Volevo richiamare oggi soprattutto uno dei significati generali del termine societas: nel senso di communio, coniunxio, consociatio, koinonia, etairia, a significare una forma di sinergia, se volete di “consociativismo” che nel mondo romano trova forme di applicazione  sin dall'età arcaica con innovazioni e  variazioni nel tempo, dall'età repubblicana a quella imperiale sino al tardoantico.

Leggi tutto...

21 Maggio 2012

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Convegno Internazionale di Studi“Daedaleia.
Le torri nuraghiche oltre l’Età del Bronzo”.
Cagliari, 19 aprile 2012
Attilio Mastino

Introduzione

Nel classico “La civiltà dei Sardi dal paleolitico all’età dei nuraghi” Giovanni Lilliu scriveva: <<Gli Achei mostrano un grande dinamismo in direzione del Mediterraneo occidentale sino in Sicilia, oltre che verso le isole dell’Egeo e dell’Asia minore. Una eco di tali movimenti di popoli è nella leggenda di Dedalo, costruttore in Sardegna di daidàleia (cioè di da-da-reio, l’anàctoron, il santurio identificabile col nuraghe), dopo che vi ebbe rifugio, fuggito da Camico di Sicilia>>[1].

Il nostro convegno si intitola con la forma latina, con lo sguardo di Properzio, Daedaleìa,  ma rimanda, indubbiamente, ai Daidàleia, questi erga pollà kai megàla mèchri tòn nyn kairòn diamènonta, strutture grandi e numerose, opere restate fino al nostro tempo, edificate da Dedalo in Sardegna, secondo il passo della Biblioteca Storica di Diodoro, IV, 30, 1.

Fu Iolao e non Aristeo, come pure risultava da una tradizione nota a Sallustio e a Pausania, a far venire Dedalo dalla Sicilia: l’artista cretese costruì numerose e grandi opere, che da lui si chiamarono dedalee, ancora conservate al tempo di Diodoro. Anche l’anonimo autore del De mirabilibus auscultationibus, uno scritto pseudo-aristotelico forse dell’età di Adriano, ricorda come Iolao e i Tespiadi fecero edificare costruzioni realizzate secondo «l’arcaico modo dei Greci» e tra esse edifici a volta di straordinarie proporzioni.

Leggi tutto...

Pagina 31 di 42

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

 49 visitatori online