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I risultati V Edizione del premio "Giancarlo Susini"

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Scritto da Administrator | 01 Novembre 2020

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I risultati V Edizione del premio "Giancarlo Susini"

Cecilia Ricci Presidente della Società Scientifica “Terra Italia” e Attilio Mastino direttore del Periodico internazionale di Epigrafia “Epigraphica” anche a nome delle Edizioni Fratelli Lega hanno proclamato il 26 ottobre 2020  il vincitore della V edizione del <<Premio Giancarlo Susini>>, in occasione di un collegamento Zoom promosso per una conferenza di Hernán Gonzáles Bordas (Bordeaux) e di Ali Cherif (Tunisi) su  Le grandi iscrizioni agrarie dell’Africa, la lex Hadriana de rudibus agris, conferenza nella quale sono stati generosamente presentati numerosi dati inediti su uno dei temi centrali della ricerca epigrafica in Tunisia negli ultimi anni. Grazie alla collaborazione della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine, erano collegati oltre 60 specialisti, studiosi di molte sedi e centri di ricerca della Francia, della Spagna, dell’Austria, dell’Italia e molti studenti, dottorandi o laureandi, delle Università di Bologna, Campobasso, Cagliari e Sassari.

La conferenza è stata seguita da un ampio dibattito al quale hanno partecipato tra gli altri Francesca Cenerini, Antonio Corda, Antonio Ibba, Sergio Lazzarini, Paola Ruggeri.

 

La IV Edizione era stata finanziata un anno prima dalla Fondazione di Sardegna, dall’Editore F.lli Lega, dalla Società scientifica Terra Italia ed era stata vinta da Riccardo Bertolazzi, ora ricercatore di Storia Romana presso il Dipartimento di Culture e Civiltà, presso l’Università di Verona col volume col volume intitolato Septimius Severus and the Cities of the Empire, 47° numero della serie “Epigrafia e antichità”, uscito nei giorni precedenti per i tipi dei F.lli Lega Editori: nell’occasione l’opera è stata presentata da Attilio Mastino. Dal 2017 al 2019 Riccardo Bertolazzi è  stato Faculty of Arts & Science Postdoctoral Fellow nel Dipartimento di Classics presso l’Universita di Toronto, dove ha lavorato sotto la supervisione di Christer Bruun; nel 2017 ha conseguito un Ph.D. in Greek and Roman Studies presso l’Universita di Calgary, discutendo una tesi intitolata Julia Domna: Public Image and Private Influence of a Syrian Queen, scritta sotto la supervisione di Hanne Sigismund Nielsen. L’autore è impegnato nei seguenti ambiti di ricerca: storia politica, militare, religiosa e sociale del periodo medio-imperiale romano; epigrafia romana dell’Italia settentrionale, dell’Africa e delle province danubiane dell’impero romano; storiografia imperiale con particolare riferimento alla Storia romana di Cassio Dione.

Come ha comunicato Cecilia Ricci, la V edizione del Premio Giancarlo Susini è stata interamente finanziata nel 2020 da Terra Italia Onlus con la collaborazione della rivista “Epigraphica” e degli Editori Fratelli Lega. Essa è stata bandita in data 6 novembre 2019, a Iaşi in Romania, nel corso della 5th International Conference on the Roman Danubian Provinces (Romans and Natives in the Danubian Provinces, Ist C. BC - 6th C. AD), dedicata alla memoria di Angela Donati. La commissione giudicatrice per la V edizione era composta da Francesca Cenerini, Silvia Giorcelli Bersani e Attilio Mastino.

Allo scadere dei termini per la presentazione (30 maggio 2020), le opere pervenute erano otto, cinque inedite e tre in fase di pubblicazione.  Preliminarmente la Commissione aveva precisato che per le opere edite da altro Editore (che non andranno incluse nella collana Epigrafia e Antichità dei Fratelli Lega) sarebbe stato possibile l’inserimento immediato di una fascetta o altra indicazione con la scritta “Opera vincitrice della V edizione del Premio Giancarlo Susini”. In caso di segnalazione, “Opera segnalata in occasione della V edizione del premio Giancarlo Susini”.

I commissari hanno esaminato le opere pervenute e, dopo attenta discussione, hanno deliberato all’unanimità di attribuire il premio al volume di Hernán Gonzáles Bordas (Docteur en Histoire, Langues et Littératures anciennes - Ausonius, Université de Bordeaux Montaigne. Qualifié aux fonctions de Maître de conférences), col titolo: Un recueil d’épigraphie africaine établi par Francisco Ximenez et son étude par Scipione Maffei, in stampa presso Ausonius, con un’ampia motivazione che si riassume. <<Hernán Gonzáles Bordas nato a Mar del Plata in Argentina l’11 settembre 1981,   titolare di un contratto post-dottorale a Bordeaux sulle proprietà imperiali in Africa Proconsolare, è ben conosciuto tra gli specialisti per gli originali studi e per le ricerche su: <<Économie agraire et exploitation du territoire en Afrique romaine>>, <<Colonat partiaire en Afrique romaine>>,  <<Nouvelles technologies appliquées à l’épigraphie>>, <<Tradition manuscrite de l’épigraphie latine d’Afrique>>,  <<Épigraphie de l’Occident romain>>.   L’opera presenta un umanista settecentesco spagnolo che ha soggiornato a lungo in Tunisia: Franciscus Ximenez (Esquivias Toledo, 1685 – Tejada in Castiglia, 1758), amministratore dell’ospedale trinitario di Tunisi tra il 1720 e il 1735, ha svolto numerose escursioni archeologiche nel territorio della Reggenza tunisina, come sappiamo per il fatto che G. Willmans e Th. Mommsen hanno largamente consultato a suo tempo alcuni dei manoscritti per la redazione di CIL VIII,1, dandone un giudizio positivo. Ximenez è stato il primo europeo ad aver esplorato la Tunisia e ad aver osservato e descritto numerose località archeologiche e una enorme quantità di monumenti. Viaggiatore, esploratore, straniero, non può esser definito né antiquario né storico dell’antichità, anche se fa emergere una spiccata predilezione per l’epigrafia. I suoi lavori erano ben conosciuti in Europa e il merito dell’opera è quello di far emergere l’utilizzo delle schede di Ximenes da parte di Scipione Maffei.  L’argomento è stato oggetto della tesi di dottorato a Bordeaux nel  2015 sotto la direzione di  J. France (Ausonius, Université de Bordeaux Montaigne), con una ricerca su Les inscriptions latines de la Régence de Tunis à travers le témoignage de F. Ximenez, alla luce delle ricerche presso la Casa de Velázquez  e la Biblioteca dellla Reale Accademia di Storia di Madrid (su un altro manoscritto di Francisco Ximenez).  Il tema viene ora esteso dopo il ritrovamento, all’interno del manoscritto MS01032 del fondo  Seguier, conservato agli Archivi della Biblioteca Municipale di Nîmes, di una raccolta di iscrizioni intitolata: Inscriptiones Africanae ex Schedis Maffeianis, con riferimento all’opera di Scipione Maffei (1675-1755) e in particolare al Museum Veronense del 1749. È ora evidente che l’opera comprende testi segnalati tra il 1724 e il 1726 da Franciscus Ximenez, con un significativo contributo alla storia dell’epigrafia latina d’Africa e alla storia delle esplorazioni e della trasmissione delle conoscenze.  L’opera sarà proseguita per il periodo 1727-1731.

Si apprezza l’accuratezza dell’edizione critica dei documenti epigrafici, con un materiale presentato in modo ragionato, ristabilendo l’ordine originale nella quale l’autore l’aveva concepita.  Si segnala l’impegno per ricostruire il contesto culturale e politico, le fonti disponibili (lo studio delle opere dei viaggiatori contemporanei permette di ricostituire lo stemma della tradizione manoscritta delle iscrizioni), il ruolo di Ximenez e le sue innovazioni in materia di trascrizione e realizzazioni di fac-simili), la ricezione dell’antico nella prima metà del XVIII secolo sulle due rive del Mediterraneo, in un periodo che precede di poco l’età dei Lumi e la grande riscoperta di Pompei e di Ercolano, oltretutto fuori del contesto strettamente scientifico e accademico, ma grazie alle mille curiosità, motivazioni e interessi dell’autore.

Al momento, mancano ancora lavori di sintesi alla storia degli studi e l’antiquariato in Africa nel 700 e nell’800, per quanto il XIII de L’Africa Romana abbia affrontato nel 1998 proprio il tema “"Geografi, viaggiatori, militari nel Maghreb: alle origini dell'archeologia nel Nord Africa", con un risultato che viene apprezzato nell’opera: si approfondiscono i temi della localizzazione delle iscrizioni, della descrizione dei singoli siti, delle caratteristiche dei cimeli epigrafici, delle circostanze delle diverse scoperte, degli  itinerari seguiti fino alla redazione del 1726>>.

Nella stessa occasione la Presidente di Terra Italia Cecilia Ricci ha provveduto a consegnare due attestati di segnalazione speciale deliberati dalla Giuria con l’intento riconoscere due lavori originali che meritano di essere pubblicati al termine di una revisione globale, su argomenti particolarmente significativi per la disciplina.

Il primo è stato attribuito a Simone Ciambelli (Dottorato di ricerca in Storia Culture Civiltà presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna in cotutela con l’Université de Poitiers), per il dattiloscritto sul tema: I collegia e le relazioni clientelari: studio sul patronato delle associazioni professionali nell’Occidente romano tra I e III sec. d.C.

Il secondo attestato di segnalazione speciale è stato attribuito a Chiara Cenati (Ricercatrice post-doc nel progetto ERC Mappola, Università di Vienna), per il volume “Miles in Urbe”: Costrutti identitari e forme di autorappresentazione nelle iscrizioni dei soldati di origine danubiana e balcanica a Roma.

Nell’occasione Hernán Gonzáles Bordas, Chiara Cenati, Simone Ciambelli e Riccardo Bertolazzi hanno presentato e discusso i rispettivi lavori.  Tra gli altri interventi si segnala quello di Pedro David Conesa Navarro che presso le Università di Murcia e di Roma Tor Vergata aveva superato nei giorni precedenti la prova finale di dottorato sul tema Fulvia Plautilla: análisis histórico y arqueológico de una empetratriz de los Severos (Direttori José Miguel Noguera Celdrán, Rafael González Fernández, Margherita Bonanno).

Nell’immagine: Il settimo viaggio in Tunisia di F. Ximenez secondo Hernán Gonzáles Bordas e Ali Cherif.

A.M.

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Novembre 2020 16:00

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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