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Giovanna Rabitti: introduzione.

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Scritto da Administrator | 09 Settembre 2011

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Giovanna Rabitti

Introduzione

L'intento di chi ha promosso questo volume di studi è innanzi tutto quello di coltivare e onorare il ricordo di Giovanna Rabitti, che è stata docente alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere della nostra Università fino alla sua prematura scomparsa nel 2008. La ricordiamo oggi con rimpianto e con affetto, pensando al suo straordinario contributo nei primi anni di una Facoltà in formazione, alla sua personalità intellettuale,  alle sue curiosità ed alle sue passioni; e insieme alla sua rigorosa ed originale produzione scientifica  centrata principalmente ma non esclusivamente  sulla poesia lirica e altri generi del secolo  XVI.

A nome dell'Università di Sassari desidero ringraziare tutti coloro che hanno voluto  questo volume e gli autori dei contributi, gli amici e le amiche, i colleghi e le colleghe appartenenti a varie Università (da quelle che sono state le sue, Sassari e Firenze, fino a quelle di Padova e di Roma), quasi tutti operanti nell’area dell’italianistica.

Il “criterio” secondo il quale si articola il volume è la fedeltà agli ambiti e agli argomenti di ricerca di Giovanna. Ciascuno e ciascuna ha preso spunto infatti dalla bibliografia dei suoi studi e ha scelto e approfondito uno dei suoi autori, generi letterari e temi prediletti. Il montaggio ha rispettato l’ordine cronologico degli argomenti.

In apertura è un ritratto di Giovanna Rabitti come studiosa, filologa e interprete dei testi letterari: un ritratto intellettuale e intimo insieme, disegnato da chi è stato per lei un caro amico e un giovane maestro, quale Riccardo Bruscagli.

Laura Fortini affronta quindi con un taglio molto singolare il campo, estremamente caro a Giovanna, della scrittura epistolare femminile, partendo da Chiara d’Assisi, attraversando il Quattro-Cinquecento in cui risplendono i nomi di Alessandra Macinghi Strozzi, Chiara Matraini e Vittoria Colonna, fino ad arrivare alla contemporaneità rappresentata dal carteggio fra Hannah Arendt e Mary McCarthy.

Gianni Venturi affonda nel Rinascimento, stagione elettiva degli studi di Giovanna, attraverso la figura esemplare di Ludovico Ariosto e il tema del ritratto, letterario e pittorico. Omaggio all’autore dell’Orlando furioso ed excursus nella grande pittura italiana, il saggio è altresì un’importante tessera aggiuntiva al mosaico degli studi sull’ecfrasi, tema sul quale Giovanna si è cimentata con successo.

Monica Farnetti sceglie Gaspara Stampa a testimone della lirica cinquecentesca, alla quale Giovanna ha dedicato a più riprese le sue energie, e di quella femminile in ispecie: argomentando a favore di una viva presenza di Dante, più significativa anche se meno vistosa di quella di Petrarca, fra le fonti del cosiddetto petrarchismo.

Adriana Chemello si concentra sul rapporto fra Giovanna e la poetessa cinquecentesca che ha costituito il suo esordio di filologa, Chiara Matraini, e che l’ha poi accompagnata lungo l’intero corso della sua carriera. Della poetessa lucchese si riattraversa tutta l’articolata produzione – dalle Meditazioni alle Rime alle Lettere ai Dialoghi spirituali -, mentre della sua studiosa di elezione si ripercorrono tutte le maggiori intuizioni e i più felici risultati di indagine.

Luigi Matt discute dei Viaggi di Pietro Della Valle, sontuosa e ultima fatica editoriale di Giovanna, in termini di lingua e stile, affrontando il delicato rapporto fra toscano e romanesco che connota l’opera dello scrittore secentesco collocato senz’altro in posizione dissenziente rispetto alle linee-guida dettate all’epoca dall’Accademia della Crusca.

Con Anna Dolfi entriamo nel territorio degli studi della Rabitti ottocentista, e l’attenzione si appunta al suo encomiabile lavoro di editrice e interprete dei Canti di Leopardi: un lavoro che ha comportato per lei l’attraversamento della selva della bibliografia leopardiana ma nondimeno la possibilità di tracciarvi un sentiero esegetico preciso e sicuro.

Mentre con Laura Luche visitiamo il Novecento e il felicissimo genere letterario del racconto poliziesco, di cui Giovanna è stata, oltre che studiosa, avida lettrice. Il genere è rappresentato qui in modo inatteso da un autore quale Garcia Márquez, il cui romanzo Cronaca di una morte annunciata è letto secondo un’ottica interpretativa singolare quanto convincente.

La bibliografia degli studi di Giovanna Rabitti, aggiornata a questa data, chiude il volume, nutrito e accompagnato da un inestinguibile affetto e da una sempre ugualmente dolorosa nostalgia.

Sassari, Pasqua 2011

Attilio Mastino

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:44

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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