Attilio Mastino

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Scritto da Administrator | 08 Settembre 2011

Orlando Biddau, il poeta della disperazione.

di Attilio Mastino (1993)

La recentissima pubblicazione a cura dell’Editore Chiarella di Sassari, con il contributo dell’Amministrazione provinciale di Nuoro, del Comune di Modolo e della Comunità montana del Marghine e della Planargia, dei tre volumi di poesie di Orlando Biddau (L’anima degli animali, Le verdi vigilie e, inedito, L’inverno inconsolabile) consiglia una più attenta riflessione su un poeta “scomodo”, un grande poeta dalla sensibilità acutissima, le cui opere sono state fin qui trascurate, a prescindere dai riconoscimenti ufficiali attribuiti all’autore.

Orlando Biddau nacque da genitori sardi a Fiume nel 1938: un trauma vivissimo furono per lui, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e la fine del Fascismo, il viaggio in nave (un piroscafo nero, dall’aspetto terrificante), il forzato rientro in Sardegna, la fame, l’angoscia della madre per l’assenza del padre ancora in guerra.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:37 Leggi tutto...
 

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Scritto da Administrator | 08 Settembre 2011

Antonio Atza

di Attilio Mastino (2002)

Antonio Atza è tornato a Bosa, ad un anno di distanza dalla pubblicazione del volume a lui dedicato da Giorgio Pellegrini e Simona Campus per le Edizioni Poliedro di Nuoro, un volume voluto dall'allora Assessore alla Cultura Vincenzo Mozzo; ed è tornato per donare al Comune ancora una decina di nuove splendide opere che ripercorrono una strada iniziata oltre quarant'anni fa con i celebri Blues: se ne avvantaggia la collezione ospitata ormai in modo permanente nelle settecentesche sale della antica Biblioteca Comunale, dove il nuovo Assessore comunale alla Cultura Anna Maria Piroddi ha voluto trasferire le opere, dirimpetto al Palazzo Deriu che ospita Melkiorre Melis ed ora anche Emilio Scherer, maestri amati ed ammirati da Atza.

Lascia senza fiato, su tutta una parete, la trilogia "Omaggio alla luna di maggio", con il promontorio del Monte Sa Sea e con le rocce dilavate di Sos Puppos, tra Cala 'e Moros e Cala Rapina, a Nord della foce del Temo, che diventano ormai un'isola di fiaba, con un mare d'incanto e i gabbiani che intrecciano con i loro voli quasi le linee di un ricamo, simile a quel filet che troviamo reale nel recente "Reliquiario di San Senzanome" donato proprio in questi giorni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:27 Leggi tutto...

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Scritto da Administrator | 08 Settembre 2011

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L’Archivio storico del Comune di Bosa

dii Attilio Mastino

Bosa ha conosciuto negli ultimi anni tutto un fiorire di studi e di ricerche: basti pensare al recentissimo volume sulle monete del Museo Civico di Francesco Guido, agli articoli di sintesi sulle indagini archeologiche curate da Antonietta Boninu, Lidio Gasperini, Maria Chiara Satta, Alberto Moravetti e Raimondo Zucca, ai volumi sul castello e sui vescovi di Bosa di Salvatorangelo Palmerio Spanu, all’opera di documentazione curata da Giovanni Mastino, al volume della collana Sardegnambiente Planargia di Tonino Oppes, agli studi tascabili sulle tradizioni popolari di Vincenzo Marras, ai volumi fotografici curati da Vincenzo Mozzo, alla storia postale di Piero Damilano, alle ricerche sulle epidemie e sull’organizzazione sanitaria di Eugenia Tognotti, all’opera di recupero delle figure di Giuseppe Biddau, Giovanni Nurchi, Orlando Biddau, Melkiorre Melis (quest’ultima legata al nome di Antonello Cuccu), allo studio sul ponte sul fiume Temo di Giuseppe Ibba. Per non parlare poi delle numerose tesi di laurea discusse nei due Atenei isolani (e non solo) sui monumenti e sulla storia della città: citerò soltanto quella di Franco Stara sulla condizione giuridica della città spagnola, quella di Stefania Cossu sulle curatorie della Planargia e del Montiferru e quella di Maria Teresa Angius sulla Relacion de la antigua ciudad de Calmedia. Del resto questo interesse e questa attenzione sono curiosamente condivisi anche dagli studenti e dagli alunni di tutti gli Istituti scolastici cittadini.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:15 Leggi tutto...

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Scritto da Administrator | 14 Agosto 2011

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Attilio Mastino
Il Condaghe di Luogosanto
5 settembre ore 10

Eccellenza, signora Presidente, Signor Sindaco, Cari amici,

più che per la mia competenza in materia, sono stato chiamato a parlare oggi a Luogosanto per la mia lontana parentela col sindaco Mario Scampuddu. Lo faccio con emozione davanti alle autorità, a tanti studiosi, ad amici, a persone che mi sono care.

Ho trovato significativo ed anche un po’ curioso che sia stata l’Accademia della Lingua Gadduresa presieduta da Andrea Rasenti a pubblicare questo volume di  Graziano Fois e Mauro Maxia sul Condaghe di Luogosanto, per iniziativa delle Edizioni Taphros di Dario Maiore: l’opera originale è stata infatti scritta a Sassari non in lingua Gallurese ma in Logudorese e riflette  un clima culturale, un ambiente, una tradizione che sono insieme iberici e logudoresi, come testimoniano i tanti catalanismi del testo: siamo nel 1519 nel terzo anno di Carlo V ed è come se il punto di osservazione scelto per narrare una così significativa fetta della storia religiosa e civile della Gallura sia volutamente esterno alla cultura locale e come se la memoria dei gloriosi eremiti devoti del culto mariano sia rimasta affidata agli archivi sassaresi piuttosto che alle testimonianze locali, per quanto il testo richiami genericamente antiche tradizioni orali.  Del resto gli autori non escludono che la scelta del logudorese sia stata determinata dal più elevato prestigio della varietà logudorese rispetto agli idiomi locali di matrice corsa. Vanno d’altra parte tenute presenti le incertezze documentarie sulla cronologia relativamente più tarda dell’introduzione dell’attuale dialetto sassarese a Sassari e del Gallurese in Gallura.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 11:04 Leggi tutto...

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Scritto da Administrator | 02 Agosto 2011

Ricordo di Ignazio Delogu

Attilio Mastino

Sassari, 29 luglio 2011

Voglio partire da un ricordo intenso e doloroso, quando dai locali di questa Facoltà,  quindici anni fa, usciva la lenta processione che accompagnava il feretro del nostro amico Enzo Cadoni che ci aveva lasciato all’improvviso.

A ricordarlo sulle scale della Caserma Ciancilla, con parole che ci avevano commosso davvero, era stato Ignazio Delogu, unico protagonista della cerimonia con le sue incredibili capacità di affabulatore. Aveva rivelato in quell’occasione una sensibilità profonda, una capacità di parlare a nome di tutti, una sensibilità come quella di un amico ferito che riusciva a mettersi in sintonia con tutti.

Immaginerete perciò la mia emozione per esser chiamato a ricordare Ignazio alla presenza di Veronica, della sua famiglia, di tanti amici, di tante persone che gli hanno voluto bene.

Veronica mi aveva raccontato la sua lunga malattia: già sei mesi fa la sua fine sembrava imminente, il suo disagio, le speranze che si spegnevano, le preoccupazioni di chi gli stava vicino.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 10:54 Leggi tutto...

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Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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