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Attilio Mastino

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 08 Novembre 2011

L’Università di Sassari per la lingua sarda.[1]
di Attilio Mastino

Atti del convegno su Lingua e Cultura Sarda
Uri, 9 e 10 Settembre 2011

Come prima cosa, desidero ringraziare Arvada per l’occasione di dibattito che ci offre, i Sindaci presenti, tutti i Comuni (Codrongianos, Cargeghe, Florinas, Ploaghe, Muros, Tissi, Ossi, Usini, Uri, Olmedo, Putifigari), il Presidente della Provincia Alessandra Giudici, che ho visto ieri sera e mi ha pregato di portare il suo saluto, e Smeralda Consulting, per questo incontro.

L’occasione odierna cade propizia, perché siamo reduci da una lunga polemica, la ‘guerra’ estiva che abbiamo dovuto sostenere sui mezzi di comunicazione e anche sui blog intorno al tema della cultura e della lingua sarda: vorrei allora profittare per parlare proprio delle critiche mosse all’Università riguardo a tali questioni.

Sono orgoglioso del fatto che nel corso del dibattito che abbiamo avviato a partire da gennaio intorno al nuovo statuto dell’Università, in attuazione della Legge 240 (la ‘legge Gelmini’), siamo riusciti a inserire un articolo (n. 58) che riguarda proprio la lingua e la cultura sarda: «L’Ateneo [di Sassari] promuove la tutela e la conoscenza dei beni e delle fonti dell’identità locale, con particolare riferimento alle lingue delle minoranze e alla lingua sarda nelle sua articolazioni territoriali, alle risorse naturali, ai beni storici, culturali, ambientali, paesaggistici e architettonici, ai saperi e alle tradizioni locali».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 15:17 Leggi tutto...
 

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 24 Ottobre 2011

Attilio Mastino
Orlando Biddau

Modolo, 21 ottobre 2011

Stasera in questa sala c’è una sedia vuota ed è la sedia di Orlando Biddau, che in queste ore sta soffrendo, per questo suo eterno male di vivere che lo divora, per questa ferita sulla quale (Elegia):  è lo stesso dolore di un altro poeta di Modolo, Peppino Deriu:  (Sonetto al compagno Cicittu Deriu).

Ed è anche il dolore di Anna Cossu, che riesce nel dolore ad intravedere una stella che spende alla fine del tunnel: (Trina): è la stella che Peppino Deriu augura possa sorgere anche per Orlando: (A Orlando Biddau).

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 15:07 Leggi tutto...

Notizie - Archivio
25 Settembre 2011

Invito alla Gente di Sardegna al convegno:

NUR: dal passato il futuro

tra visioni e “mal di Sardegna”

che si terrà a Siligo (SS) sabato 1 ottobre 2011 alle ore 17.30 presso il Centro di Aggregazione Sociale  in Piazza Maria Carta.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Settembre 2011 14:46 Leggi tutto...

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 07 Ottobre 2011

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CONVEGNO NUOVE ALLEANZE. DIRITTO ED ECONOMIA PER LA CULTURA E L’ ARTE
NUORO 14-15 ottobre 2011

ATTILIO MASTINO

LEGISLAZIONE NAZIONALE E LEGISLAZIONE REGIONALE DELLA SARDEGNA. IL CASO DEI MUSEI: UN’OCCASIONE (PERDUTA?) PER LO SVILUPPO ECONOMICO?

Gli Atenei della Sardegna, quello di Cagliari e il nostro di Sassari, partecipano da decenni al processo di alta formazione degli operatori dei Beni Culturali.

Attualmente l’ Università di Sassari  così come l’Università di Cagliari propongono nei rispettivi Manifesti degli Studi  un corso di Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali e un corso di Laurea Magistrale in Archeologia.

Si aggiungano le Scuole di Specializzazione in Beni Culturali dei Due Atenei sardi, il cui Diploma è indispensabile per la partecipazione ai concorsi statali, regionali e degli Enti Locali per le professioni culturali.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:57 Leggi tutto...

Notizie - Archivio
Scritto da Administrator | 14 Settembre 2011

Asuncion, 19 settembre 2011, El Cabildo.
Attilio Mastino, Rettore dell’Università di Sassari
El uso politico de la Historia romana (después de Maquiavelo)

1. La secessione della plebe al Monte Sacro nella lettura di Simón Bolivar

Tito Livio, parlando della secessione della Plebe a Roma sul Monte Sacro 2500 anni fa di fronte alle violenze del patriziato, racconta come Menenio Agrippa fosse riuscito a placare l’ira della Plebe raccontando un apologo col primitivo e rozzo modo di parlare di quell’epoca lontana, prisco illo dicendi et horrido modo: nel tempo in cui nell’uomo le membra non erano tutte in piena armonia, come ora, ma ogni membro aveva una sua facoltà di parlare e di pensare, le altre parti del corpo fecero una congiura contro il ventre, decidendo che le mani non portassero il cibo alla bocca, la bocca non lo ricevesse, i denti non lo masticassero. Ridussero così il corpo intero ad un’estrema consunzione, totum corpus ad extremam tabem venisse: era un modo rozzo ma efficace per indicare che tutte le componenti di una società sono ugualmente necessarie e solidali.

Sono stati recentemente celebrati a Roma i 2500 anni dalla secessione della plebe al Monte Sacro e dalla nascita del potere negativo dei tribuni della plebe, proprio a margine dell’episodio di Menenio Agrippa. Come è noto, ripensando alle radici romane della Res Publica, riflettendo sui rapporto tra Populus e singolo Civis, due concetti riletti durante la rivoluzione francese dai giacobini, in particolare da Robespierre sulle tracce di Rousseau, il 15 agosto 1805 a Roma sul Monte Sacro Simón Bolivar pronunciò un solenne giuramento che rinnovava l’impegno dei rivoluzionari per la libertà della grande patria iberoamericana. Nella lettera di Simón Bolivar a Simón Rodríguez del 19 gennaio 1824 il Libertador  parlava di un juramento profético pronunciato in quella <>.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013 14:52 Leggi tutto...

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Multa venientis aevi populus ignota nobis sciet
multa saeculis tunc futuris,
cum memoria nostra exoleverit, reservantur:
pusilla res mundus est,
nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat.


Seneca, Questioni naturali , VII, 30, 5

Molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla generazione futura;
molte cose sono riservate a generazioni ancora più lontane nel tempo,
quando di noi anche il ricordo sarà svanito:
il mondo sarebbe una ben piccola cosa,
se l'umanità non vi trovasse materia per fare ricerche.

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