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Scritto da Administrator | 11 Novembre 2014

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Attilio Mastino
Enzo Aiello studioso di Costantino
Messina, 29-30 ottobre 2014

Sono davvero commosso per esser stato chiamato a ricordare oggi a Messina il nostro Enzo Aiello, a oltre un anno da quel giorno in cui ci ha lasciato a 56 anni di età, ripercorrendo con affetto le tappe che già Lietta De Salvo aveva tracciato ad Alghero con il suo commosso ricordo del 29 settembre 2013 per il XX Convegno de L’Africa Romana.

Grazie dell’invito a tutto il Dipartimento di civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina e all’Associazione di studi tadoantichi, per aver promosso questo convegno internazionale Fra Costantino e i Vandali per Enzo Aiello, studioso tra i più acuti della figura del primo imperatore cristiano, soprattutto amico vero col quale tutti avremmo voluto condividere ancora pienamente per i prossimi decenni aspirazioni, desideri e curiosità scientifiche comuni. Almeno fino a quella data del 25 luglio di un anno fa, quando fu stroncato da un’atroce fulminante malattia, che recise alla base tante speranze e tanti progetti. Eravamo nell’anno costantiniano, e nel giorno dell’acclamazione di Costantino.

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Novembre 2014 11:26

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Scritto da Administrator | 07 Novembre 2014

Attilio Mastino
Questi cinque anni, un tentativo di sintesi

31 ottobre 2014

Grazie per la presenza così numerosa a questa festa di fine mandato.  Vedo molta allegria, e per un attimo ho avuto il dubbio che l’allegria fosse troppa, come se mi si volesse festeggiare soprattutto per il fatto che finalmente me ne vado.  Mi avete sopportato per 12 anni come Prorettore di Alessandro Maida, 5 anni come Rettore.

Del resto ho ricevuto in questi giorni tali e tante manifestazioni di affetto e di apprezzamento, che mi è venuta in mente – si parva licet – la biografia di Vespasiano scritta da Svetonio. Di fronte ai troppi complimenti, Vespasiano esclamò, ohi ohi, qui qualcuno mi vuole morto.

A parte gli scherzi, volevo solo dirvi grazie.

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Novembre 2014 13:20

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Scritto da Administrator | 13 Ottobre 2014

Laurea ad Honorem di Mareya Bashir
Sassari, 8 ottobre 2014

Autorità, Cari amici,

ho il gradito compito di portare il saluto del Presidente della Regione Sarda Francesco Pigliaru, del Comandante delle Forze di difesa interregionale Nord Generale Bruno Stano e dell’Assessore regionale all’ambiente Donatella Spano, che non possono essere presenti, ma partecipano idealmente a qusto momento.

Con questa solenne cerimonia l'Università degli Studi di Sassari e la Sardegna rafforzano ulteriormente il legame di amicizia profonda tra la nostra terra e l'Afghanistan. Un paese per il quale nutro oggi, ancora di più dopo la mia visita, il più grande rispetto per le tradizioni culturali e religiose, per la profondità della storia, per il patrimonio culturale sintetizzato nella città di Herat dalla Moschea blu e dall’antica cittadella Arg, recentemente restaurata dall’UNESCO, costruita in pisé di terra, questi straordinari mattoni di fango e paglia solidi e stratificati nel tempo. E poi i quattro altissimi minareti dell’antica Scuola coranica, la madrassa e il musalla distrutti dai Britannici, l’oratorio e il vicino Mausoleo della Regina Gawarshad, le mura dell’originaria vastissima fortificazione islamica.

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Ottobre 2014 11:42

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Scritto da Administrator | 08 Ottobre 2014

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Colloque Massinissa, au cœur de la consécration du premier État numide
Constantine (Algérie) 20-22 septembre 2014
Attilio Mastino- Raimondo Zucca

Massinissa et la question des emporia

Résumé

Dans Histoires XXXI, Polybe raconte comment Massinissa, fort de la position du sénat romain à l’égard de Carthage, a pu étendre son royaume à l’est, vers 193 av. J.-C., en annexant les emporia situés dans le golfe des Syrtes.

L’acquisition des emporia par Massinissa a représenté une phase décisive dans l’organisation de la basileia numide en voie de constitution sur le modèle grec, grâce à l’acquisition des villes côtières de la petite et de la grande Syrte qui formaient des lieux d’échange pour les riches arrière-pays urbains. Nous analyserons ici la formation des emporia africains depuis le témoignage d’Hérodote et Thucydide, et jusqu’à celui des sources grecques et latines d’époque républicaine qui situent l’expansion numide vers l’est sous Massinissa.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Gennaio 2015 15:39

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Scritto da Administrator | 24 Settembre 2014

SALUTO ALL’XI CONVEGNO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA
Cagliari, 23 settembre 2014

Cari amici,

benvenuto in Sardegna ai nostri ospiti, grazie a Rossana Martorelli per l’impegno. Ho il piacere di portare il saluto dell’intera università di Sassari a questo XI Congresso nazionale di archeologia cristiana, dedicato allo straordinario tema de rapporto tra isole e terraferma nel primo cristianesimo.

Di fronte a questo tema, penso immediatamente alla convocazione da parte del re vandalo Unnerico del concilio di Cartagine, al quale secondo il primo editto conservatoci da Vittore di Vita avrebbero dovuto partecipare soltanto universi coepiscopi ... per universam Africam costituti; il vescovo di Cartagine Eugenio, subito dopo l'editto reale del 18 maggio 483, riuscì nell’intento di estendere l’invito anche a quei vescovi transmarini qui nobiscum sunt in una religione vel communione consortes: vescovi, transmarinarum omnium partium, non pressati dalla dominazione vandala e dunque più aperti e pieni di fiducia sulla possibilità di ribaltare la situazione e comunque in grado di far pervenire in tutto il Mediterraneo, forse attraverso il vescovo di Roma, le informazioni sulla politica anticattolica portata avanti dai Vandali ariani in Africa; dovevano esser convocati anche «qui alieni ab eorum dominatu maiorem fiduciam libertatis haberent, pariterque oppressionis nostrae calumnias universis terris et populis nuntiarent»

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Settembre 2014 11:58

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Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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