1

Seguimi su ....

FacebookTwitterLinkedIn

21. Pianificazione, organizzazione e controllo di gestione.

PDFStampaE-mail

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 03 Maggio 2010

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Si deve pervenire rapidamente all'elaborazione di un piano strategico di Ateneo allo scopo di offrire una visione generale sullo stato dell'Università di Sassari e di definire le azioni di cambiamento per il prossimo triennio, indirizzate a definire specificità e differenze, a migliorare la capacità di autofinanziamento e l'efficienza, a garantire la qualità della didattica e della ricerca, ad aumentare il numero degli studenti stranieri ed i laureati in Sardegna, a sostenere gli studenti meritevoli che versino in condizioni economiche disagiate, a sviluppare la missione a favore del tessuto economico e sociale.

Il processo di programmazione si deve rafforzare soprattutto con riferimento alle strutture periferiche, adottando un reale meccanismo di budget ed adeguati sistemi di controllo della gestione e valutazione a livello centrale e periferico, con una forte trasparenza sulle reali disponibilità di bilancio; l'obiettivo è quello di pervenire ad una riorganizzazione dei servizi, ad una nuova contabilità, alla stesura di un Piano dei sistemi. Occorre riconoscere il ruolo programmatorio degli organi accademici in particolare del Senato e del Consiglio di Amministrazione.

Il governo dell'Ateneo deve essere affiancato adeguatamente da un ufficio di supporto, dotato di specifiche competenze e responsabilità, che risponda ai principi della programmazione, del controllo di gestione per misurare l'efficacia dei processi, del monitoraggio, della rendicontazione, della trasparenza e della valutazione.

Il processo di programmazione deve essere indirizzato a sostenere le performances dell'Ateneo sul piano dei 21 indicatori ministeriali, con un costante monitoraggio dei risultati e del peso delle singole Facoltà, se si vuole ottenere un incremento della competitività dell'Ateneo nella didattica e nella ricerca e si vuole diffondere la cultura della valutazione capace di eliminare le sacche di inefficienza.

Occorre arrivare ad una razionalizzazione complessiva delle attività miranti ad accrescere l'efficienza ed economicità della gestione e ad eliminare eventuali sprechi, diseconomie e inefficienze.

Si deve avviare un dibattito sulla governance, per far assumere al Consiglio di Amministrazione un ruolo di programmazione adeguato alle responsabilità finanziarie connesse e insieme promuovere un coordinamento tra organi, Senato, Consulta, Consiglio di Amministrazione, al fine di identificare la missione da raggiungere, favorendo il dialogo, indicando una linea politica che consenta di varare un progetto di cambiamento ed un'ottica rinnovata, in una sinergia adeguata ai gravi problemi che si prospettano.

Non si può rimandare la creazione di un'unità organizzativa che garantisca la massima integrazione e condivisione di informazioni tra la contabilità e gli strumenti di pianificazione, sia in fase preventiva che in fase consuntiva, che possa fornire agli organi di governo uno strumento evoluto di analisi e reportistica e supportando il processo di controllo di gestione, di analisi dei processi e di simulazione del costo e dello sviluppo delle risorse umane.

Occorre offrire la massima integrazione e condivisione delle informazioni tra la contabilità e gli strumenti di pianificazione e controllo, creando un punto di riferimento unitario per tutto l'Ateneo (Amministrazione centrale, Dipartimenti, organi di governo e personale docente), che consenta il supporto sia alla pianificazione strategica che a quella operativa.

L'ottica deve essere non solo annuale ma soprattutto pluriennale, in maniera tale che il raggiungimento dei risultati possa essere rivisto ed eventalmente corretto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2014 21:57

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

 98 visitatori online