INTERVENTO DEL RETTORE - INAUGURAZIONE DEL 449° ANNO ACCADEMICO. 5 NOVEMBRE 2010

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| 09 Novembre 2010

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Intervento del Rettore all’apertura dell’inaugurazione del 449° Anno Accademico.

5 novembre 2010

Autorità civili, giudiziarie, militari, accademiche, religiose, colleghi docenti e del personale tecnico e amministrativo, studenti, signore e signori, cari amici,

Tito Livio nel primo dei libri ab urbe condita racconta le cerimonie che il re sabino Numa Pompilio celebrò in Campidoglio per la solenne inauguratio dell'anno, alla ricerca degli auspici favorevoli per il futuro, con il desiderio di fondare una seconda volta la città di Roma, con il diritto, con le leggi e con la moralità intesa nel senso del disinteresse e del rigore nell'amministrare la res publica: Urbem novam (…) iure eam legibusque ac moribus de integro condere parat.

Consentite anche a noi oggi di procedere solennemente all'inauguratio del nuovo anno accademico e di avviare una fase di rifondazione del nostro Ateneo, che si appresta a celebrare i suoi 450 anni di storia ma che insieme dovrà presto dare applicazione ad una riforma universitaria che nei propositi intende ispirarsi ai principi di autonomia e di responsabilità, ma che desideriamo ancora più rispettosa delle identità dei singoli atenei italiani, più consapevole della complessità delle tradizioni accademiche e del valore della diversità, soprattutto più attenta al tema dei giovani ricercatori e più sensibile alle esigenze del diritto allo studio.

Le difficoltà che incontriamo in questi giorni nell’avvio dell’anno accademico mentre la riforma è in mezzo al guado debbono spingerci ad un impegno e ad una responsabilità più alti: ai ricercatori in agitazione, che a Sassari sono docenti a tutti gli effetti, continuiamo ad esprimere non tanto una solidarietà formale, quanto piuttosto la piena sintonia per le posizioni assunte e la riconoscenza per il senso di responsabilità, con il proposito di premiare concretamente l’impegno di ciascuno.

E ciò all'indomani dell'adozione da parte del Governo di severe misure che determinano un taglio di quasi un sesto del fondo di finanziamento ordinario degli Atenei. L’ingresso dei privati nel Consiglio di Amministrazione, l’indebolimento del Senato Accademico, la riduzione della rappresentanza studentesca, la scomparsa del personale dagli organi accademici, l’impoverimento dei momenti di democrazia e di confronto, la precarizzazione dei ricercatori non sono elementi positivi: a parole si cerca l'efficienza ma ci si dovrà confrontare con la capacità di coinvolgimento delle persone, con l’adozione partecipata degli obiettivi da raggiungere, con politiche di sussidiarietà e di integrazione. Intendiamo impegnarci per respingere le minacce all’autonomia universitaria, anche perché le Università del Mezzogiorno e delle isole sono state colpite pesantemente già nell'ultimo anno da un taglio di risorse che non ha precedenti nella storia del Paese e che rallenterà l’entrata in servizio dei vincitori dei numerosi concorsi fin qui banditi. Nessuno riuscirà a convincerci che per innalzare la qualità del sistema universitario sia necessario tagliare le risorse, già spaventosamente insufficienti nel confronto europeo; la loro ulteriore riduzione è una minaccia per quegli Atenei che debbono rapidamente recuperare situazioni di svantaggio. I curricula dei nostri ricercatori sono lì a dimostrare che non ci sottraiamo alla valutazione e abbiamo richiesto la modifica di alcuni indicatori ministeriali, l’impianto di un sistema premiante condiviso, che consideri le specificità disciplinari ed i contesti territoriali in cui opera ciascuna università. Non si cambia senza investire. Occorre lavorare per reperire nuove risorse, nella prospettiva del Federalismo fiscale. Intendiamo allora avviare un confronto ed uno stretto rapporto con le Istituzioni ed in particolare con il Governo Regionale, per difendere l'attuale modello di Università pubblica; vogliamo far diventare l’Ateneo punto di riferimento centrale per un territorio che deve continuare a crescere, mettendo in relazione dialettica la ricerca umanistica e la ricerca sperimentale, con applicazioni e trasferimenti a favore del territorio, creare una continuità tra l'Università, la città che ci ospita e la cultura della Sardegna; infine, fissare obiettivi alti di un forte rinnovamento generazionale e di internazionalizzazione. La nostra ambizione è quella di aprire e non chiudere la Sardegna, e richiamiamo oggi le radici e le esperienze dei padri dell'autonomia, ai quali riconosciamo una profondità ed un rigore che vanno ben oltre la superficialità di alcune teorie federaliste dell'oggi, fondate su prepotenti egoismi ed incapaci di farsi carico dei problemi di tutti. La revisione dello Statuto regionale dopo 60 anni di autonomia può essere l'occasione per ancorare la Sardegna ad una macro regione europea. La presenza oggi della Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo fortemente impegnata su questa frontiera è significativa, mentre il Presidente della Giunta Ugo Cappellacci si scusa ma è impossibilitato ad essere con noi a causa di un improvviso impegno insorto poche ore fa. Ha delegato a rappresentarlo il neo assessore alla Pubblica Istruzione on.le Sergio Milia.

Nell'isola il compito dell’Università è cruciale ed è necessario arrivare alla nascita di un sistema regionale integrato in piena sinergia con Cagliari: non ci faremo però sedurre dall'art. 3 del Progetto Gelmini, che prevede incentivi per la fusione degli atenei con una non esaltante regionalizzazione dell'offerta formativa. Vogliamo promuovere un confronto con le Istituzioni per definire strategie di sviluppo dell’Università e del territorio, perché il Paese che non produce innovazione è costretto a comprarla dall’esterno.

Consentiteci di salutare oggi con commozione e affetto i tanti studenti e colleghi disabili che non potevano fin qui accedere all'Aula Magna a causa di una barriera architettonica che oggi abbiamo abbattuto, con la realizzazione del Passetto per raggiungere l'ascensore del Dipartimento giuridico.

L’inaugurazione dell’Anno Accademico è l’occasione per la presentazione di questo volume sulla Storia dell'Università di Sassari curato da Antonello Mattone e da tanti colleghi,  che esce alla vigilia di un appuntamento importante per l’Ateneo e per la Sardegna: le celebrazioni centenarie per ricordare la laboriosa formazione dell’istituzione universitaria, il collegio gesuitico, la nascita dell'università ispanica,  la “perfetta fusione” con il Piemonte, che significò la rinuncia all’autonomia a favore dell'Unità d'Italia, 150 anni fa, per scelta e non per imposizione. Un volume che vuole segnare un momento di pausa ed insieme una ripartenza verso obiettivi più ambiziosi: con tante idee, con tanti progetti, con tante speranze che realizzeremo solo se la comunità accademica dimostrerà la sua determinazione.  Attuando un progetto concepito durante il rettorato di Giovanni Palmieri, è stato soprattutto Alessandro Maida a portare avanti generosamente questa iniziativa, condotta a termine a distanza di un anno dal nostro insediamento.

Scorrendo queste pagine emergono tanti aspetti poco noti, la profondità di una storia, le articolazioni di un Ateneo vivace, dinamico, proiettato verso il futuro, inserito in reti di rapporti e di relazioni: ora abbiamo ben presente il valore di un patrimonio storico che ereditiamo, nella sua complessità e nella sua ricchezza di contenuti umani e scientifici, dal quale partire per costruire un Ateneo nuovo, capace di misurarsi in un confronto internazionale ma fortemente ancorato ad un’identità e ad una storia speciale. Le celebrazioni che si apriranno per i 450 anni dell’Ateneo, non dovranno essere solo l’occasione per un bilancio retrospettivo: siamo orgogliosi di assumere questa eredità, ma insieme convinti che è necessario un forte impegno di innovazione e di modernizzazione, un deciso cambiamento, che richiede fantasia, creatività e capacità operative, perché occorre accelerare gli interventi, con una spinta riformista, dando spazio ai giovani, alle donne, a tutti coloro che abbiano talento, valorizzando le competenze di ciascuno ed il merito.

Anziché volgerci al passato, come vorrebbe la mia professione di storico, vorremmo allora cogliere questa occasione per guardare al futuro, pensando alla rifondazione del nostro Ateneo che si delinea imminente: vediamo con chiarezza tanti ritardi, tante situazioni che meritano attenzione e interventi coraggiosi, tante zone d’ombra sulle quali occorre accendere i riflettori, per fare chiarezza, per stimolare i colleghi a lavorare con più intensità ed impegno, a spendersi fino in fondo, per cambiare passo, per raggiungere obiettivi alti di crescita e di sviluppo.

La nostra Università opera in un'isola e deve affrontare specifici svantaggi: ragione di più per reperire nuove risorse e per incentivare i rapporti internazionali. Ci abbiamo lavorato in quest'ultimo anno e siamo arrivati all’adesione al Consorzio Xarxa Vives che raggruppa le 21 università catalane e al Consorzio RETI istituito tra decine di università insulari su impulso delle due isole tirreniche, la Sardegna e la Corsica. Il Rettore di Corte Antoine Aiello ci trasmetto oggi un suo affettuoso saluto. Il registro tenuto in Rettorato raccoglie le testimonianze di intensi rapporti che si sono sviluppati in questo primo anno, con delegazioni che sono arrivate da molti paesi e da molte università consorziate.

Dopo la cerimonia di insediamento del 6 novembre di un anno fa, in un anno vissuto intensamente, questa Aula Magna è stata al centro di molteplici incontri ed iniziative, di convegni scientifici, di dibattiti, di confronti a Sassari e nel territorio, promossi direttamente dal Rettorato, dalle Presidenze, dai Dipartimenti, dai singoli studiosi, che testimoniano la vitalità del nostro Ateneo, che è veramente una finestra attraverso la quale la Sardegna può guardare al Mediterraneo e al mondo, uno strumento fondamentale per rinnovare la cultura della città e dell’isola. Gli incontri in Regione, nelle Province, nei Comuni, con il mondo della sanità, con i parlamentari. Ci siamo confrontati nel territorio, su temi che vanno dal gasdotto algerino al futuro dell’industria, al mondo carcerario, alla condizione operaia, all’ambiente, al patrimonio.

Sono stati concordati documenti, prese di posizione, lettere al Ministro, incontri con la chiesa attraverso un rapporto fecondo con l’Arcivescovo e con i cappellani che si sono susseguiti. Il momento più emozionante è stato, a Porto Torres, l'11 gennaio, l'incontro alla Torre Aragonese con i giovani operai Vinyls, l'avvio di un rapporto positivo e affettuoso fatto di solidarietà e comprensione, un’occasione per conoscere, che si è estesa al Senato Accademico ed è proseguita in un intensa attività di progettazione per il rilancio delle attività produttive.

In Sardegna la crisi occupazionale si è aggravata e preoccupa il record della provincia di Sassari in termini di tasso di disoccupazione, mentre nell'intera isola la cassa integrazione cresce nel 2010 ad un tasso che sfiorerà il 100% rispetto all'anno precedente. Fortemente radicata, la nostra Università osserva con occhi nuovi e con più emozione un territorio e una società che devono crescere e saper affrontare le nuove crisi. Il recente documento dell'Osservatorio economico pubblicato dalla Camera di Commercio testimonia nel 2009 un andamento del PIL pro capite negativo, che pone la Sardegna in 15a posizione tra le Regioni in Italia, la Provincia di Sassari in 78° posizione; una contrazione dei consumi interni finali delle famiglie; un saldo negativo per l'anagrafe delle imprese attive.

Ecco perché occorre che l’Università si concentri sul rapporto tra formazione e lavoro e dedichi più impegno al tema Sassari città della conoscenza ed al sistema delle autonomie: occorre rivedere il rapporto con la città e il territorio, verso una politica globale indirizzata allo sviluppo del Nord Sardegna in collaborazione con gli Enti locali, con una Provincia ora decisa a marciare per la valorizzazione del patrimonio e per la nascita di un nuovo sistema museale; con il Comune che sente sempre più una responsabilità e una missione, quella di creare reti e di fare sistema. L’Università in Città o la Città universitaria deve fondarsi su una continuità urbanistica e ideale tra Ateneo e Città, su una reciproca accettazione di valori e di legami identitari, su un impegno comune per migliorare la qualità della vita dei cittadini. L’Università sente il dovere di difendere pubblicamente le proprie scelte strategiche, ad esempio in campo urbanistico, ma anche sull’organizzazione interna, sulle strutture didattiche, sul decentramento. Anche la Città deve crescere più velocemente e sentire la responsabilità di ospitare una prestigiosa Università, elevando la qualità della vita, con effetti sulla popolazione studentesca. Ci aspettiamo una collaborazione che vada oltre la sterile contabilità del dare e del ricevere, a proposito del Mattatoio, dell’Istituto dei Ciechi, delle aree esterne alla Facoltà di Medicina Veterinaria, del parcheggio di Viale Italia, dei terreni al servizio della cittadella sanitaria. Occorre ancor più attivare forme di connessione con le comunità, le istituzioni e le organizzazioni della società civile, secondo gli indirizzi che abbiamo definito nella “Carta di Sassari” del 15 luglio, per un'alleanza tra Università e Comunità.

In questi mesi ci siamo sentiti veramente sostenuti dall’amicizia, dalla simpatia e dalla comprensione di tutti i colleghi e ci siamo sforzati di interpretare le attese e le speranze dell’intera comunità accademica. L’attenzione intorno alla nostra azione è cresciuta ed abbiamo avvertito il senso di una responsabilità davvero grande. Oggi vorremmo esprimere il senso di una gratitudine e di una riconoscenza per chi ha saputo spendersi al nostro fianco.

Il ruolo dell’Università cresce nel territorio, si è acquisita piena consapevolezza dei ritardi e delle disfunzioni accumulate nel tempo, abbiamo iniziato un percorso di definizione di obiettivi strategici e di programmazione che potrà portare alla nascita di una Università di eccellenza, profondamente radicata in Sardegna ma solida e capace si competere su uno scenario internazionale, con investimenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture, nell’edilizia, soprattutto nel capitale umano.

Consentitemi di condurvi per mano per un attimo all’interno del Salone delle Feste del Palazzo del Quirinale, dove siamo stati l'8 giugno per ritirare con grande emozione dalle mani del Presidente Napolitano il Premio Nazionale dell'innovazione, con Luca Ruiu della Facoltà di Agraria, per il progetto di produzione di un biopesticida innovativo ed ecocompatibile, affidato ora ad una società spin-off. Comunicando i risultati della competizione alla riunione della Consulta regionale per la ricerca, abbiamo ringraziato l’Assessore alla Programmazione per gli investimenti a favore del nostro Industrial Liaison Office, per i nostri dieci spin-off, per l’incubatore di impresa, per i Centri di Competenza, per i nostri progetti finanziati dalla legge regionale sulla ricerca. La Regione ci è stata davvero vicina e lo abbiamo riconosciuto in occasione dell’ultima conferenza  per la ricerca.

Questo premio dei premi è solo una testimonianza della vitalità dei nostri laboratori, mentre chiari riconoscimenti sono stati ottenuti in convegni internazionali, con il finanziamento di significativi progetti di ricerca, col superamento di giudizi di idoneità fuori sede, da ultimo con la nomina di nostri colleghi in posizioni di assoluto rilievo: voglio ricordare almeno Plinio Innocenzi chiamato in questi giorni come addetto scientifico a Pechino. Infine, si è allargata la rete di attività dei nostri ricercatori all’estero, i medici, i microbiologi, i giuristi, persino gli archeologi impegnati sulle nuove frontiere della scienza.

Dobbiamo dare atto di un impegno corale dell'Ateneo, di un percorso di crescita, di una passione civile che sta veramente contagiando ciascuno di noi.

In questo quadro, non posso tacere che una nota stonata sembrerebbe rappresentata dai risultati della verifica amministrativo-contabile che l'Ateneo ha ricevuto ufficialmente il 13 gennaio, un documento che circolava informalmente da mesi in relazione alle attività dell'Ispettore del Ministero dell'Economia. Molte osservazioni critiche, molte richieste di chiarimenti, per noi molte amarezze.

La reazione dell'Ateneo è stata immediata e positiva: abbiamo riunito gli organi accademici, che hanno avviato una riflessione su metodi, procedure, obiettivi, scelte strategiche. Si è risposto alle osservazioni del Ministero e per tanti aspetti si sono proposte nuove chiavi di lettura che spiegano in maniera esaustiva l'operato dell'istituzione. Siamo convinti che molti dei rilievi erano infondati; per altri l'Ateneo ha ormai avviato una strada nuova, fatta di più responsabilità e rigore. Riceveremo con serenità a breve le controdeduzioni del Ministero.

Abbiamo continuato a lavorare giorno per giorno e vogliamo ringraziare i protagonisti di questa impresa e in particolare il Prorettore Laura Manca, il direttore amministrativo Guido Croci, i membri del Senato, del Consiglio di Amministrazione e della Giunta di Ateneo, i delegati, le diverse commissioni, per il contributo dato in questo primo anno di mandato. Abbiamo lavorato al fianco del Presidente della Conferenza dei Dipartimenti Marco Vannini, del presidente della Consulta di Ateneo Eraldo Sanna Passino, del presidente del Consiglio degli studenti Roberto Santoru, del Garante degli studenti Antonio Bagella, della Presidente del Comitato per le pari opportunità Monica Farnetti, dei componenti del Nucleo di Valutazione presieduto da Anna Laura Trombetti e del Collegio dei Revisori presieduto da Guido Sechi.  E poi i componenti della segreteria del Rettore e della Direzione amministrativa, gli studenti collaboratori, i dirigenti, i vicedirigenti, gli EP, gli impiegati di tutti gli uffici, i bibliotecari, i tecnici, i sindacati, il direttivo del CRUS.

Questa relazione non è opera di uno solo, ma è il frutto di un confronto serrato tra i soggetti coinvolti.

Un pensiero a coloro che ci hanno lasciato, il Sen. Francesco Cossiga già studente e docente nel nostro Ateneo, che ricorderemo alla fine di questa manifestazione scoprendo una targa ricordo, alcuni nostri colleghi, con grande dolore anche alcuni nostri studenti.

L'Ateneo ha nominato democraticamente le sue rappresentanze esterne ed ha espresso un parere positivo sul nuovo Presidente dell’ERSU, sul commissario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e sul Direttore amministrativo che si sono distinti per un impegno appassionato al fianco dei nostri medici.

Nel nuovo clima di competizione e di valutazione, il nostro Ateneo ha ricevuto molte pagelle, con luci e ombre che non intendiamo ignorare.

La recente indagine Repubblica Censis vede l'Università di Sassari tra i 18 medi Atenei in terza posizione dopo Trento e Siena. Siamo primi in Italia  per le borse e per le strutture, meno bene per servizi, web e internazionalizzazione. Il punteggio conseguito ci pone in quinta posizione su 57 atenei.

Tra le 21 Facoltà di Architettura quella di Alghero si rivela la migliore d'Italia, confermando i risultati dell'anno precedente. Credo che questo risultato, che non ha paralleli in nessuna altra Facoltà italiana del Sud e delle isole, imponga un'attenzione nuova da parte della Regione nei confronti di una Facoltà proiettata davvero in uno scenario internazionale: la prolusione affidata oggi alla dott.ssa Margherita Solci è insieme un riconoscimento alla Facoltà, ai ricercatori, alle donne del nostro Ateneo.

Medicina Veterinaria si colloca al 7° posto in Italia:  ha destato viva preoccupazione la nota del Direttore generale del Ministero sulla necessità che la Facoltà superi positivamente la valutazione europea, che non potrà essere differita oltre il 2013. Su questa strada abbiamo trovato solidarietà e attenzione da parte della Regione e dei Parlamentari e confermo che spenderemo tutte le nostre energie per conseguire l’obiettivo della difesa della Facoltà, che rappresenta un centro di ricerca e di formazione unico in Sardegna.

Nella classifica ministeriale per l'attribuzione del FFO Sassari perde terreno come tutti gli Atenei del Mezzogiorno e delle isole. Nel 2009 ha ottenuto 81 milioni di euro,  2  in meno rispetto a quelli del 2008, collocandosi al sesto posto dal basso tra gli Atenei meno virtuosi.

L’Ateneo cambia profondamente: la Facoltà di Medicina e Chirurgia si articola in Dipartimenti ed in Dipartimenti Assistenziali integrati, viene istituito l’Orto Botanico ed il Museo Scientifico con spazi che offriamo ai cittadini. La Facoltà di Economia lascia Serra Secca e si concentra nel Quadrilatero in pieno centro urbano nella nuova sede di Via Muroni. Nasce il nuovo polo didattico della Facoltà di Scienze a Piandanna, che tra l’altro assorbe le precedenti 5 biblioteche di dipartimento. Si sposta l’Istituto di Matematica e fisica. Inauguriamo il Centro Orientamento in Via Torre Tonda ed il Centro Linguistico di Ateneo in Via Zanfarino. Architettura entra nella città murata di Alghero.

Nei documenti scritti abbiamo riportato il quadro delle azioni svolte, degli obiettivi conseguiti, dei programmi in corso. Guardiamo all’anno appena trascorso con orgoglio e viva soddisfazione. Eppure mentiremmo se dicessimo che siamo interamente soddisfatti dei risultati raggiunti dall’Ateneo in questi 12 mesi: la struttura è complessa, articolata, governabile con difficoltà; ci sono state nostre insufficienze, resistenze al cambiamento, discutibili ritardi; basterebbe a ricordarcelo la condizione di disagio di alcuni ricercatori, ospitati in locali inadeguati o privi di risorse. E poi il tema della dispersione delle matricole, dei fuori corso, dei falsi studenti.

Del resto ora dobbiamo veramente volgerci al futuro: dunque ci concentreremo per rilanciare un’azione riformatrice che incida ancora più in profondità ed i prossimi mesi saranno cruciali per avviare nuove iniziative per il miglioramento della didattica, nuovi servizi per gli studenti, nuove azioni per il personale, e per la certificazione corretta dalla produttività nella ricerca. E’ il momento del coraggio, perché il cambiamento è ormai ineludibile sul modello stesso di università. All’indomani dell’approvazione della Legge Gelmini verrà avviato il dibattito sulla riforma ed avremo sei mesi per definire la revisione dello statuto, per progettare l’Università del futuro fondata sui Dipartimenti e sulle Scuole di formazione, pensando ad un Ateneo europeo e non regionale, di qualità, proiettato nella competizione internazionale.

La spina dorsale dell’Ateneo sarà costituita dall’attività programmatoria articolata nel nuovo piano triennale e nel Piano responsabilità, obiettivi, risorse, azioni, che ha lo scopo di collegare la gestione e le responsabilità economico-finanziarie con i risultati tecnico-operativi.

Nel campo dell’internazionalizzazione l’Ateneo estenderà la sua integrazione nelle istituzioni europee dell’alta formazione e la sua presenza nelle diverse reti internazionali di collaborazione accademica, delle Università catalane, mediterranee e insulari, e in numerose attività di cooperazione scientifica internazionale.

Con l’Università di Cagliari proseguirà la sinergia all’interno di Unitel Sardegna, e in numerosi progetti comuni che vanno dall’orientamento, alla collaborazione nel settore della ricerca, ai centri di competenza tecnologia e al Krenos, alla nascita del Centro per la diffusione della cultura dell'innovazione e dell'impresa. Proponiamo un incontro tra i due Senati Accademici per programmare azioni comuni e soprattutto per razionalizzare l'offerta formativa e apprezziamo la determinazione con la quale il Rettore Giovanni Melis persegue una linea unitaria con il nostro Ateneo a tutti i livelli.

Il rapporto con la Regione Sarda, mentre facciamo i più cordiali auguri al nuovo Assessore Regionale all’istruzione Sergio Milia ed agli assessori Nicola Rassu e Bastianino Sannittu, si concentrerà nella stipula dell’ intesa per il triennio in corso, con numerose altre iniziative progettate per consolidare una forte innovazione dei due Atenei sardi, il bando per l'assunzione di ricercatori, il rientro dei cervelli, i visiting professor, il programma Master and back, i premi di produttività.

Riteniamo qualificanti e da potenziare i rapporti con la Fondazione Banco di Sardegna, la Fondazione Antonio Segni, il CRS4, Porto Conte Ricerche, Sardegna ricerche, la nuova area del CNR di Sassari. Rivedremo la convenzione con il Banco di Sardegna.

Sul piano territoriale, l’Ateneo impegna il neo costituito gruppo di lavoro sulla chimica ad operare a sostegno del rilancio tecnologico degli impianti e delle attività produttive a Porto Torres e in Sardegna, per le bonifiche dei siti inquinati e per arrivare ad un nuovo modello di industria chimica, moderna, pulita e sostenibile. I prossimi mesi saranno dedicati alle energie alternative ed alla stipula del protocollo con E-ON con l’obiettivo di costituire un centro di ricerca sul fotovoltaico.

L’Ateneo continuerà la sua attività sul territorio, con un ripensamento sui corsi di laurea gemmati fuori sede: Alghero viene riconosciuta a tutti gli effetti non solo sede della Facoltà di Architettura, ma moderno e vivace luogo di formazione (penso ai corsi di italiano per stranieri) e di ricerca (penso al Porto Conte Ricerche, rilanciato da Sergio Uzzau). I corsi forestali e ambientali di Agraria e Scienze a Nuoro costituiscono storicamente il primo generoso impegno del nostro Ateneo nella Sardegna centrale: si tratta di ripensare l’offerta fuori sede d’intesa con le istituzioni locali, con lo scopo di innalzare la qualità e ridurre il numero degli abbandoni, aprendo e non chiudendo su se stesso il territorio. E allo stesso modo anche a Oristano e ad Olbia, favorendo la nascita di master, dottorati e scuole di specializzazione, come Archeologia subacquea e la scuola forestale.

Facendo leva sul Comitato Erasmus ci batteremo per potenziare la mobilità europea dei nostri studenti e per estendere il flusso di studenti in entrata, per snellire le procedure burocratiche e per arrivare a concepire i programmi Erasmus anche di tirocinio come parte integrante dell'offerta formativa di Ateneo; svilupperemo il nuovo sistema delle borse-premio, con l’intento di valorizzare l’impegno e le eccellenze nello studio, di favorire l’emulazione e incentivare le carriere studentesche.

Tra le priorità collochiamo la riforma dell’attività formativa per garantire la qualità dei processi nell’organizzazione della didattica, diritto allo studio e servizi agli studenti. Riaffermiamo la centralità dello studente e ci batteremo per la promozione culturale e sociale per tutti i meritevoli, con una piena collaborazione con l’Ente regionale per il diritto allo studio al cui Consiglio di Amministrazione recentemente rinnovato ed al nuovo direttore in corso di nomina auguriamo di riuscire mantenere quei livelli di efficienza che sono stati raggiunti nel corso dell'ultimo quinquennio.  Il Censis ha valutato l’Università di Sassari come la prima tra le Università medie per i servizi erogati, in particolare per i 510 posti letto e per l'erogazione di borse di studio a tutti gli aventi diritto. Ciò è il frutto di una lunga e intensa collaborazione tra l’Ateneo e l’ERSU. Ora si tratta di concludere l’iter dei lavori di ristrutturazione della Fondazione Brigata Sassari e di impegnare i 12 milioni a suo tempo erogati dalla giunta Soru per l’edilizia.

Combatteremo gli abbandoni anche attraverso una revisione profonda dell’offerta formativa e la chiusura di alcuni corsi di studio che non rispondono ai requisiti ministeriali, in termini di docenza necessaria e di copertura dei settori scientifico-disciplinari. Il recente Decreto Ministeriale certifica che l’attuale offerta formativa non è sostenibile, anche considerati i numerosi pensionamenti e la difficoltà di assunzione dei vincitori di concorsi, che ci impegniamo comunque ad accelerare al massimo. Dovremo orientarci verso nuovi corsi interfacoltà ed interateneo.

Le potenzialità didattiche informatizzate consentiranno di aumentare il grado di interazione con le sedi universitarie decentrate. Saranno adottate misure per dare una maggiore funzionalità alle segreterie, entro un polo centrale nei nuovi locali della Manifattura Tabacchi. Chiediamo un ulteriore impegno ai referenti per la didattica e valuteremo il peso di ciascuna Facoltà sul fondo di finanziamento ordinario in termini di produttività. Sarà generalizzato ed esteso a tutti i corsi di studio il percorso di autovalutazione e rilanceremo il processo di verbalizzazione elettronica degli esami.

Tra gli impegni immediati intendiamo riformare tutti i corsi di studio dell’area sanitaria non ancora adeguati e ci batteremo per aumentare il numero degli studenti provenienti da altri Paesi, da altre regioni e da altre province, per rendere più aperto il nostro Ateneo. Già dai prossimi mesi saranno iscritti e regolarmente registrati nell’anagrafe nazionale gli studenti Erasmus ed i dottorandi che godono delle nuove borse di studio. Ci impegniamo a rifinanziare il fondo per il miglioramento della didattica attribuito alle Facoltà.

Per le Scuole di dottorato, mediante il nuovo regolamento sarà data attuazione ai principi della valutazione e della premialità, incrementando proporzionalmente le risorse. Deve essere sottolineato come, in un momento di crisi, l’Ateneo investe in modo consistente sui dottorati arrivando a garantire ben 53 borse, oltre alle 15 borse provenienti dai Dipartimenti ed alle  44 borse regionali.

Un deciso sviluppo avranno le attività di orientamento, sostenute dalla Regione, in un rinnovato rapporto con le scuole superiori del territorio, che speriamo di poter arricchire con l’avvio di molti nuovi servizi: intendiamo per orientamento un processo continuo che considera l’unicità e complessità della persona nelle diverse fasi della scelta fino all’inserimento lavorativo. Monitoreremo il nuovo Servizio OrientAzione, un servizio di supporto e consulenza per gli studenti finalizzato a rendere il percorso universitario un’esperienza formativa qualificata.

L'Ateneo si riconosce nel programma della nuova presidente del Comitato pari opportunità, Maria Lucia Piga, eletta democraticamente il 30 settembre, che tocca valori e temi che entreranno nel nuovo Codice Etico.  La Commissione disabili orienterà la propria azione con l’utilizzo dei 10 volontari Crui, con lo scopo di combattere ogni forma di esclusione e discriminazione, estendendo i contatti con gli Enti preposti al miglioramento della condizione lavorativa nel territorio. Intendiamo adottare il nuovo piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche degli edifici universitari.

Per le attività sportive e musicali, stipuleremo una nuova convenzione col CUS, che vorremmo sempre più rappresentativo e aperto agli studenti, per allargare la fascia dei fruitori del servizio sportivo. Difenderemo il titolo di Campioni d’Italia conquistato nel calcio qualche mese fa. Sarà completato l’intervento edilizio ad Ottava. Ci impegniamo a rilanciare il Coro dell’Università ed a sostenere il neonato gruppo musicale ICHNVSS.

Il Sistema bibliotecario conoscerà una fase di vera e propria rifondazione, secondo la proposta del Coordinamento dei servizi bibliotecari che ci porterà ad aggregare le attuali unità in una decina di biblioteche d’area o dipartimentali. In tal modo si potrà conseguire un maggiore efficienza nell’erogazione dei servizi e nelle prestazioni del personale dedicato.

Sul piano della ricerca, tutte le azioni saranno orientate al miglioramento del posizionamento dell’Ateneo, con lo scopo di promuovere l’ingresso nelle reti nazionali ed internazionali con un ruolo attivo sulle tematiche che ci vedono protagonisti in uno scenario almeno nazionale. Rivendichiamo l’iniziativa di aver voluto costruire una valutazione della produzione scientifica dell’Università con i metodi oggi più attendibili. Il compito che ora ci attende è quello di avviare una valutazione complessiva dei dati non per punire o premiare qualcuno, ma per migliorare le performances scientifiche sempre più visibili attraverso l’Anagrafe rifondata, con forme di premialità a favore dei gruppi di ricerca più autorevoli. Il processo quinquennale di valutazione della ricerca CIVR sarà comunque un importante momento di confronto per l’Ateneo, che affiderà al Comitato di Garanzia recentemente eletto dal basso l’impegno di assicurare equilibrio e equità.

Intanto distribuiremo il Fondo di Ateneo per la ricerca, sosterremo i PRIN nazionali con forme di premialità a favore dei progetti finanziati dal Ministero. D'intesa con la Regione, definiremo le procedure per la presentazione dei progetti per la ricerca orientata e di Base.

E' avviato il progetto FESR che prevede la realizzazione di 6 Poli di Ateneo, ciascuno dei quali costituito da laboratori sperimentali attrezzati con strumentazione didattico-scientifica innovativa e un finanziamento complessivo di quasi 5 milioni di Euro. Si tratta di un investimento che non ha precedenti nella storia dell’Ateneo e che sarà tra breve seguito da una serie di altri interventi voluti dalla Regione, come per il Progetto INNOVARE - Rete regionale dell’Innovazione. L’Università darà impulso all’allargamento del portafoglio brevettuale e alla sua commercializzazione presso le imprese. Sosterremo la nascita di altri spin-off e lo sviluppo dei centri di competenza monitorando costantemente i bilanci e gli oneri per l’Ateneo; presteremo infine maggiore attenzione ai problemi del trasferimento tecnologico, anche attraverso forme nuove di comunicazione, partendo dalla rivista Arianna.

Si impone per i prossimi mesi una riflessione sulle due società nazionali partecipate Biosistema e Certa e sulle altre società consortili a dimensione regionale, per verificarne la redditività, in relazione soprattutto all’attuale difficoltà dei Centri di competenza ad intraprendere in modo deciso un’attività di impresa. Costituiremo in Sassari un Centro sulle tecnologie per i beni culturali.

Tutti i temi saranno oggetto della V Conferenza di Ateneo della ricerca, nella quale si metterà in rilievo il rinnovato impegno per raccogliere finanziamenti europei nel settore del VII Programma Quadro, nei progetti Marittimo e Enpi, attraverso la partecipazione ai bandi per i diversi livelli progettuali, progetti semplici e progetti strategici. Segnaliamo il rapporto di collaborazione con la Provincia nell’ambito del progetto Innautic per la prossima nascita di un “Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Nautica” che ci collegherà con Cagliari, Pisa, Genova e Corte. E poi con numerosi comuni per l’avvio del progetto sul Percorso del Romanico in Sardegna. E per altri progetti legati al patrimonio archeologico, al corallo, all’ambiente, che consentiranno di collegare trasversalmente competenze e saperi.

Sul versante delle articolazioni interne dell’Ateneo, saranno disattivati tutti gli istituti con decorrenza I gennaio e si dovrà definire il nuovo assetto del polo delle scienze agrarie. Sarà inevitabile arrivare anche alla disattivazione dei Dipartimenti sotto soglia e sosterremo la nascita dei dipartimenti della Facoltà di Medicina.

Nel campo informatico, occuperemo i nuovi locali di Via Rockfeller, collegati alla fibra ottica messa a disposizione dal Comune di Sassari. La nuova sede vedrà l’acquisizione di macchine di calcolo di nuova generazione. 

È inoltre prevista per la primavera l’attivazione della nuova piattaforma web di Ateneo e della seconda versione dell'anagrafe della ricerca, che terrà conto di tutte le osservazioni pervenute in questo anno di sperimentazione.

Per il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, siamo sinceramente decisi a sostenere un dialogo per una nuova stagione, per un fecondo rapporto tra la Delegazione di parte pubblica e di parte sindacale, per arrivare a definire alcune partite rilevanti, come la destinazione del fondo per il salario accessorio 2010 e il riconoscimento dell'indennità mensile ex art. 41. Si deve procedere con la attuazione del nuovo modello organizzativo della struttura universitaria, in rapporto agli obiettivi strategici dell'Ateneo. Occorre promuovere interventi urgenti per il miglioramento della qualità di alcuni servizi, con un ripensamento sui proventi delle prestazioni a pagamento e sul personale sanitario. Intendiamo dedicare una più ampia quota di punti organico per garantire l’ingresso di nuove professionalità.  

Per i docenti manterremo una politica di trasparenza sui budget virtuali di Facoltà, sui punti organico, sulle chiamate e le prese di servizio dei professori e dei ricercatori dei 51 concorsi banditi due anni fa, con la definizione di graduatorie e priorità, accelerazione del turn-over, politica di sviluppo dei concorsi per posti di ricercatore a tempo determinato. Abbiamo definito i rigorosissimi criteri per le prese di servizio del personale docente, che saranno effettuate entro dicembre con l'impiego di tutti i punti organico disponibili; in più, le chiamate di idonei fuori sede.

Verrà proposto il diniego del biennio aggiuntivo per i professori e sarà attuato un riordino del compenso orario per i docenti impegnati in attività didattica non istituzionale. Il tema dei professori a contratto merita una decisa inversione di tendenza, perché il lavoro deve essere retribuito e si deve riconoscere il contributo delle professionalità espresse dal territorio.

In ambito sanitario ci confronteremo serenamente  con la proposta di legge regionale sulle nuove Aziende sanitarie, sicuri comunque che l’AOU manterrà una sua dimensione ed una sua specificità, nell’ambito della propria missione, che è quella di integrare l’assistenza con la programmazione didattico-scientifica della Facoltà di Medicina.

Proprio per il forte impatto sociale dei servizi sanitari, chiediamo alla classe politica una continuità di gestione, anche se il Consiglio Regionale decidesse di indirizzarsi verso una soluzione unitaria, che comunque andrebbe preparata con attività interaziendali.  L’AOU deve avere il suo nuovo protocollo di intesa, così come il suo atto aziendale, il suo organo di indirizzo, il suo direttore generale, il suo direttore sanitario: debitamente potenziata, deve diventare lo strumento per recuperare ritardi e disfunzioni, per ritrovare efficienza al servizio della collettività, con adeguati investimenti in tecnologia ed edilizia, perché la formazione e la ricerca stanno alla base di una assistenza di eccellenza.

Riteniamo che la medicina universitaria sia un valore aggiunto per il territorio e proprio partendo da questa convinzione ci permettiamo di fare un gesto di apertura verso le esigenze della sanità ospedaliera, gestita da medici che si sono formati nella nostra Facoltà ed ai quali guardiamo con amicizia e sincero desiderio di collaborazione, certo senza la voglia di istituire rapporti conflittuali. Anche dal Commissario della ASL abbiamo del resto ricevuto segnali di apertura per quanto riguarda la messa a disposizione di edifici per i Dipartimenti universitari.

L’Università chiede alla Regione di mantenere gli impegni a suo tempo assunti anche sui FAS per completare gli investimenti edilizi a favore delle strutture cliniche e dei reparti che presentano condizioni di gravissima criticità.

In ambito edilizio verranno a breve completati l’Istituto di Igiene e il reparto di patologia generale medica del Dipartimento di Scienze biomediche, il nuovo reparto Malattie infettive, il V piano del Clemente per la Clinica Chirurgica, l’ampliamento degli Istituti di Clinica neurologica e di scienze radiologiche. Verrà formalizzato l’accordo con l’ATP per il parcheggio di Viale Italia che è stato recentemente liberato dalle auto. Verrà definita la destinazione dell’ex brefotrofio, inserito in un progetto complessivo di cittadella della sanità, di un polo sanitario di eccellenza che si affacci con una bretella sulla 131 attraverso Piandanna. Intendiamo batterci per il completamento dei rustici della Clinica chirurgica nelle stecche e per una riorganizzazione spaziale complessiva.  Senza dimenticare il salto tecnologico che l’AOU compirà con le nuove tecnologie specie nella diagnostica per immagini.

Dopo le recenti realizzazioni, tra le quali l’avvio dei lavori per il nuovo ospedale veterinario, siamo impegnati per il recupero della facciata del Palazzo centrale dell’Università e per la progressiva valorizzazione dell’Estanco, dove verrà allestita la nuova sala del Consiglio di Amministrazione ed una nuova grande aula e dove abbiamo trasferito il Rettorato e molti nuovi uffici; li stiamo decorando anche grazie alla generosità di tanti artisti. Abbiamo presentato le nostre proposte al Soprintendente Gabriele Tola, perché intendiamo avviare i lavori per restituire alla città la torre tonda e riaprire l’intero palazzo di Porta Nuova ed alcuni spazi di Piazza Università, dove vorremmo far tornare gli studenti.

Nell’ambito del nuovo Programma triennale dei lavori, consideriamo prioritaria la realizzazione delle nuove aule, la biblioteca e i servizi generali della Facoltà di Agraria e del secondo lotto del complesso di Piandanna che ospiterà docenti attualmente afferenti a 3 Dipartimenti scientifici. Verrà completata la sede delle Facoltà di Lettere e di Lingue, con l’acquisizione e il restauro dell’Istituto dei ciechi e la retrocessione degli spazi in locazione.

Prepareremo il trasferimento della Facoltà di Farmacia nel polo di Monserrato che risulta propedeutico alla compiuta definizione del polo giuridico-politico-economico del cosiddetto Quadrilatero, racchiuso tra Viale Mancini e Via Muroni. Chiediamo alla Giunta Regionale un impegno per il recupero dei finanziamenti FAS - risorse per le aree sottoutilizzate - con la rimodulazione dei 50 milioni per il polo di agraria e veterinaria.

Assumendo il gravoso ruolo di Rettore di questa nostra storica Università, un anno fa avevamo preso l’impegno di spendere tutti noi stessi per raggiungere obiettivi alti e per lavorare nell’interesse dell’istituzione che intendiamo rappresentare con determinazione e spirito di servizio. Oggi rinnoviamo questo impegno, confortati dal coinvolgimento di tanti altri attori, di tanti colleghi che hanno deciso di spendersi in una nuova avventura di crescita e di solidarietà.

Allora auguri a tutti noi per un anno accademico che sia pieno di serenità e di gioia, ricco delle cose che contano davvero, di emozioni, di sogni, di speranze e di risultati.

Auguri alla grande comunità della nostra Università, alla città di Sassari e a tutta la Sardegna.

Dichiaro aperto il 449° anno accademico dell'Università di Sassari.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Gennaio 2011 10:58

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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