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Saluto di Attilio Mastino, Rettore dell'Università di Sassari.

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Notizie - Archivio
| 09 Settembre 2011

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Saluto di Attilio Mastino,

Rettore dell'Università di Sassari.

Mentre scrivo questa nota per presentare gli Atti del Convegno "Stintino tra terra e mare", svoltosi l'anno scorso, sollecitato dall'amichevole insistenza dell'amico Salvatore Rubino, contemporaneamente rileggo per l'ennesima volta il testo del nuovo statuto dell'Università di Sassari, che tra breve sarà sottoposto all'approvazione definitiva del Senato Accademico, con tante speranze e  tante emozioni: il nostro Ateneo dichiara che intende promuovere il libero confronto delle idee e la diffusione dei risultati scientifici anche allo scopo di contribuire al progresso culturale, civile, sociale ed economico della Sardegna, favorendo lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente, inteso come sistema di risorse naturali, sociali ed economiche. L'Ateneo ritiene che la conoscenza sia un bene comune e favorisce  la più ampia diffusione delle informazioni e delle pubblicazioni. Partecipa alla definizione delle politiche pubbliche e delle scelte fondamentali relative allo sviluppo territoriale e agisce in accordo con gli operatori economici, il mondo produttivo, gli ordini professionali, i sindacati e le altre espressioni del mondo della cooperazione, del volontariato e del terzo settore.

Credo che l'Università debba sostenere lo sviluppo di relazioni con il territorio e promuovere il dialogo, l'interazione e la collaborazione con gli interlocutori locali, con specifico riferimento al contesto regionale. Le attività cui l'Ateneo vuol dare impulso prioritario sono finalizzate all’innovazione e allo sviluppo locale potenziando così la funzione di servizio dell’Università rispetto al territorio.

In questa direzione si colloca l'attiva collaborazione con il "Centro Studi sulla Civiltà del mare e per la Valorizzazione del Golfo e del Parco dell'Asinara" e il Comune di Stintino, a cominciare proprio dal Convegno "Stintino tra terra e mare": con la pubblicazione di questi Atti,  il Centro Studi e il Comune riaffermano la volontà di valorizzare il patrimonio paesaggistico, storico e identitario, materiale e immateriale, suscitando un rinnovato interesse per Stintino, quale "laboratorio" privilegiato per iniziative di carattere scientifico e culturale.

Attraverso una serie di contributi, frutto di un rigoroso lavoro scientifico, suddivisi in differenti aree tematiche, molti dei quali redatti da studiosi della nostra Università, il volume traccia un percorso "tra terra e mare" che ci consegna una visione inedita del paese di Stintino non più inteso nella sua dimensione da brochure turistica di luogo marino di svago o di stereotipato "paese di pescatori" ma inserito in un contesto socio culturale e territoriale ben preciso e nella più vasta dimensione del suo entroterra: la Nurra.

Le pagine che seguono tracciano un percorso tra storia, archeologia, antropologia, archivistica e modelli di sviluppo economici legati all'offerta culturale del territorio: attraverso un itinerario avvincente tra emergenze archeologiche nascoste e documenti d'archivio, in parte sconosciuti, questo territorio scopre di avere un'anima antica e una storia più che millenaria che ben si inserisce nel contesto socio culturale e nella memoria del paese di pescatori e di tonnarotti, memoria che sino a oggi ha trovato la sua massima espressione nel Museo della Tonnara.

Con questi atti si pongono le basi storiche e scientifiche che porteranno alla delineazione di un progetto multidisciplinare in grado di qualificare al meglio anche quell'offerta turistica che costituisce uno degli obiettivi strategici dello sviluppo del nostro territorio e apre la strada alla realizzazione del Nuovo Museo di Stintino, che sarà testimone attivo del rapporto della collettività con la propria eredità culturale e della valorizzazione dell’identità del territorio ma anche centro di ricerca, formazione e promozione culturale, economica e produttiva.

L'Università ci sarà e tenterà di dare un contributo costruttivo e convinto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Settembre 2011 11:17

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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