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La Brigata Sassari compie cento anni: la vicenda di Graziano Mastino e la battaglia di Monte Zebio ad Asiago (7 luglio 1916). L'amicizia con Emilio Lussu Presentazione del volume del Maggiore Gerardo Severino, a Sassari e a Bosa.

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Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 13 Giugno 2016

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GERARDO SEVERINO
con la collaborazione di Paolo Mastino

E GRAZIANO ANDÒ ALLA GUERRA !
BREVE STORIA DI UN TENENTE DELLA
“BRIGATA SASSARI”

Delfino Editore Sassari

Chi ha assistito agli avvenimenti di quel giorno, credo che li rivedrà in punto di morte.

Mentre la nostra mitragliatrice sparava, il bombardamento cessava. Il nemico aveva attaccato nello stesso istante in cui l’artiglieria sospendeva il tiro

Emilio Lussu a Monte Fior il 7 giugno 1916 (Un anno sull’Altipiano)

PRESENTAZIONE

Questo straordinario volume dedicato a Graziano Mastino sotto-tenente della prima “Brigata Sassari”, scritto dal Maggiore Gerardo Severino (direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza) racconta una storia come tante, nell’anniversario della “Grande Guerra” che in questi mesi abbiamo iniziato a ripercorrere: leggendo queste pagine sono rimasto colpito dalla ricchezza della documentazione e dalla capacità dell’autore di indagare, di scoprire verità nascoste, di ricostruire episodi che conoscevamo solo superficialmente e per tradizione familiare.

Rimane forte una gratitudine, un apprezzamento, una riconoscenza perché ora tanti tasselli sparsi si riuniscono restituendoci un mondo che aveva subito un’irreparabile perdita di senso.

In questi giorni ho voluto sfogliare ancora una volta Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, che mi emoziona sempre, per quell’«accento inconfondibile di verità» che ispira ogni pagina: si ritrovano personaggi e situazioni che rimandano al dramma della guerra, alla vita in trincea, all’inutile assalto che si accompagna alla certezza della morte inevitabile, con il perenne contrasto tra il riso e il pianto che caratterizzano tanti momenti davvero paradossali o addirittura grotteschi.

In famiglia era sempre rimasto un dubbio, quello che il tenente Mastini raccontato da Emilio Lussu, suo giovane compagno di università a Cagliari, caduto a Monte Zebio nel luglio 1916, fosse effettivamente Graziano, il fratello di Attilio, mio nonno.

Questo libro straordinario dimostra tante cose, illumina tanti aspetti, racconta la piccola storia di un giovane ventitreenne, partito volontario, che amava la cultura classica: un giovane sotto-tenente che sull’altopiano di Asiago, nel cuore della guerra, citava Ettore, Achille, Diomede, riprendeva i versi di Omero dall’Iliade e dall’Odissea. Scherzava sul vino e sul cognac che riusciva a infondere coraggio ai soldati destinati alla morte, anche a causa dell’incompetenza dei comandanti. Ripercorriamo ora i momenti della sua morte avvenuta un secolo fa, mentre Lussu piange l’amico che all’improvviso non c’è più, quasi lo raccoglie mentre il destino irrevocabile lo travolge.

Sullo sfondo rimangono quelli che sarebbero stati gli sviluppi successivi, il tema dell’indipendentismo della Sardegna, il movimento dei combattenti, la nascita del Partito Sardo, l’antifascismo di Attilio, gli stretti legami di parentela con l’avvocato nuorese Pietro Mastino, deputato già dal 1919, fondatore due anni dopo con Emilio Lussu e Camillo Bellieni del PSd’Az, nel secondo dopoguerra componente dell’Assemblea Costituente.

Ma questo non è un libro sulla nostra famiglia: nell’anno che apre le manifestazioni per ricordare la Grande Guerra, è innanzi tutto un libro su un ufficiale della “Brigata Sassari”, un’istituzione militare oggi di veri professionisti, alla quale ci legano tante storie comuni e con la quale prosegue un impegno che si sviluppa sempre più sul piano umanitario, operativo e militare, in tanti teatri diversi.

Sono stato recentemente in Afganistan, subito dopo aver letto il bel libro di Elisabetta Loi e Pier Luigi Piredda Sotto il cielo di Herat: la Brigata Sassari in Afghanistan, che ci parla del cielo basso e sconfinato di una terra che abbiamo imparato ad amare, all'interno di una società difficile, che però oggi inizia a concepire tante speranze. Quelle immagini, quei colori, quel cielo ci rimandano al romanzo di Khaled Hosseini Il Cacciatore di Aquiloni, ambientato a Kabul negli anni dell'intervento militare sovietico e nei tragici momenti successivi: con un'emozione che taglia le gambe sono raccontati i problemi dei rapporti con i Talebani, il futuro dei monumenti storici sintetizzato dalla devastazione dei Budda patrimonio dell'umanità, tanti luoghi, tanti fiumi, tanti laghi, montagne e ambienti naturali di un paese che abbiamo iniziato a conoscere. Ho osservato dall’elicottero la splendida città di Herat che si vuole corrisponda a quella Alessandria Aria fondata da Alessandro Magno nel suo viaggio verso l’India misteriosa e irraggiungibile, la Moschea blu e l’antica cittadella Arg, recentemente restaurata, costruita in pisé di terra, questi straordinari mattoni di fango e paglia solidi e capaci di regolare la temperatura.  E poi i quattro altissimi minareti dell’antica Scuola coranica, la madrassa e il musalla distrutti dai Britannici, l’oratorio e il vicino Mausoleo della Regina Gawarshad, le mura dell’originaria vastissima fortificazione islamica. I luoghi italiani in Afghanistan: Bala Morgab, Herat, Farah, Campo Arena.

Ma ovviamente conosciamo gli altri impegni della Brigata, in Sardegna e fuori della Sardegna, in tanti altri teatri operativi. E credo che si faccia bene oggi a interrogarsi sul senso di questo impegno e sul futuro della Brigata, per quei territori nei quali la Brigata ha speso risorse e ha pagato in qualche caso anche con il sangue, soprattutto presso quelle popolazioni che si trovano in difficoltà e che non vorremmo fossero abbandonate. E dunque penso che il volo degli aquiloni che riprende nel cielo di Kabul sia l’immagine più viva che possiamo concepire, dopo questo periodo lunghissimo di guerra e di devastazione, proprio nei giorni in cui esplode l’irrazionale terrorismo criminale che ha come epicentro il califfato islamico del Daesh.

Infine vorrei veramente cogliere l'occasione per evidenziare l'attenzione con la quale la Sardegna segue le attività della Brigata, che sente come un elemento identitario legato all’Isola, legato alla vita delle famiglie, legato alla nostra Regione, in un momento in cui si torna a parlare di sovranità della Sardegna. Rinnoviamo, anche con questo volume, il senso di appartenenza, il valore di un rapporto profondo, il contenuto di relazioni, le radici lontane della Brigata, dalle quali bisogna partire per camminare verso un mondo nuovo fondato sulla pace, per aprire orizzonti di cooperazione, contro le chiusure e le intolleranze, verso una nuova dimensione internazionale, per una classe dirigente che sia all’altezza delle sfide alte e nobili che ci attendono. Per un dialogo tra popoli, per profonde relazioni tra culture diverse in un mondo globale che chiede rispetto per tutti e che respinge la guerra.

Attilio Mastino

L’AUTORE

Gerardo Severino. Il Maggiore della Guardia di Finanza Gerardo Severino è nato a Castellabate (Salerno) il 26 ottobre del 1961. Arruolato nel Corpo nel 1981, vi ha percorso una brillante carriera operativa che, fra l’altro, lo ha visto impegnato anche presso il Tribunale di Palermo alle dirette dipendenze del compianto Giudice Giovanni Falcone. Promosso ufficiale per meriti eccezionali nel 2003, dopo aver prestato lungamente servizio presso il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) di Roma, è stato posto alla direzione del Museo Storico del Corpo, nonché a capo di due Sezioni dell’allora Ufficio Storico del Comando Generale della Guardia di Finanza. Il Maggiore Severino è autore di numerosi libri, saggi ed articoli di storia militare e locale, molti dei quali pubblicati dalle principali riviste italiane ed internazionali. Molti dei suoi libri sono stati acquisiti dalla prestigiosa Libreria del Congresso Americano, così come da altre Librerie internazionali. Notevole è, poi, la sua competenza nell’ambito delle ricerche storiche necessarie per le proposte di conferimento di ricompense civili o militari alla Bandiera di Guerra del Corpo, ovvero ai singoli militari. In tale ambito, varie sono state, infatti, le proposte che portano la sua firma. Anche grazie alla sua attività sono stati recentemente ricordati le centinaia di Fiamme Gialle cadute in Istria e Dalmazia, spesso vittime delle foibe. Per l’eccezionale contributo offerto al panorama culturale italiano, soprattutto nell’ambito del servizio svolto presso il Museo della Guardia di Finanza sin dal 1994, nel febbraio 2000 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi della Medaglia d’Argento dei Benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte, su proposta del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e dal Presidente Giorgio Napolitano dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il 27 dicembre 2013. Per gli stessi motivi gli sono state conferite, da alcuni Stati Esteri, altre prestigiose onorificenze. Attualmente ricopre l’incarico di Capo della Sezione Storia del Corpo e Tradizioni Militari dell’Ufficio Storico e Affari Militari del Comando Generale della Guardia di Finanza, nonché l’incarico di Direttore del Nucleo di Ricerca al quale il Comandante Generale della Guardia di Finanza ha affidato il compito di ricostruire le azioni umanitarie delle quali si resero protagonisti i Finanzieri in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati dal nazi-fascismo dopo l’8 settembre 1943. Innamorato da sempre della Sardegna, il Maggiore Severino è cittadino onorario di San Nicolò Gerrei (Cagliari) e di Chiaramonti (Sassari).

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Giugno 2016 21:47

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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