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Scritto da Administrator | 20 Marzo 2018

Archeologia Disegnata di Francesco Carta

Questo volume voluto dall’Editore Carlo Delfino con il contributo della Fondazione di Sardegna esce poche settimane dopo la scomparsa (avvenuta l’8 gennaio 2018) di Ercole Contu, professore emerito di Antichità Sarde presso la Università di Sassari, che negli ultimi tempi ne aveva scritto la Prefazione per ricordare il suo lungo e fruttuoso sodalizio con il prof. Francesco Carta, personaggio vulcanico, che con queste immagini ci trasmette una visione inconsueta ed originale dell’”Isola dalle vene d’argento”, vista attraverso le straordinarie scoperte archeologiche; queste pagine più ancora documentano la crescita che l'archelogia, soprattutto quella preistorica, ha conosciuto negli ultimi decenni in Sardegna e non solo a livello di metodi di indagine, come disciplina incardinata nell'accademia, ma anche come passione, come tema di discussione per tanti insegnanti, per tanti studenti, ma soprattutto per tanta gente qualunque, appassionata del proprio territorio, alla ricerca delle proprie radici: un fenomeno culturale di massa che ha coinvolto intere generazioni.

La formula “Un Museo per tutti” utilizzata dallo stesso Contu nel 1976, rende bene l’idea di una impostazione museologica e museografica (ma non solo) per quei tempi straordinariamente innovativa; e ciò a significare la chiara impostazione didattica e divulgativa dell'esposizione, che da mero contenitore di oggetti rari e preziosi si tramutava in strumento di crescita e di promozione culturale per la comunità nella quale la struttura museale era inserita.

Oggi sappiamo meglio che tra i compiti più difficili dell’archeologia è la presentazione ad un vasto pubblico di monumenti e reperti archeologici risparmiati a stento dallo scorrere del tempo e dall’intervento dell’uomo. Arduo rendere comprensibili e didatticamente eloquenti antiche pietre e strutture in precario stato di conservazione, spesso avulse dalla loro ubicazione e funzione originaria.

Ercole Contu e i suoi collaboratori erano maestri in questo campo, come dimostra il recentissimo riconoscimento ottenuto dal documentario "Ercole Contu e la scoperta della Tomba dei Vasi Tetrapodi", realizzato con la regia di Andrea Fenu per l'omonima mostra, prodotta dall'associazione ArcheoFoto Sardegna con la direzione scientifica di Nadia Canu: un documentario premiato all'Archeofilm Festival di Firenze come migliore film di Archeologia preistorica.

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Scritto da Administrator | 27 Febbraio 2018

Il viaggio di Enea fino a Cartagine.
La ricerca archeologica nel Mediterraneo.
Di Attilio Mastino


Allegati:
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| 27 Febbraio 2018

Estratto dal volume
Carthage, maîtresse de la Méditerranée, capitale de l’Afrique (Histoire & Monuments, 1), (IXe siècle avant J.-C. — XIIIe siècle).
AMVPPC, SAIC Sassari, Tunisi 2018, S. Aounallah, A. Mastino (cur.), pp. 1-500


Allegati:
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Scritto da Administrator | 21 Gennaio 2018

Attilio Mastino
Presentazione del volume Fare teologia in Sardegna
Per i 90 anni della Facoltà Teologica della Sardegna (1927-2017),

a cura di Tonino Cabizzosu e Daniele Vinci
Studi e ricerche di cultura religiosa, Testi e monografie XIV
Editrice Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna University Press 2017
Cagliari, 19 gennaio 2017

 

Desidero ringraziare in apertura il Preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna prof. Francesco Maceri per avermi chiamato a presentare - assieme a Fabio Trudu – questo volume di studi pubblicati Per i 90 anni della Facoltà Teologica della Sardegna (1927-2017), a cura di Tonino Cabizzosu e Daniele Vinci, sintetizzando questi ricchissimi 14 articoli, mai interventi di circostanza, mai banali, scritti da colleghi e amici che si sono cimentati in questa impresa, con sguardi incrociati su tanti temi diversi, che ci consentono di penetrare in profondità ma rapidamente nei meccanismi di funzionamento di un’istituzione che è andata acquisendo sempre più prestigio e apprezzamento, e questo soprattutto grazie alla ininterrotta direzione affidata ai Padri Gesuiti e all’azione di tanti studiosi, animatori, collaboratori, che hanno seguito i giovani seminaristi tra Liceo e Facoltà, pieni di spirito cristiano e di passione civile.

I loro nomi, il loro impegno, la loro fatica quotidiana tornano in queste pagine con una riflessione sistematica, fatta anche con le tabelle con i nomi dei professori, i profili di alcuni docenti illustri, le schede sugli argomenti dei corsi e i libri di testo, prospetti riassuntivi per anno e per disciplina. Possiamo ora seguire il complesso processo di discernimento vocazionale che ha avuto alti e bassi sia sul piano della qualità che su quello della quantità nel corso di questo lungo periodo, quasi un secolo di vita (anche se ho visto che la Pontificia sul web rivendica una continuità con la storia secolare delle due università isolane), con tanti esempi di persone esemplari, che sono espressione di un popolo autentico, di un’umanità in cammino.

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Scritto da Administrator | 02 Novembre 2017

Attilio Mastino
Il viaggio di Enea fino a Cartagine
Paestum, Borsa Mediterranea del turismo archeologico, 27 ottobre 2017
Incontro “Il viaggio di Enea”
La Farnesina e la ricerca archeologica nel Mediterraneo


1. Virgilio riassume il tema delle relazioni mediterranee nel mondo antico nell’episodio della tempesta raccontato nel I libro dell’Eneide: le navi di Enea, partite da Drepanum in Sicilia, dove è stato sepolto Anchise, arrivate all'altezza delle isole Eolie, vengono disperse dai venti scatenati da Eolo, istigato da Giunone (la Tanit-Caelestis dei Punici). La tramontana (Aquilo) investe la vela della nave di Enea e solleva le onde fino al cielo; si spezzano i remi e la nave, offrendo i fianchi ai marosi, è ormai incapace di governare; le onde frante in cresta minacciano la stabilità di alcune triremi, mentre le altre sono spinte verso le secche, dove si formano mulinelli di sabbia (1, 102-7). Notus, il vento da Sud corrispondente all'Austro, getta tre navi sugli scogli, su quei saxa latentia chiamati Arae [Neptuniae o Propitiae] dagli Itali, che si innalzano sul mare di Libia con un dorso smisurato (1, 108-110). Euro poi, vento di Sud-Est (dunque lo Scirocco), spinge altre tre navi (si noti la ripetuta triplicazione rituale), le incaglia sui fondali e le circonda a poppa e sui fianchi con un argine di sabbia, rendendo impossibile la navigazione; è appunto ad Euro che è attribuita da Enea la responsabilità maggiore della presunta perdita di 13 delle 20 navi (1, 383). Una settima nave, quella dei Licii guidata da Oronte, viene investita di poppa da un'ondata ed affonda in un vortice dopo aver ruotato per tre volte su sé stessa (1, 113-9); alla fine risulterà essere l'unica nave andata a fondo. Anche le navi di Ilioneo, di Acate, di Abante e di Alete si trovano in difficoltà, perché le ondate provocano ampi squarci lungo le fiancate, aprendo pericolose falle (1, 120-3); alcune sono gettate dagli Austri in vada caeca ..../.... perque invia saxa (1, 536-7), anche se poi gli Eneadi riescono a toccare terra.

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Scritto da Administrator | 26 Ottobre 2017

Presentazione del volume di Giovanni Soro, Camineras
Attilio Mastino
Chiaramonti, 29 ottobre 2017

Ho visto all’opera il prof. Giovanni Soro e il Coro Matteo Peru di Perfugas in tanti luoghi della Sardegna, in particolare nell’aula magna dell’Università di Sassari in occasione delle ripetute visite dei suoi amici dell’Università di Surin nella Tainlandia del Nord-Est. Così il 13 agosto 2013, quando ricevette assieme a Paolo Puddinu l’elefante d’oro dal presidente della fondazione tailandese “Surindra International Folklore Festival” Achara Phanurat, già Rettore dell’Università tailandese di Surin, il più alto premio della fondazione tailandese.

Il riconoscimento intendeva mettere in evidenza l’efficace attività relazionale dei due professori con la prestigiosa istituzione tailandese. In particolare Giovanni Soro, già preside e dirigente scolastico nelle scuole secondarie italiane, ha il merito di avere stretto i primi rapporti con l’Università di Surin, dove ha insegnato per alcuni anni Cultura italiana e latina ma anche tradizioni popolari della Sardegna, giovandosi del costante rapporto scientifico con Mario Atzori e Maria Margherita Satta.

Questo volume Camineras, tradotto in italiano con Orme e in francese dans les chemins, fortemente voluto da Maria Silvia Soro, da Vittorio Pinna, da Antonio Murziani, da Angelino Tedde, con la traduzione francese curata prima da Mariella Fiori e poi da Pietruccia Bulla, racconta una vita intera, che inizia con le poesie perdute dei primi anni 60 ritrovate da Antonio Canalis negli archivi del Premio Città di Ozieri, Notte incantada, Orgosolo e Cantigu de fozas: come non pensare, fatte le debite proporzioni, al recente volume di Annico Pau dedicato ai Canti Perduti di Sebastiano Satta? Un dono alla città di Chiaramonti e alla Sardegna tutta, con i paesaggi amati che riemergono nella solitudine delle campagne, delle pianure e delle alture, i montijos, della nostra Isola.

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Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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