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Intervento del Rettore alle Terze Giornate Sarde di Scienze Ostetriche e Ginecologiche

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Scritto da Administrator | 13 Maggio 2011

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Intervento del Rettore alle Terze Giornate Sarde di Scienze Ostetriche e Ginecologiche

Alghero 11 maggio 2011

Ho partecipato in passato ad altre edizioni di queste tradizionali  giornate sarde di scienze ostetriche e ginecologiche, invitato dagli amici Salvatore Dessole e Pier Luigi Cherchi.

Queste terze giornate sono organizzare dalle due cliniche ostetriche di Sassari e di Cagliari, dall’AGUI Associazione dei ginecologi italiani, dalla SIGO, Società italiana di Ginecologia e Ostetricia, dalle aziende ospedaliere universitarie di Cagliari e di Sassari.

Hanno offerto il patrocinio tanti soggetti italiani ed europei. Vorrei in particolare ricordare la FINCO la Federazione Nazionale Collegio ostetriche.

Sono particolarmente lieto di portare il saluto dell’Università di Sassari a questo importante appuntamento scientifico che vede riuniti, qui, oggi,  tanti “saperi scientifici” impegnati su aspetti cruciali  quali la riproduzione,  la prevenzione della salute  delle donne  attraverso nuovi approcci terapeutici  in grado di  correggere disturbi che apportano un significativo condizionamento della vita di relazione, dell’attività lavorativa e del vissuto personale.

Nell’ultimo mezzo secolo  la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante  nel campo delle tecniche di riproduzione artificiale umana :  l’assunzione di un concetto di salute sempre più ampio e integrato, definito come equilibrio ottimale, in senso psicofisico, sembra rendere non accettabile – come avveniva in passato- il  limite fisico, il destino  della sterilità  :   la domanda che si indirizza – piena di speranza- verso la riproduzione artificiale  ha prodotto  pratiche mediche sempre più legittimate e consolidate per le strutture sanitarie,  e percorsi di ricerca  ricchi di risultati di cui, sono certo, daranno conto i lavori di queste giornate.

Pur  da un versante  di non “addetto ai lavori” non possono non sottolineare la varietà degli argomenti in discussione. Alcune tematiche sono centrali, come l’equilibrio tra la buona sanità (per la salute della donna e della coppia) e la razionalizzazione della spesa sanitaria, l’incubo di un’Italia in crisi.

Sul piano tecnico, vedo che state tenendo corsi di ecografia, endoscopia ginecologica ed ostetrica, di colposcopia per l’accertamento delle patologie.

Ma parlerete del rapporto tra contraccezione e benessere. Di vaccinazione anti papilloma virus per proteggere dal carcinoma della cervice e dalle displasie del collo dell’utero; parlerete di riproduzione assistita, di obesità femminile, delle nuove strategie terapeutiche in rapporto alla menopausa. Di endometriosi e di altre malattie dell’apparato riproduttivo femminile, ma più in generale parlerete di sessualità e salute.

Per arrivare alla medicina perinatale, al travaglio ed al parto.

Lasciatemi dire che sono rimasto impressionato dalla complessità dei temi in discussione, dalla attualità e dalla rilevanza sociale delle problematiche che affronterete con competenza, soprattutto con attenzione per l’evoluzione scientifica. Rimane sullo sfondo sempre più incombente il versante giuridico, normativo, etico che certamente non vi è estraneo e sul quale tutti i giorni immagino vi confrontiate con apertura e spirito libero, forse anche con sofferenza.

Del resto sono informato  degli eccellenti risultati prodotti, nella pratica e nella ricerca scientifica,  dal Prof. Salvatore Dessole, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica, dal Prof. Pier Luigi Cherchi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia  del nostro Ateneo. E questo pur in una situazione ambientale difficile. Spero che il nuovo direttore generale dell’AOU l’amico Sandro Cattani e il nuovo direttore sanitario Severino Rovasio ci aiutino rapidamente a recuperare ritardi e disfunzioni. E , come rettore, mi piace ricordare che la Clinica ostetrica è stata una delle prime a Sassari, nel nostro Ateneo che presto celebrerà i suoi 450 anni di storia: ad organizzarla fu  un caposcuola, Luigi Mangiagalli , un  “principe della ginecologia operativa” , come è stato definito dagli storici della  Medicina.  Vincitore di un concorso bandito a Sassari  nel 1882 , Luigi Mangiagalli insegnò qui  ostetricia e clinica ostetrica  fino  al 1884 .

Annunciandone l’arrivo al corpo accademico all’inaugurazione dell’a.a. 1882-83, l’allora rettore dell’ateneo turritano Giuseppe Silvestrini,  disse che il giovanissimo cattedratico era “già chiaro della scienza ostetrico-ginecologica per fama e pregevoli opere”, anticipando  le ardite innovazioni che di lì a qualche anno ne avrebbero fatto una figura di spicco nella scuola italiana di ginecologia, che tra Ottocento e Novecento si sviluppava grazie alle conquiste della chirurgia, strettamente legate a quelle dell’anestesia e dell’asepsi, e all’ausilio dei perfezionamenti tecnologici.

Si collocano  in questo percorso importante, in questa tradizione di cui siamo orgogliosi,  l’attività, gli esperimenti,  la ricerca dell’oggi. Auguro dunque a questa iniziativa che vede l’importante collaborazione della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari (Prof. Gian Benedetto Melis e  Prof.ssa Anna Maria Paoletti)  un proficuo lavoro e  importanti risultati scientifici.

Saluto gli illustri ospiti, a nome dell’Ateneo do il benvenuto nella splendida città catalana di Alghero ai moderatori, ai relatori, al Comitato scientifico, agli studiosi, ai medici ed agli ostetrici che sono arrivati da tante sedi italiane e straniere, dalla Spagna, dal Canada, dalla Svizzera.

Con i più cordiali auguri di buon lavoro.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 09:16

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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