Incontro su: Un anno di coltivazione del cardo: i primi risultati.

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Scritto da Administrator | 25 Marzo 2013

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Saluto del Rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino.
Incontro su  Un anno di coltivazione del cardo: i primi risultati.
Sassari, 17 marzo 2013

Cari amici,

sono qui innanzi tutto per portare il saluto dell’Università di Sassari per questa giornata di riflessione con i rappresentanti sindacali e dell’agricoltura sarda, con uno sguardo rivolto innanzi tutto agli operai di E.ON, impegnati nella difesa del proprio posto di lavoro.

Dieci anni fa Porto Torres è stato dichiarato dal Ministero dell’Ambiente il 7 febbraio 2003 Sito di interesse nazionale. Lo Stato ha riconosciuto le violenze subite dall’ambiente nel Golfo dell’Asinara: il tema del risanamento e delle bonifiche è diventato un grande problema nazionale.

Più di recente l’Accordo di programma definisce il quadro per l’avvio delle operazioni di bonifica, soprattutto in relazione alle falde ed alle aree inquinate.

Davanti a noi c’è una nuova fase di impegno comune per investimento nel settore chimico nel rispetto dell’ambiente: occorre garantire un rapporto equilibrato tra rispetto dell’ambiente e investimenti produttivi.

L’Università risponde positivamente alla sfida del risanamento del Polo industriale turritano e del rafforzamento della presenza industriale. Il panorama che abbiamo di fronte è quello della rovina delle aziende che un tempo formavano il tessuto produttivo. Esse possono ora diventare laboratori a cielo aperto per lo studio degli agenti inquinanti, per definire i livelli di concentrazione dell’inquinamento, per indicare soluzioni e strade nuove.

I danni inferti all’ambiente sono terribili, soprattutto perché ci troviamo in una delle zone ambientali più delicate del Mediterraneo.

Basta con le iniziative velleitarie e con le speculazioni piratesche, con le infrastrutture inutili e con le opere mai realizzate.

Per affrontare le criticità occorre avviare una riconversione industriale che si basi sui punti di forza che pure esistono.

Il rilancio dell’area industriale è necessario per rispondere alla domanda di lavoro.

Il tema delle bonifiche costituisce la pre-condizione per lo sviluppo.

Deve essere chiaro che il tema delle Bonifiche è anche una grande questione etica, un dovere civile: occorre sfruttare il patrimonio di conoscenze e di errori accumulati negli anni per avviare il risanamento e la riconversione industriale.

Abbiamo di fronte a noi la necessità di far convivere un’area industriale viva ed pulsante ed un Parco Nazionale.

Vediamo con favore e senza riserve gli investimenti nella Green economy, nell’economia verde che può battere in termini di occupazione l’industria inquinante. Dobbiamo costruire progetti ed aprire strade nuove, prospettive di sviluppo.

Pensiamo allo sviluppo degli studi sulla produzione di oli da colture industriali adatte alle condizioni ambientali e ai sistemi agrari e zootecnici della Sardegna. Parleremo della mappatura di biomasse e di scarti agricoli in Sardegna, di messa a punto di tecniche colturali a basso impatto e di valorizzazione di biomasse a fini industriali.

Negli ultimi anni l'Università di Sassari ha seguito con grande interesse e con la massima attenzione l’evolversi della situazione nel polo industriale di Porto Torres concretizzatasi, come riportato nel Protocollo d’Intesa sulla Chimica Verde siglato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il 25 maggio 2011, in un piano di accelerazione delle operazioni di bonifica oltre che di riconversione industriale attraverso la nascita di Matrìca, una joint venture tra Versalis (Eni) e Novamont. Nel protocollo si immaginano impianti di produzione ma anche campi sperimentali di colture oleaginose compatibili con le specificità del territorio isolano.

Conseguentemente con la propria politica di grande impegno per lo sviluppo economico del territorio nel quale la nostra Università si trova inserita, insieme all’Università di Cagliari, al CNR e alla RAS, il nostro Ateneo ha firmato con Matrìca due convenzioni: la prima (20 febbraio 2012) volta alla individuazione di tematiche di ricerca di comune interesse nel campo della ricerca nella Chimica Verde, nel settore chimico agrario energetico, con lo sviluppo di comuni progetti di ricerca che coinvolgano la Regione, l’Università di Cagliari e il CNR. La seconda volta a promuovere lo svolgimento di tirocini di formazione e di orientamento per neo-laureati presso la nuova Azienda.

L’università di Sassari, conscia delle notevoli potenzialità della Chimica Verde e delle attività industriali ad essa collegate, caratterizzate da previsioni economiche di forte espansione per gli anni a venire, ha voluto in questo modo manifestare chiaramente la propria disponibilità a condurre ricerche e attività formative a supporto della filiera agroindustriale che dovrà alimentare la bioraffineria di Matrìca, una disponibilità che vogliamo qui nuovamente ribadire e confermare.

L'istituzione del Master internazionale di II livello in Chimica Verde presso il nostro Ateneo è un'ulteriore conferma della nostra volontà di contribuire all'avanzamento tecnologico, scientifico e formativo in questo settore.

L’Università di Sassari, attraverso i propri Dipartimenti di Agraria e di Chimica e Farmacia e gli altri dipartimenti ambientali, può mettere a disposizione competenze nei settori agrario, chimico ed energetico,ambientale, idonee allo svolgimento di attività di ricerca inerenti i sistemi colturali destinati alla produzione di oli, amidi e biomasse suscettibili di introduzione nei sistemi agrari della Sardegna oltre che all’analisi, caratterizzazione, purificazione ed eventuale modificazione chimica delle materie prime e dei derivati polimerici ottenibili da queste fonti rinnovabili.

Come abbiamo sostenuto in un incontro svoltosi in Ateneo il 27 febbraio con Eni, Enipower, Matrica e Novamont, auspichiamo lo svilupparsi di nuove e condivise forme di collaborazione tra l’Azienda e la nostra Università, pronti a dare il nostro contributo non appena queste possibilità troveranno una concreta forma di realizzazione.

Voglio augurarmi che non si lascino improduttivamente trascorrere annate agrarie , si avvino serie sperimentazioni e si definiscano concreto progetti di collaborazione con l’Università, partendo sempre dall’obiettivo di definire come i nuovi sistemi produttivi possano integrarsi coni sistemi agricoli locali.