1

Seguimi su ....

FacebookTwitterLinkedIn

Nicola Tanda, 22 dicembre 1928 – Londra 4 giugno 2016

PDFStampaE-mail

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 06 Giugno 2016

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Nicola Tanda, 22 dicembre 1928 – Londra 4 giugno 2016

È scomparso ieri a 88 anni di età a Londra, assistito dal figlio Ugo, il nostro maestro e amico Nicola Tanda, presidente onorario della giuria del Premio Ozieri e attivo protagonista di altri importanti Premi letterari in Sardegna, punto di riferimento per tante generazioni di poeti e scrittori sardi. La lunga stagione di Nicola Tanda ha avuto molti successi e molta forza. Sullo sfondo c‘è una scelta non scontata, la progressiva codificazione e circolazione letteraria plurilingue che è alla base anche dell’edizione del Premio Ozieri negli ultimi anni.

Presiedeva il Centro di studi filologici sardi nato nel 1980 e ne ha diretto la collana, che continua a pubblicare (con la casa editrice Cuec) le edizioni critiche delle opere degli scrittori sardi. Il Centro promuove gli studi sulla cultura sarda e sulle lingue impiegate nell'uso scritto in Sardegna in epoca medioevale e moderna. Dirigeva inoltre la collana di letteratura sarda plurilingue “La biblioteca di Babele”, che ha scoperto progressivamente intelligenze nascoste, facendo emergere molti colleghi, allievi, autori non sempre noti. Dal 1997 faceva parte del Consiglio direttivo nazionale dell'Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana.

 

È stato professore di Letteratura italiana e di Filologia sarda presso le Facoltà di Magistero e poi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, Presidente del Corso di laurea in Lettere, Direttore di Dipartimento. Era uno tra i maggiori esperti di Teoria della letteratura applicata a periodi di transizione come l'Umanesimo e l'Illuminismo. Nel volume Contemporanei ha offerto un quadro criticamente aggiornato della letteratura italiana del Novecento (1972). Ha proposto un'osservazione del fenomeno letterario italiano dal punto di vista dello spazio geografico e delle differenziazioni linguistiche “regionali”, una definizione sulla quale discutevamo e che poteva essere solo una tappa di un percorso ben più ambizioso. Ha pubblicato edizioni critiche della produzione letteraria contemporanea in sardo e in italiano.

È  il vero scopritore di Antonino Mura Ena, in particolare con il volume Recuida, un ritorno, un viaggio conoscitivo di riappropriazione condivisa della sua comunità d’origine. Per i poeti e gli scrittori sardi la terra-madre, appassionato oggetto di scrittura, non è stata semplicemente un luogo, ma il luogo, e anche l’altrove è stato sempre il qui adesso immerso nello spazio-tempo dell’isola. Il luogo d’origine diviene così l’unico luogo possibile e l'insieme delle opere letterarie ci restituisce, dunque, un'immagine dell’isola che è la testimonianza del modo in cui una comunità, attraverso la sua più alta espressione intellettuale, percepisce e intende la terra in cui si è nati e alla quale ci si è uniti, da un fortissimo legame di nostalgia e amore.  Ma dietro le pagine del capolavoro di Mura Ena rilette da Nicola Tanda, c’è la profondità di una storia, quando la parola poetante e narrante si fa memoria, ossia recupero di un mondo originario, ancestrale, primitivo. Quel mondo che nell’atto stesso della creazione artistica, paradossalmente ritorna ad essere centro e non più periferia. I pensieri e i ricordi si rapportano ai luoghi sentiti, percepiti sensorialmente ed emotivamente, luoghi vissuti e amati. Lo spazio fisico e naturale si traduce in luogo dell’anima, condizione dell’essere e dell’esistere, talvolta sentimento inesprimibile, ai limiti dell’incomunicabilità.

Nicola Tanda è stato battagliero membro dell'Osservatorio della lingua e della cultura sarda - istituito in applicazione della legge della Regione Sardegna n. 26 del 1997 e della legge dello Stato italiano 482 del 1999 - che tutela, difende, promuove la cultura, la lingua e la letteratura della Sardegna.
Tra le sue opere, quelle che più amava: Dal mito dell'isola all'isola del mito. Deledda e dintorni, Roma, Bulzoni, 1992; Un'odissea de rimas nobas: Verso la letteratura degli italiani, Cagliari, Cuec 2003. Nel 2007 aveva pubblicato con Dino Manca l’Introduzione alla letteratura, questioni e strumenti, Cagliari, Centro di studi Filologici Sardi / Cuec.

Ci mancheranno le sue frequenti visite a Palazzo Segni, la sua pazienza e un poco anche le sue sgridate. Abbiamo contratto nei suoi confronti un debito di riconoscenza che rende il dolore per la sua scomparsa ancora più grande. Ci aveva chiamato una settimana fa, quando partiva per Londra: lo avevamo sentito sereno e Ugo ci raccontava oggi che se ne è andato tranquillo, nel sonno, magari pensando da lontano alla sua terra, a Sorso innanzi tutto, alla Romangia e alla Sardegna. Credo senza il ripianto di non aver saputo parlar chiaro.

Nel momento in cui cessa una presenza costante per noi e inizia una assenza che pesa come quella di una persona ricca di idee e di voglia di costruire cose nuove, mi piace usare le parole di un poeta che amava, Orlando Biddau: se il comune sentiero dovesse biforcare, <<la tua assenza s'addolcirà nel tempo come sorba o dattero o corbezzolo, solo per il calore assicurato a una casa>>.


Attilio Mastino

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Giugno 2016 20:23

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

 74 visitatori online