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Laurea ad honorem all’on.le dott. Pasqual Maragall i Mira.

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Scritto da Administrator | 05 Dicembre 2011

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Laurea ad honorem all’on.le dott. Pasqual Maragall i Mira.

Intervento del Rettore prof. Attilio Mastino

Sassari, 5 dicembre 2011

Autorità, caro Presidente, Onorevole Assessore, cari amici,

la Facoltà di Architettura della Università di Sassari in data 9 dicembre 2009, cn voto unanime, su impulso del Preside Giovanni Maciocco, ha proposto il conferimento della laurea honoris causa in Pianificazione e Politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio ai sensi dell’articolo 169 del t.u. 31 agosto 1933 n. 1592 all’on.le dott. Pasqual Maragall i Mira, coraggioso esponente politico catalano, da sempre legato alla città di Alghero, alla Sardegna ed all’Italia.

La proposta è stata accolta dal Senato Accademico il 28 agosto 2010 e dall’allora Ministro Maria Stella Gelmini in data 7 settembre 2011. Nelle motivazioni la Facoltà ha affermato che , perché siamo convinti che veramente l’urbs è innanzi tutto civitas fatta da persone, da cittadini, da relazioni.

Nato a Barcellona il 13 gennaio 1941 all’indomani della guerra civile, Maragall fu alcalde di Barcellona tra il 1982 ed il 1997 e Presidente della Generalitat de Catalunya tra il 2003 ed il 2006. E’ un grande onore per il nostro Ateneo, che celebra quest’anno i suoi 450 di vita, accogliere un protagonista della resistenza antifranchista, una personalità politica di primo piano della Spagna democratica ed insieme un intellettuale di dimensione internazionale, con lo scopo di riconoscere l’impegno dell’uomo e insieme di legare ulteriormente la nostra Facoltà di Architettura, a breve il nuovo Dipartimento di Architettura, alla cultura catalana, alla quale ci legano secoli di storia comune. Voglio del resto ricordare che il nostro Ateneo partecipa attivamente alla Xarxa Vives d’Universtats, la rete delle Università catalane ed io stesso ho preso parte alla Universitat d’Estiu a Prada nella Catalunya Nord, luogo simbolico della resistenza alla dittatura.

Maragall si è laureato in Diritto e Scienze Economiche presso l’Università di Barcellona, entrando come economista nel 1965 nel Departament de urbanismo del Ayuntament de Barcellona. Al contempo agli ha impartito lezioni di teoria dell’economia presso l’Università Autonoma di Barcellona in qualità di assistente del professor Josep M. Bricall. Inoltre ha fornito consulenze per il Servizio studi del Banc Urquijo, diretto da Ramon Trias Fargas.

Era entrato da qualche anno nel Front Obrer de Catalunya (fronte dei lavoratori della Catalogna) e aveva aderito all’ala sinistra del movimento anti Franchista Fronte di Liberazione Popolare. In questi anni ebbe un ruolo fondamentale la famiglia, il suo felice matrimonio con Diana Garrigosa, i figli; sono gli anni inquieti ed intensi della giovinezza, segnati profondamente dalla collaborazione come assistente proprio col prof. Jospep Bricall all'Università Autonoma di Barcellona. E poi la sua tappa di giovane economista con grandi speranze a margine dell’intenso lavoro comune con Ramon Trias Fargas; infine la sua vocazione municipalista, sintetizzata mi pare nel Museu de historia de la ciutat di Barcellona.

Tra il 1971 ed il 1973, conseguì un Master in Economia internazionale e economia urbana presso la New School for social research dell’Università di New York, dove si era trasferito con la famiglia. Tornò quindi a lavorare, nel contempo, al Gabinet técnic del Ayntament de Barcellona, e come insegnante a tempo determinato di economia urbana ed internazionale, presso la facoltà di economia dell’Università Autonoma di Barcellona. Qui cinque anni dopo, presentò la sua tesi di dottorato sui prezzi dei suoli urbani a Barcellona nei trenta anni successivi alla guerra civile. Nel 1974 offrì assistenza ad uno dei gruppi fondatori del Partito Socialista, Convergència Socialista de Catalunya, e creò la Federazione di Barcellona. Nel Partit dels Socialistes de Catalunya ricoprì il ruolo di responsabile delle politiche comunali.

Subito dopo le prime elezioni legislative del 15 giugno 1977, insieme a Narcís Serra, organizzò a Barcellona la campagna del PSC per i ballottaggi. Dopo la vittoria, Maragall rappresentò il partito al comitato di controllo del Consiglio, che restò in carica, fino a quando vi furono le prime elezioni municipali democratiche.

Nel 1978 iniziò a lavorare come visiting professor presso la John Hopkins University a Baltimora, la quale, anni dopo, gli conferì la laurea honoris causa.

Al suo ritorno, nel 1979, entrò a far parte della lista elettorale nelle prime elezioni municipali della città di Barcellona nella nuova era democratica. Prima di tutto, in qualità di vicealcalde della riforma amministrativa, si occupò della modernizzazione della pubblica amministrazione, ed in un secondo momento, in veste di vice alcalde al bilancio, della pianificazione del sistema finanziario.

Quando nel 1982 l’amico sindaco Narcís Serra, fu promosso ministro e vice-presidente del governo spagnolo, Maragall divenne alcalde di Barcellona, rieletto per 5 mandati successivi. La sua vittoria elettorale gli consentì di ottenere per Barcellona i giochi olimpici del 1992, che furono l’occasione per cambiare profondamente l'aspetto di città grigia. Presidente del Comitato organizzatore, Maragall riuscì a trasformare Barcellona in quel polo di attrazione mondiale che è la città di oggi, come grande referente internazionale turistico e culturale.

Le Olimpiadi rappresentarono un enorme passo avanti non solo per la città ma anche per tutta la Catalogna, che godette del prestigio relativo all’evento sportivo, non solo per lo straordinario successo organizzativo ma anche in senso sociale.

Durante questo periodo fu anche il promotore della rete Eurociutats, gruppo di 6 grandi città del Mediterraneo occidentale (Toulouse, Montpellier, Zaragoza, Valencia, Palma de Mallorca e Barcellona).

Dal 1991 al 1997 fu Presidente del Consiglio dei Municipi e delle Regioni d’Europa ed anche vice Presidente della Unione Internazionale degli Enti Locali. Dal 1996 fino al 1998 fu anche Presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.

Nel 1997, Pasqual Maragall si dimise da Sindaco, si ritirò temporaneamente dalla vita politica per prendersi un breve sabbatico e insegnò a Roma, dove continua ad avere un gran numero di amici.

Già l’anno dopo ritornò, tuttavia, nel mondo politico candidandosi alla presidenza della Generalitat per il Partit dels Socialistes de Catalunya y Ciutadans pel Canvi. Come Capo dell’opposizione, promosse la costituzione del Parlamento Ombra, e preparò il suo progetto per governare la Catalogna. Infatti ne divenne presidente dal 2003 fino al 2006. In questo frangente riformò lo statuto di autonomia della Catalogna che fu definitivamente approvato con un referendum il 18 giugno del 2006.

E’ considerato il maggior esponente del federalismo catalano della seconda metà del ventesimo secolo. Il suo spirito europeista lo spinse a promuovere la Euroregione Pirenei-Mediterraneo ed a lavorare perché il governo regionale Catalano ottenesse una maggiore rappresentanza nell’ambito del Parlamento Europeo.
Dal 2007 costituì e presiedette la Fundació Catalunya Europa, una fondazione che, si prefigge di agevolare la partecipazione della Catalogna nell´Europa. Il suo obiettivo fu quello di investire in conoscenze capaci di esprimere gli ideali Europei di democrazia, senso civico, collaborazione economica e welfare.
Il 20 ottobre 2007, Pasqual Maragall durante una conferenza stampa tenuta presso l’Ospedale San Paolo di Barcellona, rese noto il dramma della sua malattia, dedicandosi poi attivamente con tutte le sue energie alla lotta contro il morbo di Alzheimer. Nell’aprile del 2008 fondò la Pasqual Maragall Fondazione per la ricerca sull’Alzheimer. Si tratta di una organizzazione no profit, diretta dal Dr. Jordi Camí, che incoraggia la ricerca scientifica nel campo delle malattie neuro degenerative, con particolare riguardo verso la prevenzione, il trattamento e la cura.

Il riconoscimento di oggi, deciso dall’Ateneo tutto, vuole dare testimonianza dell’impegno del politico, dell’urbanista, dell’amministratore, del tecnico, del cittadino verso Barcellona ma anche verso l’Europa; soprattutto dell'interesse che Maragall sappiamo ha sempre avuto nei confronti delle città europee e in particolare de L'Alguer e del fatto che sotto il suo governo poté svilupparsi una stretta collaborazione della città sarda con la Generalitat de Catalunya.

Consentitemi di dire che in questo drammatico momento di crisi economica europea sono necessari intellettuali come Pasqual Maragall, attenti a interpretare l’economia con una attenzione allo stato sociale che va difeso contro la speculazione dei mercati.

La sua vicenda di uomo coraggioso che ha saputo affrontare la malattia e trasformarla in impegno e collaborazione verso la ricerca deve rappresentare un esempio per tutti noi, quello dell’intellettuale a tutto tondo proteso sempre verso il futuro, in grado di coniugare dottrina e humanitas.

Vorrei concludere ricordando i versi, per in qualche modo profetici, del grande sensibile poeta Joan Maragall, nonno di Pasqual Maragall, tratti dalla Oda nova a Barcelona, che a me sembrano un simbolo dei suoi rapporti con la Sardegna e testimoniano un legame profondo tra Alghero e Barcellona veicolato forse dalle onde del mare:

Oh! detura't d'un punt! Mira el mar, Barcelona, com té faixa de blau fins al baix horitzó, els poblets blanquejant tot al llarg de la costa, que s'en van plens de sol vorejant la blavor.

Pasqual Maragall trasformò in realtà il sogno di suo nonno, aprì Barcellona al mare in occasione del nuovo disegno urbanistico per la grande Olimpiade nel suo mandato di alcalde.

A me piace pensare che alcuni di quei "poblets blanquejant tot al llarg de la costa" possano esser stati nella mente di Pasqual Maragall i litorali e le falesie a picco sul mare delle coste della Sardegna tra Oristano e Alghero, tra Capo Caccia, Capo Marrargiu e Capo Mannu.

Sono sicuro che è stato veramente cosi e la laurea honoris causa di oggi in qualche modo testimonia un’attenzione ed un sentimento.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 15:14

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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