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14. La programmazione dei fondi strutturali europei.

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Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 03 Maggio 2010

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La programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013 ha conosciuto una profonda innovazione, dal momento che non si può più far riferimento ad un documento programmatico unico e sono stati avviati programmi specifici per tematica e grandi segmenti di fondi strutturali. Le priorità di intervento sono indicate dai sette assi: società dell'informazione; inclusione, servizi sociali, istruzione e legalità; energia; ambiente, attrattività naturale, culturale e turismo; sviluppo urbano; competitività.

Ulteriori interventi saranno possibili, in considerazione dell'insularità della Sardegna, anche nei settori delle risorse idriche, rifiuti, trasporti, istruzione, strutture per il turismo, sicurezza, servizi sociali e sanità, infrastrutture per le imprese.

L'Università di Sassari si deve impegnare a presentare proposte, progetti, operazioni da finanziare, nell'ambito degli obiettivi del POR, istituendo adeguate forme di partenariato e valutando preliminarmente l'efficacia delle proposte, l'efficienza attuativa, la qualità progettuale, l'impatto con attività di valutazione operativa e strategica.

L'Università deve essere disponibile a partecipare ai diversi tavoli di partenariato e può entrare autorevolmente in alcune cabine di regia, ma deve essere capace di favorire l'emergere di proposte che obbediscano agli obiettivi strategici della trasversalità e dell'integrazione, definendo target di intervento, monitorando costantemente gli stadi di realizzazione dei programmi.

Particolare interesse rivestono gli investimenti a favore del Distretto tecnologico della Biomedicina, della filiera della Biodiversità e della Produzione agroindustriale di qualità (Piano per la ricerca e l'innovazione); il Distretto tecnologico dell'ICT, il Cluster tecnologico delle energie rinnovabili, la Rete Regionale per l'innovazione, la Biblioteca scientifica regionale, la Rete telematica regionale per la ricerca (Accordo di programma quadro sulla ricerca e l'innovazione).

La Strategia regionale per la ricerca e lo sviluppo tecnologico identifica le seguenti cinque linee: informatica e telecomunicazioni, biotecnologie, sostenibilità ambientale ed energia, settori tradizionali del sughero, lapidei ed inerti, agro-alimentare, chimica ed innovazione tecnologica nel settore dei beni e dell'industria culturale.

Un impegno positivo che deve essere esteso è quello per coordinare i progetti strategici del programma europeo Marittimo (erede del vecchio INTERREG) e per i progetti semplici del programma ENPI-Mediterraneo: le due commissioni svolgeranno una funzione essenziale di coordinamento, di consulenza, di stimolo, d'intesa con il delegato per il VII programma quadro europeo e con l'Ufficio per la ricerca e le relazioni internazionali, che deve crescere enormemente e svilupparsi con una sezione sui progetti europei per sviluppare una sinergia con i proponenti, deve fornire competenze, conoscenze e metodi di gestione e rendicontazione.

L'idea non è quella di una centralizzazione della programmazione, ma di un coordinamento leggero che favorisca la creatività dei Dipartimenti e delle singole équipes di ricerca. Dovremo affrontare i tempi nuovi del "Processo di Lubiana" e della nascita dello Spazio Europeo della Ricerca (ERA 2020) concentrandoci sui grandi temi di ricerca e ponendoci obiettivi realistici e misurabili.

I finanziamenti europei arriveranno non solo se saremo capaci di promuovere l'immagine dell'Ateneo e scrivere i progetti, ma soprattutto se migliorerà la notorietà internazionale e la produttività dei nostri ricercatori: investire in ricerca si può privilegiando innanzi tutto i settori che caratterizzano l'economia della Sardegna (penso al lattiero caseario oggetto di un nostro centro di competenza); ma occorre confrontarci anche con l'economia globale grazie a ricerche mirate e microsettori di eccellenza e sviluppare le relazioni fra produzione e ricerca, facendo un salto di qualità nella formazione, che è lo specifico del nostro essere Università.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2014 21:55

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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