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23. Medicina universitaria.

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Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 03 Maggio 2010

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La contrastata nascita delle Aziende Ospedaliere-Universitarie di Sassari e Cagliari, disposta da leggi nazionali che hanno ridefinito i rapporti tra Servizio Sanitario e Università, consentirà un rilancio delle due Facoltà mediche se le due Aziende saranno messe nelle condizioni di svolgere la propria specifica missione, che è quella di integrare la programmazione generale dell'assistenza (di cui è titolare il Direttore Generale) con la programmazione didattico-scientifica della Facoltà di Medicina (di cui è titolare l'Università): l'AOU di Sassari è nata con gravissimi ritardi rispetto al Decreto Legislativo 517/99 e con una dimensione spaventosamente ridotta, addirittura con un disavanzo finanziario programmato pari al 20%, visto che la spesa storica di oltre 100 milioni di euro è stata drasticamente ridotta.

La situazione gestionale organizzativa dell'AOU è ancora precaria. Alcuni reparti sono stati assorbiti nella ASL (neurochirurgia o nefrologia ad esempio). Abbiamo vissuto per anni con l'incubo di vedere l'Università soffocata dalle spese per il servizio sanitario; ora l'AOU, debitamente potenziata, deve diventare lo strumento per recuperare ritardi e disfunzioni, per ritrovare efficienza al servizio della collettività, e non deve concentrarsi esclusivamente sugli aspetti puramente "ospedalieri" e di taglio delle spese, con scarso interesse per l'innovazione, la ricerca e la didattica.

La formazione in ambito sanitario, dai corsi di laurea alle Scuole di specializzazione di area medica, è oggi sottoposta alla verifica dei requisiti assistenziali minimi stabiliti a livello nazionale.

Il non possesso di tali requisiti determina da un lato il dimensionamento dell'offerta formativa dei corsi di laurea e dall'altro lato la soppressione delle Scuole di specializzazione.

Anche la ricerca in ambito sanitario è oggi sottoposta a verifica e soprattutto si deve proiettare in modo efficace verso uno sviluppo futuro: occorre sostenere i gruppi di ricerca realmente produttivi. Per questi motivi, se le Aziende ospedaliero-universitarie non riusciranno ad attuare, in sinergia con l'Università e le altre Aziende sanitarie, le proprie specifiche finalità, l'assistenza non potrà coniugarsi con i due fattori che ne condizionano la qualità: un'adeguata formazione del personale medico e degli operatori sanitari al servizio del territorio, capaci di impegnarsi con scienza e coscienza ed una ricerca in grado di promuovere l'innovazione e l'aggiornamento in campo biomedico e biotecnologico.

È pertanto indispensabile operare affinché le Aziende ospedaliero-universitarie possano realizzare la loro missione integrata, valorizzando il patrimonio di strumenti, di spazi, ma soprattutto di personale e di studenti. Per Sassari, l'Azienda è un'occasione preziosa per difendere il territorio dalle minacce che si profilano all'orizzonte e addirittura per trasformare le minacce in preziose occasioni di sviluppo ed in efficaci sinergie (penso alla formazione del personale delle professioni sanitarie da occupare nelle nuove strutture sanitarie che tra breve sorgeranno nella Sardegna nord-orientale).

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria dovrà trovare spazi di autonomia, completando l'organico, le strutture, i servizi che debbono essere adeguati al ruolo di eccellenza che l'Azienda specializzata nella ricerca deve assumere, fornendosi di regolamenti e strumenti operativi, come ad esempio il Codice etico con le sue procedure.

Occorre soprattutto incrementare le risorse e stimolare i nuovi attori della politica regionale per consolidare un'organizzazione che porti ad una puntuale valutazione del rapporto tra posti-letto ed esigenze scientifiche e didattiche, operando con coerenza ed arrivando anche al taglio dei posti-letto ridondanti, con una nuova attenzione per le specifiche problematiche del Nord Sardegna.

Attraverso iniziative di collaborazione con l'ASL n. 1 in vista di una futura possibile riaggregazione, l'AOU può e deve diventare uno strumento strategico per la riqualificazione della sanità territoriale, facendo riacquistare a Sassari il proprio ruolo storico di polo regionale di riferimento, in grado di offrire alla popolazione prestazioni in linea con i livelli di eccellenza europea.

Ciò richiede la destinazione di investimenti adeguati a superare il gap tecnologico che rischia di dequalificare le strutture universitarie e ospedaliere di Sassari. Per ottenere tutto questo sarà fondamentale battersi perché la Facoltà di Medicina e Chirurgia non venga ospedalizzata e costruire obiettivi condivisi con il Governo regionale, anche per evitare che i programmi rimangano lettera morta o pure aspirazioni.

In questo senso lavorerò per una definizione dell'Atto Aziendale a valle del Protocollo d'intesa (che doveva essere approvato entro 60 giorni dalla delibera della Giunta Regionale dell'8 luglio 2008) che risolva le numerose criticità fin qui segnalate.

Intendo procedere alla nomina di un delegato al reperimento di risorse per l'acquisto di attrezzature sanitarie e di un delegato per il settore sanitario, anche se la Sanità merita un intervento incisivo e continuo del Rettore per quanto riguarda la partecipazione alla programmazione sanitaria regionale, i rapporti con il SSN ed in particolare con l'ASL, l'accreditamento dei corsi di studio dell'area sanitaria in ambito UE, l'attuazione del Piano Sanitario Regionale, il rapporto con il Direttore Generale e gli altri responsabili dell'Azienda Ospedaliera Universitaria.

Senza un costante intervento del Rettore si rischia di condannare l'AOU ad un rapido declino, coinvolgendo il personale universitario che deve mantenere un costante rapporto con l'amministrazione di provenienza, partecipando alle scelte di fondo e determinando l'accreditamento dei corsi.

Con particolare attenzione verranno seguite le esigenze della prevenzione, dell'educazione sanitaria e della riabilitazione, mentre verrà garantito un collegamento diretto con l'Ordine dei medici.

Sarebbe urgente arrivare alla nascita dei nuovi Dipartimenti sanitari, in sinergia con il nuovo assetto interno all'AOU (Dipartimenti ad attività integrata) e promuovere il costante monitoraggio sulla copertura dei Settori scientifico disciplinari di base e caratterizzanti, anche al fine di una efficace interfaccia tra didattica, ricerca e assistenza sanitaria; senza dimenticare un fecondo rapporto con le Facoltà umanistiche, a sostegno di insegnamenti comuni (bioetica, economia sanitaria, storia della medicina ecc.).

Infine, l'Università deve avviare un serrato confronto con la Regione Sarda per concordare obiettivi e reperire risorse adeguate verso lo svolgimento dei corsi di studio per le professioni infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione oltre che delle scuole di specializzazione, sempre con l'occhio rivolto verso orizzonti generali e la difesa degli interessi degli studenti che meritano di conseguire un titolo spendibile sul mercato europeo. Si deve coinvolgere l'Osservatorio regionale per la formazione specialistica dei Medici.

L'assistenza, per la Facoltà di Medicina, è lo strumento di lavoro essenziale: pertanto un'attenta cura dovrà essere posta all'assetto dell'Azienda Ospedaliero Universitaria. In particolare le dimensioni e le caratterizzazioni dei letti di degenza dovrebbero tenere conto delle esigenze didattiche sia dei Corsi di laurea che delle Scuole di specializzazione.

A tale proposito le dimensioni previste dall'Azienda per alcune aree sono attualmente insufficienti per garantire la sopravvivenza di molte scuole di area medica. Sempre ai fini della sopravvivenza delle scuole dovrà essere preoccupazione del Rettore sollecitare tra strutture dell'AUO e AUSL 1 una stretta cooperazione per l'utilizzazione delle risorse assistenziali aziendali ai fini della didattica e della pratica clinica per le varie specialità.

Giuridicamente le strutture assistenziali dell'AUSL dovrebbero essere considerate come strutture di sede dalle Scuole che non riescono a raggiungere nell'AUO le dimensioni e le caratterizzazioni prescritte dalla attuale legge sul riordino delle Scuole di specializzazione di area medica.

Il rapporto con l'AOU dovrà essere regolamentato anche attraverso protocolli di intesa ed estendersi ai temi della sicurezza, della raccolta dei rifiuti speciali, dell'applicazione del Contratto collettivo al personale universitario, che deve mantenere un rapporto costante con l'Ateneo. L'Università non rinuncerà a gestire gli spazi dei Dipartimenti e della didattica e si farà carico di tutte le attività svolte da docenti non convenzionati con l'AOU.

Sul piano dell'assistenza, occorre intervenire incisivamente in un settore dal quale dipende la salute e la qualità di vita di tanti di noi: bisogna far cessare i tragici viaggi della speranza, specialmente in ambito oncologico, un fenomeno in crescita come effetto delle recenti politiche regionali (si parla ormai di circa 20.000 ricoveri fuori dalla Sardegna).

Ci aspettiamo dalla nuova Giunta Regionale un atteggiamento nuovo, positivo, aperto, che parta dal valore del patrimonio di esperienze, di idee, di conoscenze che la Sanità sassarese ha saputo accumulare, con una piena consapevolezza dei problemi.

L'Università non rinuncia a seguire quella fetta di personale che lavora nell'AOU, intende essere il valore aggiunto delle strutture assistenziali, il motore dello sviluppo del territorio, lo strumento per raggiungere per i pazienti prestazioni che siano comparabili con quelle di altri ospedali prestigiosi, che hanno avuto la fortuna di trovare ascolto da politici espressi dal territorio, sensibili, capaci, positivi.

Si rende necessario un forte stimolo per completare gli investimenti edilizi a favore delle strutture cliniche e dei reparti che presentano condizioni di grave criticità, chiedendo alla Regione di mantenere gli impegni a suo tempo assunti anche sui FAS e progettando la nascita di un nuovo ospedale compatto.

Infine il Rettore sarà il difensore dei diritti dei medici e del personale assistenziale, che attende da anni l'applicazione delle normative nazionali sulle indennità di posizione e di esclusività, con un contenzioso che si è esteso nel tempo spesso a danno del bilancio universitario e che è ora arrivato fino al Consiglio di Stato.

Per il personale tecnico amministrativo dell'Azienda si pongono alcuni temi: la mobilità orizzontale e verticale, la formazione, il pagamento delle indennità accessorie, il lavoro straordinario, la rilevazione delle presenze, le prestazioni a pagamento, la distribuzione del fondo comune di Ateneo, la composizione delle delegazioni ed i meccanismi di mobilità intercompartimentale. E, infine, il problema dei problemi: l'inadeguatezza e l'obsolescenza del patrimonio strutturale e tecnologico dell'AOU.

Senza l'assegnazione di risorse adeguate a riqualificare l'AOU sul piano strutturale e tecnologico, quest'ultima non potrà mai assumere quel ruolo di organizzazione assistenziale di elevata complessità che la legge le attribuisce, con conseguenze profondamente negative per la sanità sassarese nel suo complesso e per il funzionamento della Facoltà di Medicina.

È pertanto indispensabile che l'Università chieda con forza che vengano mantenuti ed erogati gli investimenti previsti per l'AOU di Sassari nella deliberazione RAS n. 58/25 del 28 ottobre 2008. Il Piano straordinario per gli interventi strutturali di cui alla predetta delibera prevede un intervento complessivo di 120 milioni di Euro, dei quali 60 su fondi FAS regionali e 60 su fondi statali di cui al "Progetto per la Salute, Sviluppo e Sicurezza del Mezzogiorno".

È urgente acquisire al più presto i 60 milioni su fondi FAS, al fine di avviare il progetto edilizio illustrato qualche mese fa alla Facoltà da parte del Direttore Generale dell'AOU. Il piano straordinario per gli investimenti tecnologici prevede un intervento dell'importo di appena 3 milioni di Euro, del tutto insufficiente per colmare le carenze esistenti, che richiederebbero un investimento dell'importo di 20 milioni. Si rende pertanto necessario un forte impegno sulla Regione Autonoma per adeguare l'importo dell'investimento alle esigenze reali.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2014 21:57

Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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