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La scomparsa del dott. Francesco Farace.

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Scritto da Administrator | 07 Settembre 2013

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La scomparsa del dott. Francesco Farace
Intervento del Rettore Attilio Mastino al Senato Accademico del 12 settembre.

Il 16 agosto scorso, a 42 anni di età, dopo una lunga malattia contro un male implacabile, è scomparso il  dott. Francesco Farace, il nostro giovane chirurgo plastico, ricercatore da dieci anni nella clinica diretta da Nanni Campus. Lui stesso era stato nominato un anno fa dirigente con incarico di responsabile della struttura complessa di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica presso l’AOU di Sassari..

In occasione dei funerali, ho portato le condoglianze dell’Ateneo assieme al Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche Mario Trignano e all’ex Direttore della clinica di chirurgia plastica il nostro Corrado Rubino che ci ha raggiunto per piangere con noi.

Lo abbiamo ricordato nella chiesa della Sacra Famiglia assieme ai suoi colleghi, ai suoi maestri, alla sua famiglia, alla moglie Valeria, ai figli Davide e Zoe, al padre Antonio.

Il caso ha voluto che la vita di Francesco venisse stroncata dal male contro il quale aveva dedicato tutte le sue energie di studioso, nell’assistenza, nella ricerca scientifica, nella didattica.

Ho visto nell’anagrafe i suoi principali prodotti della ricerca, circa 60 titoli, che si occupano di neoplasie maligne, di carcinomi, della loro risoluzione chirurgica attraverso interventi demolitivi mirati. Dunque la microchirurgia, la chirurgia ricostruttiva della mammella, il lipofilling, il trasporto di adipociti autologhi, le ricostruzioni del distretto della testa, del collo e degli arti. Tra i suoi interessi scientifici anche gli aspetti psicologici nei soggetti folgorati,

Francesco Farace si è dedicato generosamente a ridurre i viaggi della speranza fuori della Sardegna per tante donne sarde, ha intensificato la sua attività operatoria dopo il trasferimento a Salerno di Corrado Rubino, si è speso su tanti altri versanti, con una straordinaria sensibilità per il dolore e la sofferenza dei pazienti. L’ho potuto constatare io stesso, quando ho accompagnato in ospedale una parente col braccio lacerato dai morsi di un cane: ci aveva accolto con una partecipazione vera, con attenzione sincera, con una capacità professionale davvero grande.

Con me aveva lavorato negli ultimi anni per organizzare in aula magna corsi di aggiornamento in tema di ricostruzione mammaria, i simposi della Società italiana di microchirurgia, i dibattiti sulla demolizione post oncologica della mammella, col ripristino delle catene linfatiche, gli interventi nel cavo orofaringeo e agli arti inferiori.

Tutti eventi scientifici e a carattere informativo brillantissimi,, da lui diretti, ai quali avevano partecipato tanti medici, tanti specializzandi, tanti studenti. Allora mi aveva aiutato a scrivere il mio intervento introduttivo, spiegandomi gli obiettivi scientifici delle diverse iniziative.

Francesco Farace era nato a Napoli il 17 Marzo 1971 e aveva conseguito la Maturità Classica col massimo dei voti, presso il Liceo-Ginnasio V. Alfieri – P. D’ Arco di Napoli nel 1989. Dopo la laurea presso la Seconda Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli (3 aprile 1997) si era specializzato con lode in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica proprio a Sassari il 18 Novembre 2002.

Dal 26 aprile 2002, aveva preso servizio in qualità di Ricercatore  MED/19 presso la Cattedra di  Chirurgia Plastica dell’Università degli Studi di Sassari diretta dal  Nanni Campus prendendo parte anche all’attività assistenziale sia dell’ U.O.C. di Chirurgia Plastica che del Centro Grandi Ustionati ad essa annesso. Ricercatore Confermato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, poi  professore  Aggregato e  Dirigente Medico specialista in Chirurgia Plastica presso l’ Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari.

Nel 2011 ha conseguito il Master di II livello in Chirurgia Ricostruttiva della mammella presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”.

Nel corso della sua formazione aveva frequentato per diversi periodi numerosi dipartimenti di Chirurgia Plastica in Italia all’estero tra i quali: il Dipartimento di Chirurgia Plastica del "Queen Victoria Hospital" a East Grinstead e il Northwick Park Hospital a Londra, nel Regno Unito, L’Institut de la Main con sede a Parigi, l’Università di Goteborg, l’Istituto Nazionale dei Tumori a Milano.

Dal conseguimento della laurea in avanti aveva preso parte con continuità alle attività della Cattedra di Chirurgia Plastica della Seconda Università di Napoli ed in seguito della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Sassari collaborando alla preparazione delle lezioni e delle tesi di laurea per gli studenti del Corso di laurea e di Specializzazione;

E’ stato docente nei corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia, Fisioterapia, Ostetricia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Sassari.

Ha partecipato a molti congressi di Chirurgia Plastica in qualità relatore e moderatore in Italia e all’estero.

Nel corso della sua carriera, presso l’Unita Operativa Complessa di Chirurgia Plastica di Sassari  Francesco Farace ha operato più di duemila pazienti, principalmente affetti da patologia tumorale cutanea e mammaria, facendo ricorso anche a tecniche avanzate di microchirurgia.

Mi ha molto colpito il modo di affrontare la malattia negli ultimi mesi, continuando a lavorare per i suoi pazienti e dedicandosi alla sua famiglia ad Alghero, un breve luminoso periodo di ferie e di serenità che voleva lasciare come ricordo ai suoi due figli, ancora troppo piccoli e indifesi.

Grazie per quello che hai fatto in questi anni con generosità e impegno.

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Settembre 2013 13:09

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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