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Natale 2010 - Cerimonia degli auguri di fine anno

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| 21 Dicembre 2010

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Cerimonia degli auguri di fine anno

Intervento del prof. Attilio Mastino

Martedì 22 dicembre 2010

 

Cari amici,

l’appuntamento di oggi per la tradizionale cerimonia degli auguri segna un primo momento di riflessione, una pausa dopo un anno vissuto intensamente, con tante luci e qualche ombra, con problemi ma soprattutto con molte opportunità. In questi mesi ci siamo sentiti veramente sostenuti dall’amicizia, dalla simpatia e dalla comprensione di tutti i colleghi e ci siamo sforzati di interpretare le attese e le speranze dell’intera comunità accademica, con l’ambizione che l’Ateneo diventi sempre più un punto di riferimento centrale in Sardegna, non solo sul piano culturale. L’attenzione intorno alla nostra azione è cresciuta ed abbiamo avvertito il senso di una responsabilità davvero grande, l’insufficienza dell’impegno dei singoli, l’esigenza di far entrare aria nuova nelle nostre Facoltà, nei nostri Dipartimenti, nei nostri laboratori, nei nostri Centri di ricerca, nelle nostre biblioteche, nei nostri uffici.

Il ruolo dell’Università cresce nel territorio, si è acquisita piena consapevolezza dei ritardi e delle disfunzioni accumulate nel tempo, abbiamo avviato un percorso di definizione di obiettivi strategici e di programmazione che potrà portare alla nascita di una Università di eccellenza, profondamente radicata in Sardegna ma non localistica, solida e capace di competere su uno scenario internazionale, con crescenti investimenti nelle tecnologie, nell’edilizia, nella ricerca, soprattutto nel capitale umano.

L’anno che si sta per aprire sarà l’anno delle celebrazioni centenarie: intendiamo difendere il patrimonio di un Ateneo che vanta 450 anni di vita e che certamente non sarà messo in discussione da una riforma universitaria che avremmo voluto profondamente diversa, più attenta al diritto allo studio ed alle esigenze dei giovani ricercatori, più capace di valorizzare le tradizioni accademiche e di sviluppare reti di relazioni internazionali, una riforma più generosa e meno punitiva. Oggi rischia di essere in discussione la struttura stessa degli Atenei, la sopravvivenza di Dipartimenti, Facoltà, linee di ricerca, reti di relazioni consolidate. La razionalizzazione proposta comporta anche drastici tagli e pone gli Atenei italiani di fronte a scelte molto dolorose. L’ingresso dei privati nel Consiglio di Amministrazione, l’indebolimento del Senato Accademico, la diminuzione della rappresentanza studentesca, la scomparsa del PTA dagli organi accademici, la nuova composizione delle commissioni di concorso,  l’impoverimento dei momenti di democrazia e di confronto che passa attraverso la soppressione dei consigli di facoltà, la precarizzazione dei ricercatori, l’incapacità di cogliere le diversità delle tradizioni accademiche e gli specifici svantaggi dell’insularità non sono elementi positivi in un quadro caratterizzato dalla ricerca di una efficienza che si dovrà comunque confrontare con la capacità di coinvolgimento delle persone, con l’adozione partecipata degli obiettivi prioritari da raggiungere, con politiche di sussidiarietà e di integrazione che correggano il modello centralistico di base.

Proprio oggi o al massimo domattina il Senato della Repubblica approverà il DDL Gelmini (Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario), che diventerà legge dello Stato. Saremo impegnati a partire dalle prossime settimane a scrivere il nuovo statuto, con un solo obiettivo, quello di mantenere ed estendere quell’autonomia universitaria riconosciuta dall’art. 33 della nostra Costituzione. Non ci faremo trascinare da sterili risentimenti, né ci arrenderemo di fronte alla politica dei tagli disposta da Governo, ma chiederemo conto dei propri comportamenti al Ministro, al Presidente della Conferenza dei Rettori, alla Regione, agli amministratori locali, pronti ovviamente a rispondere di ogni atto da noi adottato, ad assicurare trasparenza sulle nostre scelte, a garantire procedure non solo legittime ma soprattutto corrette nella sostanza, a declinare gli indicatori ministeriali con riferimento alla nostra storia ed alla nostra cultura.  Nascerà la Fondazione Universitaria del Nord Sardegna.

Senza l’Università non c’è un futuro per la Sardegna e per il paese.

Dunque lavoreremo tutti per costruire un modello di università nuovo, per fondare la nuova governance, per creare opportunità per tutti e spazi di flessibilità. Ci aspetta un anno difficile, duro, pieno di contrasti, che affronteremo con animo aperto, con la volontà di ascoltare e di capire le esigenze di tutti, senza cedere alla facile tentazione di usare la scure per tagliare Facoltà e Dipartimenti, ma costruendo proposte sostenibili nel tempo, che incoraggino sinergie e favoriscano aggregazioni scientifiche  razionali. Ci assumeremo la responsabilità di dare indirizzi generali, dopo aver sentito il parere di tutti.

Chiediamo un ulteriore impegno al Prorettore, al Direttore Amministrativo, alla Giunta, agli organi accademici, a tutto il personale perché tutti ci si rimbocchi le maniche e ci si metta al servizio di un Ateneo che ha una storia e una dignità da difendere, un’immagine da tutelare contro le campagne di stampa ingiuste, contro quei giornalisti che non riescono veramente a entrare nel palazzo, a leggere le novità positive: noi sempre con l’esigenza di dare esempi di comportamenti virtuosi, basati sulla necessità di difendere gli interessi della res publica.

Siamo dalla parte innanzi tutto degli studenti e dei ricercatori ed ogni nostro sforzo sarà indirizzato a difendere i loro diritti, ma anche a chiedere impegno, responsabilità, decisi a valutare il lavoro di ciascuno e noi a rispondere dei nostri limiti e delle nostre incapacità.

Ieri, nella cerimonia della consegna del sigillo storico ai nostri professori, ricercatori e tecnici amministrativi e bibliotecari andati in pensione abbiamo anche iniziato a costruire un ponte ideale tra generazioni, per capire le amarezze di chi ci lascia, per esprimere il senso di gratitudine e di continuità, per assumere responsabilità e doveri anche nei loro confronti.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico qualche settimana fa abbiamo fornito un quadro delle attività svolte e dei programmi immediati, che è superfluo oggi riprendere nel dettaglio e che troverete nella relazione disponibile anche on line: abbiamo pensato allora  di innovare profondamente la tradizionale cerimonia degli auguri, per dare spazio ad altre voci più significative, quelle di coloro che effettivamente hanno lavorato al nostro fianco, presiedendo gli organi accademici, spendendosi fino in fondo per il nostro Ateneo, con generosità, con passione, con dedizione vera. Volgendoci per un momento indietro proviamo sentimenti di gratitudine e di amicizia che intendiamo esternare oggi, verso i componenti Giunta, i delegati, i membri degli organi accademici e delle diverse commissioni, della segreteria del Rettore e della direzione Amministrativa, del Nucleo interno di valutazione, dei Revisori dei conti.

Approvando il bilancio senza conoscere l’ammontare del FFO ministeriale del 2010 e senza conoscere gli orientamenti del Consiglio regionale del 2011 abbiamo assunto ieri una posizione coraggiosa, certi che avremo a disposizione risorse, ma soprattutto idee e progetti per crescere ancora.

La dimensione nella quale il nostro Ateneo si muove è sempre più quella di una competizione internazionale: eppure partiamo da una base sicura, da fondamenta solide, dal sostegno della Giunta Regionale e del Consiglio che investono sull’Università perché sanno che così si promuove lo sviluppo dell’isola. Il 15 dicembre abbiamo firmato l’intesa con gli assessori regionali Milia e La Spisa sulla ripartizione del fondo unico dell’Università, visiting, rientro cervelli, premialità per il 2010 mettendo in campo risorse per circa 20 milioni di euro, comprese le somme consistenti per la mobilità ERASMUS, decisamente in espansione con i tirocini ed il placement.

Consideriamo alcuni successi ottenuti: l’avvio del cantiere per l’ospedale veterinario, il trasferimento della Facoltà di Economia in città, il completamento di tanti lavori edilizi, l’inaugurazione del Centro linguistico, del Centro orientamento, della biblioteca di scienze a Piandanna, della nuova Biblioteca delle Facoltà umanistiche, le Scuole di dottorato,  l’approvazione del documento di programmazione finanziaria e del nuovo piano triennale di opere con l’elenco dei cantieri che prendono avvio già nel 2011 con un investimento iniziale di 30 milioni. Le consistenti risorse a favore della ricerca, gli assegnisti, i dottorandi.

Sul versante del personale siamo orgogliosi degli accordi stipulati con i sindacati che parzialmente recuperano il salario accessorio, e poi la mobilità orizzontale, l’avvio della riforma della pianta organica. La politica in tema di disabilità, le pari opportunità, il garante degli studenti. E poi la pubblicazione del volume della Storia dell’Università, la collaborazione con l’ERSU, con l’AOU,con il CUS, con il CRUS, con le associazioni studentesche, le attività sportive e musicali, il coro. Ancora l’incremento progressivo della mobilità internazionale, i corsi di lingua, gli accordi con le reti di Università catalane, insulari e mediterranee, la forte sinergia con il Rettore dell’Università di Cagliari, la razionalizzazione della presenza sul territorio nelle sedi gemmate.

Stanno per partire le nuove controdeduzioni alla relazione dell’ispettore inviato dal Ministero delle Finanze, che sintetizzano le azioni di correzione adottate, ad iniziare dal nuovo accordo con Porto Conte Ricerche e dai nuovi regolamenti; si dismettono le locazioni inutili; si introduce un sistema trasparente che passa attraverso la pubblicazione on line in tempo reale dei verbali degli organi accademici.

Siamo riusciti a mettere al riparo dalla riforma circa 40 nuovi posti di ricercatore a tempo indeterminato. Oggi prendono servizio 20 nuovi  professori. Assumiamo l’impegno di smaltire rapidamente la coda di prese di servizio degli idonei vincitori di concorso in sede e fuor sede.

Del resto ora dobbiamo veramente volgerci al futuro: dunque ci concentreremo per rilanciare un’azione riformatrice che incida ancora più in profondità ed i prossimi mesi saranno cruciali per avviare nuove iniziative per la riforma delle attività formative e per l’orientamento, nuovi servizi per gli studenti, nuove competenze linguistiche e matematiche, nuove strutture informatiche, nuovi saperi. E ancora nuove azioni per il personale con una riorganizzazione del modello gestionale dell’amministrazione. Impegno per la certificazione corretta dalla produttività nella ricerca, con consistenti investimenti per i visiting professors, per il progetto INNOVARE, per il rientro dei cervelli, per i laboratori, per gli spin off, per i centri di competenza, per i progetti europei, per il trasferimento tecnologico. Insomma, nuove politiche reali di promozione e sostegno della ricerca. E poi un’assistenza sanitaria di qualità. E’ il momento del coraggio, perché il cambiamento è ormai ineludibile sul modello stesso di università, come sull’edilizia, sulle nuove tecnologie, sull’internazionalizzazione, sulla medicina universitaria nella prospettiva di una profonda innovazione che consenta di migliorare la qualità, valorizzare le eccellenze e faccia nascere la nuova cittadella sanitaria. Tra qualche settimana finanzieremo il fondo FAR dell’ex 60%, istituiremo premialità per professori e per ricercatori e per i Dipartimenti più produttivi, valorizzando il merito di ciascuno. Nascono con ambiziosi progetti l’orto Botanico e il Museo scientifico. Occupiamo con il Centro elaborazione dati i nuovi locali di Via Rockfeller. Un accordo con il Comune consentirà di acquisire  in uso per venti anni 4 fibre ottiche appartenenti alla Rete Civica Comunale, al fine di collegare in via esclusiva alcune sedi universitarie ricadenti sul territorio comunale con il CED.  Intendiamo arrivare rapidamente all’appalto delle nuove aule di Agraria, del secondo lotto del complesso bionaturalistico, il completamento dell’Istituto di malattie infettive, le tante altre iniziative edilizie in cantiere anche per le facoltà umanistiche. Inaugureremo nuove cliniche e nuovi reparti sanitari.  Si consolideranno i poli formativi omogenei: chimico-farmaceutico, scientifico-ambientale, giuridico-economico-sociopolitico; infine letterario. Difenderemo la Facoltà di Architettura nella città catalana di Alghero e arriveremo all’accreditamento europeo della Facoltà di Medicina Veterinaria.

Per realizzare i nostri obiettivi abbiamo disperato bisogno di voi, della vostra passione, della vostra intelligenza, del vostro coraggio.

Allora auguri a tutti noi, ai nostri carissimi studenti innanzi tutto che costituiscono il nostro patrimonio più prezioso: auguri per le prossime Festività e per un vero Natale pieno di serenità e di gioia, per un anno nuovo magico luminoso e  ricco di cose che contano davvero, di emozioni, di sogni e di speranze.  

Auguri a ciascuno di voi, alla grande famiglia dell’Università, alla città di Sassari ed a tutta la Sardegna. Il nuovo anno sia veramente un anno di svolta, positivo, ricco di salute, senza una lacrima, con tanti momenti di gioia e di felicità.

 

Consentitemi in chiusura  una piccola trasgressione, un augurio nella lingua di noi Sardi:

 

Po boisi salude fortuna e affettu

Chi pozzis vivere s’annu nou cun dilettu

A su tramontu de s’annu presente

Bonos ammentos appas in mente

S’annu chi sos ojos est abberinde

Biada su bene intende e

Su male essinde.

 

Auguri a tutti noi. Buon Natale e Buon Anno.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Gennaio 2011 10:51

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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