Inaugurazione del 452° Anno Accademico. Sassari, 8 novembre 2013.

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Scritto da Administrator | 06 Novembre 2013

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Inaugurazione del 452° Anno Accademico
Sassari, 8 novembre 2013
Relazione del Rettore prof. Attilio Mastino


Autorità, cari colleghi, cari studenti,

nei giorni in cui un decreto ministeriale prospetta una fusione o una federazione regionale condizionata alla costituzione di un unico consiglio di amministrazione, nei giorni in cui il Governo blocca il turn over dei ricercatori negli Atenei italiani in particolare nel Mezzogiorno e cade l’incremento del FFO sulla premialità, vorrei affrontare il problema a viso aperto ed entrare in medias res. Ma veramente due Università sono necessarie per la Sardegna?

Guardano  in questa aula magna il quadro di Mario Delitala di settanta anni fa, che si richiama al motto di Benito Mussolini Libro e Moschetto, fascista perfetto, viene da pensare ad una affermazione   riportata nel recente volume di Alberto Vacca sull’Ovra in Sardegna. L’ispettore Dino Fabris,  nella relazione inviata al capo della polizia il 3 febbraio 1941, dopo i primi mesi di guerra argomentava: <<Nei piccoli centri urbani [della Sardegna] (quali Macomer, Bosa, Lanusei, Oristano, ecc.) è necessario rilevare un fenomeno proprio di quest’Isola.

In Sardegna, con una popolazione che appena supera il milione di abitanti, vi è un numero eccessivo di scuole superiori di ogni genere (tra cui due Università) e quindi un quantitativo di laureati assolutamente sproporzionato alle necessità locali. Di conseguenza nei piccoli centri urbani diecine e diecine di persone con titoli superiori per necessità di cose diventano critici, ascoltando la radio inglese [Radio Londra] e, in genere, contribuiscono a formare un’atmosfera non favorevole al regime [fascista]. Le classi lavoratrici, che devono lottare con la vita, risentono dell’influenza di cui sopra>>.

Oggi leggiamo con fastidio questi giudizi sull’alto numero di laureati e diplomati, sproporzionato alle esigenze della nostra isola e semmai constatiamo il fenomeno opposto, quello di un basso numero di diciannovenni che si iscrivono all’Università in Sardegna. Nell’anno accademico 2012-13 non più del 23% dei diciannovenni sardi si è iscritto all’Università in Sardegna. Il numero dei laureati rimane basso, perché solo la metà delle matricole arriva alla laurea.

Nella fascia di età dai 25 ai 64 anni, sono in possesso di laurea il 15,7% degli italiani, solo il 13,9% dei Sardi, circa la metà della media OCSE. Eppure dovremmo affrontare ritardi storici, preparare al lavoro medici, architetti, scienziati, giuristi, umanisti capaci di innescare finalmente lo sviluppo della Sardegna. Lo spirito critico del quale ci si rammaricava nella relazione dell’oscuro funzionario dell’OVRA è stato e ancor più può essere la molla per costruire una Sardegna diversa.

Nell’articolo Perché le Università ? Umberto Eco ha recentemente osservato: <<Negli ultimi novecento anni, le Università sono state artefici dei capitoli più creativi nella storia della cultura occidentale. Nel tumulto del mondo odierno, gli unici luoghi del silenzio restano le università. L’università è una Forza di Pace! Basta pensare al progetto Erasmus, che prevede la creazione di una nuova rete internazionale di clerici vagantes, i quali spesso si sposano fra di loro, preparando così, almeno in Europa, una nuova generazione di cittadini bilingui, immuni alle seduzioni di qualsivoglia nazionalismo>>.

A Cagliari , durante la visita in Sardegna di papa Bergoglio abbiamo ascoltato con emozione il pontefice  spiegare la crisi di oggi come assenza di istruzione e di conoscenza, interpretandola anche come possibile opportunità verso un mondo nuovo: <<Prezioso è il ruolo dell’Università, come luogo di elaborazione e trasmissione del sapere, di formazione alla “sapienza” nel senso più profondo del termine, di educazione integrale della persona. L’Università come luogo in cui si elabora la cultura della prossimità, la cultura della vicinanza; come luogo di formazione alla solidarietà, in cui si vive questa cultura del dialogo, che non livella indiscriminatamente differenze e pluralismi e neppure li estremizza, ma apre al confronto costruttivo>>.

Parole che mi pare possano essere declinate oggi anche laicamente e rappresentare la vocazione alla formazione e alla ricerca propria dell’università pubblica, libera da condizionamenti, rispettosa del pluralismo, attenta al futuro dell’umanità.

Eppure l’istituzione universitaria in Italia e in Europa attraversa una grave crisi, dominata da una retorica dell’eccellenza e da una logica aziendalistica che ne hanno snaturato le finalità universalistiche, giocate nel breve periodo, che rischiano di portare alla catastrofe. Sono parole di Pierre Macherey dell’Université de Lille, allievo di Louis Althusser, nel recente volume La parole universitaire. L’Università soffre attualmente di mali che mettono in pericolo la sua stessa esistenza: <<le soluzioni oggi proposte ai suoi problemi, soluzioni che rivelano per la maggior parte una negazione della realtà, tendono solo ad aggravarli ulteriormente>>. La proposta di far uscire l’Università dal vicolo cieco in cui lentamente scivola giorno dopo giorno <<non può essere quella di investire ancora di più nella ricerca dell’”eccellenza”, che si nutre di una cultura basata sulla competizione spinta al parossismo, cosa che finisce per esasperare la logica inegualitaria di divisione che ne fa anzitutto una macchina che respinge e sanziona, tutta pensata per produrre fallimenti >>.

Credo sia nota da tempo la mia opinione sulla Grande Riforma in Italia, che ha seriamente compromesso l’autonomia degli atenei: il risultato è oggi quello di una drastica riduzione di risorse e di un progressivo indebolimento delle Università del Mezzogiorno e delle isole, in quella che il Ministro Maria Chiara Carrozza ha definito una spirale negativa.

Eppure, nonostante i tagli indiscriminati e l’imponente trasferimento di risorse verso gli Atenei del Nord, noi siamo decisi ad affrontare i pericoli per la sopravvivenza del nostro Ateneo a viso aperto, convinti che l’Università è un bene comune, un fattore di crescita e sviluppo, una leva per superare la debolezza economica del territorio attraverso la conoscenza, la trasmissione del sapere, l’innovazione: un suo ridimensionamento rappresenterebbe un moltiplicatore della crisi della nostra isola, arrivata a livelli drammatici come testimonia il quadro fosco tracciato negli ultimi due Rapporti sull’economia della Sardegna della Banca d’Italia e di Crenos.

Sappiamo dei valori raggiunti dalla disoccupazione giovanile, della povertà testimoniata dal basso reddito degli under 25, del precariato, del disagio sociale, della crisi del mercato del lavoro, della situazione finanziaria delle imprese, del crollo dell’export, dalla riduzione del credito, della scarsa efficienza dei servizi pubblici e in particolare dei servizi sanitari. Non dimentico il tema dell’inquinamento e degli investimenti speculativi, le mancate bonifiche. Infine il tema dell’insularità e dell’isolamento, lo spopolamento delle aree interne, una catena da spezzare per crescere, per ridare speranza ai giovani, alle donne, per combattere la perdita di competitività.

Nel suo intervento del 6 giugno in Parlamento il Ministro ci ha ricordato che l’impatto del capitale umano sulla crescita economica passa anche per il suo effetto sulla disuguaglianza economica e sociale, nella parte più povera del Paese riducendo la mobilità sociale e la percezione di vivere in un contesto fruttuoso di pari opportunità. Sono parole che condividiamo e che non debbono restare solo parole, se poi ci si chiede di triplicare come potremmo le tasse studentesche: è in discussione la credibilità delle politiche dell’istruzione che contrastano con la logica dei tagli lineari che ha ispirato anche gli ultimi provvedimenti, che bloccheranno il reclutamento in atenei generalisti come il nostro e che colpiranno pesantemente il Mezzogiorno, perché il Governo sembra tradire il principio di equità. La discussione in corso sul piano di sviluppo del nostro Ateneo può rappresentare un’occasione preziosa per indicare obiettivi alti e ambiziosi per tutti, sottolineando i temi indicati dalla Conferenza dei Rettori: l’autonomia responsabile, la semplificazione, la competitività, il nuovo modello di finanziamento delle Università.

Il crollo del FFO dagli 82,4 milioni di cinque anni fa ai 69,2 milioni del 2013 rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo ignorare,  legato com’è  al taglio del parametro di ponderazione per gli Atenei sede di corsi di laurea di Medicina e Chirurgia, che finanziano il Servizio Sanitario e pagano gli stipendi agli infermieri, ai biologi, ai tecnici. Con gli organici congelati, i punti organico restituiti al nostro Ateneo non superano il 7%, una quantità ridicola che rischia di tagliar fuori un’intera generazione di giovani, anche se abbiamo lavorato davvero con impegno per rispondere agli indicatori ministeriali, migliorando enormemente la produttività.

Siamo pienamente in sintonia con l’amico Rettore Giovanni Melis quando scrive che <<Governo e Regione debbono investire sull’Università>>, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica. Ma noi non cerchiamo pure e semplici compensazioni per gli svantaggi territoriali, bensì miriamo a modificare profondamente le strutture, a promuovere investimenti, a creare stabili infrastrutture della conoscenza. Dunque ci vogliono ancora due Università in Sardegna, perché non solo c’è la tradizione e lo spazio, ma c’è davvero l’esigenza e la necessità.

Ben venga la collaborazione tra i due Atenei regionali e abbiamo definito un patto di federazione, espressamente previsto nel nuovo statuto del nostro Ateneo, per la nascita di un sistema integrato delle Università di Cagliari e di Sassari, che preveda una consultazione periodica tra i Senati Accademici e che riduca il numero dei corsi di laurea, eviti le duplicazioni, programmi le attività formative e di ricerca, favorisca le novità e l’arrivo di nuove idee anche sul piano tecnologico. Il patto di federazione che il Ministro Profumo era disponibile ad approvare riconosceva l’autonomia dei due atenei storici, che rivendicano una dimensione internazionale costitutiva e fanno risalire le loro origini al XVI secolo e ad ambiente iberico. Vogliamo oggi ribadire che il prezioso rapporto di prossimità con l’Ateneo di Cagliari (a 220 km di distanza) non può in nessun modo esaurire la spinta verso relazioni internazionali più estese e significative.

Abbiamo lavorato sodo anche in quest’ultimo anno accademico per consolidare i nostri dipartimenti, i nostri Centri di ricerca, le nostre Scuole, per metterci al riparo da pericoli, per migliorare la produttività e la valutazione, per estendere le iniziative edilizie e completare tutte le incompiute.

Ho avuto il privilegio di guidare in questi quattro anni un consistente gruppo di delegati e di presiedere assieme al Prorettore Vicario Laura Manca la Giunta, il Senato accademico e il Consiglio di Amministrazione contando su una collaborazione larga e davvero senza condizioni: volgendomi indietro a guardare la strada percorsa, mi sembra di dover constatare che siamo riusciti a mobilitare tante forze nuove, tanti colleghi pieni di entusiasmo, di passione, di curiosità, tanti funzionari intelligenti e determinati; soprattutto tanti giovani. Lo dico con orgoglio, perché l’Ateneo è cambiato profondamente in questi anni, ha recuperato ritardi storici, è diventato più aperto e più accogliente, è riuscito ad affrontare i problemi e a trovare soluzioni anche in un momento drammatico di crisi e di riduzione di risorse.

Nel prossimo anno lavoreremo fino all’ultimo giorno del mio mandato, convinti che la Sardegna merita di più, che tutti dobbiamo porci obiettivi più ambiziosi, che ci sono responsabilità specifiche degli intellettuali e del mondo universitario verso un’isola che da sempre aspetta un riscatto, merita di essere amata di più, ha necessità di una classe dirigente generosa e responsabile. Grazie per il ruolo intelligente svolto dal Collegio dei Revisori dei conti, dal Nucleo di Valutazione, dal Comitato Unico di Garanzia, dal Consiglio del personale tecnico amministrativo, dal Consiglio degli studenti, dal Garante degli studenti.

Il momento più emozionante del mio mandato è stato il 10 maggio scorso, quando i colleghi del dipartimento di Medicina veterinaria hanno appreso in diretta dalla bocca della Commissaria finlandese Riitta-Mari Tulamo di esser stati promossi dall’European Association of Establishments for Veterinary Education. La visita ispettiva si e conclusa con un giudizio pienamente positivo sulla qualità di un dipartimento che consideriamo strategico. Per un attimo vorrei portarvi nell’aula consiliare Manunta, nel pomeriggio, alla presenza del Sindaco Gianfranco Ganau, quando nella platea di docenti e studenti è scoppiato l’entusiasmo, la commozione, anche la tensione per un risultato che è stato frutto del lavoro svolto da tutti. Fondamentale è stato anche il ruolo del personale tecnico e amministrativo per l’impegno profuso. All’indomani della visita i giovani ricercatori dello Junior staff hanno trasmesso una nota per descrivere le principali criticità dell'Ospedale Veterinario che ci siamo impegnati a risolvere. Sentiamo molto i ritardi nella realizzazione dell’Azienda zootecnica che presto colmeremo. Proprio nella giornata di ieri abbiamo ricevuto la decisione finale dell’EAEVE, nuovamente positiva.

E poi il difficile ma emozionante confronto con il Comune di Alghero per le aule di Santa Chiara per il dipartimento di Architettura, quando siamo stati sostenuti anche da S.E. il Prefetto Salvatore Mulas. I passi in avanti compiuti ogni giorno dall’Azienda Ospedaliera Universitaria diretta da Sandro Cattani. La soddisfazione espressa dai nostri studenti attraverso i questionari di valutazione sulla qualità degli insegnamenti.

Eppure abbiamo affrontato tante prove, dopo la nascita dei nuovi dipartimenti e la costituzione degli organi accademici. I problemi di spazio, la sofferenza del dipartimento di scienze economiche e del dipartimento di Architettura,. i disagi di studenti e pazienti in alcuni dipartimenti medici. La tormentata approvazione del bilancio di previsione, ma anche il successo ottenuto con il consuntivo 2012, chiuso in modo straordinariamente positivo, anche grazie al sostanzioso contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Non sempre i risultati sono stati soddisfacenti a causa dei limiti imposti dal Ministero e voglio ricordare che rientrava negli indirizzi strategici del Rettore l’attivazione di alcuni corsi di laurea, la triennale in Sistemi di elaborazione e tecnologie dell'informazione, il corso magistrale di Archivistica e Etnografia, il potenziamento di Lettere classiche.

Il 19 luglio ero a Roma con Donatella Spano per la presentazione dei risultati della Valutazione della qualità della ricerca, che ha fatto emergere tante aree di eccellenza. Non è affatto semplice sintetizzare una valutazione che ha suscitato molte critiche e diffidenze, ma che pure a partire da oggi dovrà costituire il nostro punto di riferimento per capire e per decidere. In estrema sintesi possiamo dire che i risultati del nostro Ateneo appaiono buoni, anche se ci manteniamo sostanzialmente nella media, collocandoci in 21° posizione su 31 medi atenei, però nella parte più alta della zona rossa. Sassari è in testa in Italia in numerosi settori scientifico disciplinari, in Agraria, in Chimica, in Fisica, in Veterinaria, in Lettere, in Biologia. L’indicatore delle eccellenze è massimo per Agraria, Chimica e Farmacia, Scienze della Natura. Il nostro Ateneo ha una qualità della ricerca superiore alla media nazionale in ben otto delle quattordici aree scientifiche. Infine, sul piano del trasferimento tecnologico abbiamo risultati in qualche caso doppi rispetto alla nostra potenzialità.

Se dovessimo fare una classifica tra i dipartimenti, dovremmo citare nell’ordine il Dipartimento di architettura e il Dipartimento di scienze economiche, che superano la mediana nel coefficiente sui prodotti della ricerca in due aree. A medicina, buoni i risultati del dipartimento di Scienze biomediche e del dipartimento di Medicina clinica nell’area delle scienze mediche, il secondo anche in scienze biologiche. Il dipartimento di scienze politiche, della comunicazione e ingegneria dell’informazione si segnala in tre aree. Ottimo il risultato del dipartimento di storia, scienze dell’uomo e della formazione e del dipartimento di scienze umanistiche nell’area delle scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico artistiche. Positivo anche il dipartimento di Agraria, nell’area delle scienze agrarie.

Nella classifica Censis-Repubblica, più aggiornata, in quanto ha il vantaggio di misurare anche i risultati degli ultimi tre anni, l’Università di Sassari avanza dal quarto al terzo posto tra i medi Atenei, con un punteggio di 98,9 punti che ci pone al terzo posto tra tutti i 59 atenei italiani, con Architettura che avanza dal secondo al primo posto. Medicina Veterinaria passa addirittura al secondo posto, recuperando decine di posizioni. Medicina e Chirurgia è in sedicesima posizione su 37 università, guadagnando 10 posti. Odontoiatria è ottava su 33 Atenei. I linguisti sono al 12° posto su 41 concorrenti. Giurisprudenza si colloca in 16° posizione su 47 atenei.

Per un Ateneo generalista come il nostro, il successo appare dunque su quasi tutta la linea. Nell’incontro del 15 ottobre, la comunità universitaria ha discusso i risultati e si è interrogata sugli spazi di miglioramento esistenti, sulle scelte strategiche da portare avanti in tema di reclutamento, sugli effetti che la valutazione deve produrre a tutti i livelli, sugli impegni che i dipartimenti si propongono di assumere per individuare le criticità in molti settori scientifico disciplinari. Siamo convinti che occorra una riflessione approfondita, senza indulgenze e di forte autocritica da parte delle Università, ma anche del Ministero in rapporto ai criteri utilizzati nelle singole aree, qualche volta discutibili e contraddittori, anche a causa dell’eterogeneità dei dipartimenti.

Ma siamo qui per costruire e saremo aiutati in questo sforzo dal nuovo Presidio di qualità e dal Nucleo di valutazione, impegnati con le Commissioni paritetiche dei dipartimenti con lo scopo di migliorare gli indicatori di performance relativi alla formazione, di razionalizzare l’offerta formativa, di definire le modalità di accreditamento delle sedi e fissare i criteri per la istituzione dei corsi di dottorato, di migliorare e potenziare le attività di ricerca.

Non posso soffermarmi  qui sugli obiettivi raggiunti nel corso di questo anno intenso, pieno di risultati, che ha visto il coinvolgimento di tanti attori: il Ministro Barca, il Rettore Carrozza, il Ministro Profumo. Abbiamo incontrato autorità e rappresentanze di sindacati, associazioni, istituzioni, decine di delegazioni internazionali, ci siamo battuti in Consiglio Regionale, in Commissione bilancio, in Commissione cultura, dove abbiamo raccolto solidarietà e comprensione.

Al centro della vita dell'Ateneo vanno le politiche di pari opportunità, definite attraverso il Comitato Unico di Garanzia e il Codice di condotta, ma anche in numerosi incontri scientifici, come il convegno su “Il vecchio e il nuovo del mobbing” svoltosi il I marzo 2013, che porteranno a profonde modifiche statutarie.

È proseguita la strategia di sviluppo delle sedi decentrate, ad Olbia, a Nuoro, a Oristano, in collaborazione con i Consorzi e le istituzioni locali. Ad Alghero arriveremo alla liquidazione della Società consortile e stabilizzeremo il dipartimento di Architettura, design e urbanistica aperto verso la Catalogna e il Mediterraneo, con una dimensione sempre più internazionale.

Rimando alla relazione scritta, articolata in sei aree strategiche caratteristiche, in tre aree di supporto e in due aree generali, ricalcando il piano della performance che misura l’impegno di tutti. Nel settore della didattica, dell'orientamento e dei servizi agli studenti si segnalano i risultati delle mobilità internazionali studentesche, inserite nella prospettiva del Programma Erasmus e orientate verso la nuova fase del processo d’integrazione nello “Spazio europeo dell’istruzione superiore”. L'Università si è distinta per la capacità di attrarre i finanziamenti europei per borse di studio e di tirocinio all’estero. In particolare per l’Erasmus Placement l’Ateneo ha confermato anche quest’anno il suo primato nazionale.

In tutte le attività culturali, sportive e ricreative abbiamo lavorato assieme alle associazioni studentesche impegnate in un programma di iniziative autogestite, concluse con la tradizionale festa degli universitari in piazza di Piazza Tola. E poi i Goliardi, l’Associazione dei Dottori di Ricerca, l’Associazione degli Alumni dei nostri Laureati. La presenza di Antonello Mattone e Gavino Mariotti  ai vertici del Conservatorio di musica e dell'Accademia di belle arti rappresenta un'opportunità per promuovere sinergie e azioni comuni.

Dopo la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione, dobbiamo riprendere positivamente i rapporti con l’ERSU, per arrivare rapidamente alla realizzazione del nuovo campus universitario e al completamento del progetto della Brigata Sassari; per garantire nuovi servizi e tariffe agevolate, per rilanciare il servizio ambulatoriale agli studenti fuori sede, le attività culturali, divulgative e informative comuni.

Sul piano della didattica, l’anno accademico appena trascorso è il primo nel quale il nuovo assetto organizzativo stabilito dallo Statuto con i 13 dipartimenti ha trovato piena attuazione. Sono attivi attualmente 51 corsi di laurea, di cui 27 lauree triennali, 6 lauree a ciclo unico e 18 lauree magistrali. Si deve aggiungere la magistrale di Agraria interateneo e quella internazionale di pianificazione e politiche per la città attivata con università spagnole e portoghesi. Per la prima volta l'iter di attivazione ha comportato la compilazione delle schede SUA, con l’esperienza di autovalutazione attraverso i Rapporti di Riesame. Al termine dell’intera procedura, tutti i corsi di studio e le relative sedi hanno ottenuto l’accreditamento da parte del Ministero.

Nell’ultimo anno si sono iscritti ai corsi di studio 14.237 studenti, circa 600 in meno rispetto all’anno precedente. Poiché si mantiene stabile la percentuale di matricole che accede al sistema universitario per la prima volta (poco più di duemila) la riduzione degli iscritti deriva dalla consistente riduzione di studenti fuori corso. Mediamente i laureati sono 2.200 l'anno, dunque più numerosi delle matricole e aumenta gradualmente la percentuale di coloro che concludono gli studi nei tempi canonici. Nel nuovo anno, l’andamento delle iscrizioni lascia presumere che il numero degli studenti rimarrà sostanzialmente invariato.

Nell’ultimo anno le 51 Scuole di specializzazione, le 11 Scuole di Dottorato e gli 11 Master hanno avuto 1.380 iscritti. Nel 2013 hanno conseguito il titolo 131 specializzati e e 96 dottori di ricerca, molti stranieri. Cinque master internazionali di secondo livello e due di primo sono stati finanziati dalla Regione.

Sono esonerati dal pagamento della seconda e  terza rata di immatricolazione gli studenti che hanno conseguito il diploma di maturità con lode e gli studenti regolari e in corso che conseguano il titolo finale con una votazione di 110 e lode entro la sessione estiva. Nella giornata di ieri abbiamo premiato per la quinta volta con il rimborso della prima rata delle tasse i nostri studenti migliori.

Abbiamo portato rapidamente a conclusione il corso di Tirocinio Formativo attivo per insegnanti, per 45 unità, con il coinvolgimento di molti Istituti scolastici. Per i dottorati di ricerca, abbiamo reperito quasi 50 nuove borse presso la Regione Sarda, la Fondazione Banco di Sardegna, i Comuni, l'INPS. Il risultato finale va oltre ogni previsione, in termini di risorse disponibili in base alla premialità con un forte impegno dei direttori delle scuole.

L’idea di orientamento promossa dall'Ateneo parte dalla centralità della persona. L’esperienza pluriennale maturata in questo campo dal Centro Orientamento, dal Servizio di counseling psicologico e di coaching OrientAzione, dal progetto STUD.I.O. e dal Servizio di Job Placement è parte integrante del modello e fa emergere la necessità di una stabilizzazione del sistema, con un allargamento progressivo della lotta alla dispersione, che passa attraverso le nostre straordinarie giornate dell’orientamento.

Il Centro Linguistico di Ateneo adotta un nuovo progetto formativo e organizzativo, che prevede l’allestimento di tre poli didattici oltre alla sede centrale del CLA e alle sedi decentrate. Ci battiamo per la promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna, soddisfatti per la sia pur tardiva approvazione da parte della Regione del nostro Progetto di formazione rivolto agli insegnanti.

Il nuovo Regolamento della Commissione per le Problematiche degli studenti disabili ha imposto una profonda revisione del servizio di tutorato, che è stata possibile grazie all'impegno del delegato e degli uffici. Si è svolto l'annuale concorso di sensibilizzazione sui temi della disabilità riservato alle classi degli ultimi anni delle scuole superiori. La Commissione ha lavorato a migliorare l'offerta dell'Ateneo nei confronti degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento.

Lo sport diventa sempre più una componente della formazione universitaria: d'intesa con il CUS, circa 700 studenti universitari hanno praticato, presso gli impianti di S. Giovanni, numerose discipline. Uguale sviluppo hanno avuto le attività musicali e il Coro, che ha partecipato a manifestazioni celebrative e congressuali in campo locale e nazionale.

Imponente sviluppo hanno conosciuto le attività di ricerca e trasferimento tecnologico, indirizzate al miglioramento del posizionamento dell’Ateneo anche attraverso un sistema di autovalutazione che ha coinvolto l'Università di Roma "Tor Vergata", arrivando all’analisi bibliometrica dei prodotti della ricerca del quinquennio nelle aree scientifico-sperimentali. È stata effettuata disdetta del contratto di comodato d’uso del Centro di Tramariglio con scadenza al 2014 e si è approvato il nuovo accordo con Porto Conte Ricerche, che riconosce all’Ateneo un ritorno economico a favore della ricerca. Il CORISA viene liquidato in questi giorni. Anche il testo dell’accordo quadro tra Università di Sassari e CNR sarà rivisto, attraverso il coinvolgimento della Regione e dei centri di ricerca.

L'Ateneo ha ottenuto consistenti finanziamenti nazionali, con i PRIN e i FIRB: ne cito uno solo in Futuro in ricerca, assegnato la settimana scorsa a due giovani ricercatori di Agraria, Alberto Atzori e Francesco Fancello, per 356 mila euro sulla pecora da latte. Nell’ambito della Legge Regionale sulla ricerca, abbiamo superato i 19 milioni di euro per i progetti di ricerca di base e un milione e mezzo per i bandi tender, più la convenzione sulla premialità. Con 6.,3 milioni sono stati finanziati il Centro Servizi di Ateneo per la Ricerca e il Centro Interuniversitario sulle tecnologie per i beni culturali.

Nell’ambito del finanziamento per il rientro dei cervelli, stiamo assumendo 7 ricercatori a tempo determinato. Il recente bando del Programma Master and Back dell’Università di Sassari prevede l'attribuzione di complessivi 31 assegni di ricerca.

Sono stati definiti gli ambiti di intervento del Fondo Sociale Europeo per i grandi progetti di Ateneo, Dottorati di Ricerca con 20 posti aggiuntivi, 21 ricercatori nell’area scientifica, 8 nell’area umanistica e delle scienze sociali, con un investimento di 4,3 milioni; 14 assegni di ricerca nell’ambito della conservazione e restauro dei beni culturali. Inoltre 20 assegni di ricerca in forma associata con enti di ricerca e imprese. Abbiamo ottenuto finanziamenti per i laboratori ad alta tecnologia innovativa con 3,5 milioni di euro e per il Laboratorio per le prove meccaniche sui materiali tradizionali per l’edilizia con 750.000 euro. Nell’ambito della Legge regionale sono inoltre disponibili 600 mila euro per il finanziamento dei Visting Scientists e una cifra analoga per 4 posti per Ricercatore a Tempo Determinato.

L’Ufficio Trasferimento Tecnologico si occupa della diffusione della cultura di impresa e della tutela della proprietà intellettuale, con il sostegno alla brevettazione.. L'ufficio gestisce circa 8 milioni di euro del progetto INNOVARE. È in fase di avvio un incubatore universitario cittadino di impresa in Via Rockfeller. L’Ufficio coordina 11 spin off e ha partecipato al 1° Salone dell’Innovazione in Sardegna, tenutosi a Cagliari.  Il 1° ottobre è si è svolto l’evento finale della start Cup regionale, presso la Camera di Commercio di Sassari, che ha premiato l’idea di un dispositivo elettronico in grado di leggere le vibrazioni nel polso. Nei giorni scorsi a Genova la nostra Università è stata indicata come sede per la fase finale del Premio Nazionale dell’Innovazione 2014, alla quale parteciperanno 40 atenei.

Nell'ambito della programmazione, acquisto e gestione di tecnologie e attrezzature scientifiche e sanitarie si è emanato il secondo Bando, che ha raccolto 50 progetti e ha evidenziato notevoli criticità nell’adeguamento tecnologico del nostro Ateneo rispetto alle esigenze di una attività di ricerca e assistenziale al passo con i tempi.

Grazie alla disponibilità dei fondi FAS, l'Ateneo ha disposto l’affidamento del progetto preliminare di Orto Botanico, nell’Area di Piandanna, con lo scopo di garantire la conservazione della biodiversità della Sardegna nel più vasto contesto mediterraneo.

Chiudiamo il Programma quinquennale di Cooperazione Italia/Francia “Marittimo” con un finanziamento di 1,4 milioni di euro e il Programma transfrontaliero ENPI col progetto ARCHEOMEDSITES, finanziato con due milioni di euro.

Le attività condotte nell'ambito della Progettazione Europea si sono indirizzate al consolidamento della attività formative verso i giovani ricercatori dell’Ateneo e il persona ???, in collaborazione con la Camera di Commercio e la Provincia di Sassari, che hanno sostenuto il Centro interuniversitario sulla nautica con Pisa e Genova.

L’Università partecipa ad una pluralità di consorzi universitari, a società miste e a centri di competenza per il trasferimento tecnologico con lo scopo di sostenere un ambiente di ricerca fortemente interdisciplinare, in settori strategici quali: la diagnostica e la ricerca medica, la conservazione dei beni culturali, il trasferimento tecnologico, la prevenzione dei rischi ambientali, le biotecnologie, le agrorisorse, il settore aerospaziale.

I ricercatori dell'Ateneo hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, che sono in dettaglio ricordati nella relazione scritta.

L’attività di internazionalizzazione della nostra Università, pur condizionata dal grave nodo dei trasporti, si è sviluppata attraverso la partecipazione alle reti: delle Università catalane, delle Università insulari e delle Università mediterranee. L’Assemblea annuale del Reseau d'excellence des Universités insulaires e l'elezione del nuovo comitato di governo RETI si è tenuta il 21 Giugno a Porto Conte, in coincidenza con il: Symposium “I mari delle isole”.. L’Ateneo aderisce all’ Associazione Uni-Italia, con un progetto, promosso e gestito dalla Fondazione Italia-Cina e realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.

Passando alla Medicina universitaria, il percorso di integrazione della AOU di Sassari ha raggiunto molti degli obiettivi prefissati. È in atto con i Vertici Aziendali un proficuo rapporto che mira ad ottenere i migliori risultati nell’ambito delle attività assistenziali nel rispetto della integrazione delle funzioni della AOU: assistenza, didattica e ricerca, anche se il quadriennio di sperimentazione a livello nazionale ha superato il decennio senza che si sia affermato un modello aziendale unico pure previsto dal legislatore.. L’Organo di indirizzo ha incominciato ad espletare le sue funzioni istituzionali. L’approvazione dell’Atto Aziendale da parte della Regione dopo un anno di attesa consentirà all’AOU di confermare la propria struttura e identità.

L’Ateneo ha liquidato in questi giorni le indennità assistenziali previste dalla legge 517 del 1999 e mai erogate in Sardegna, unica regione italiana: la ASL 1 e l’AOU hanno riconosciuto un debito di 4,2 milioni per i medici che hanno vinto la causa al Consiglio di Stato. Nel frattempo l’AOU sta liquidando gli arretrati del 2012 e ha messo a regime il 2013. Anche in questo caso l’Ateneo è stato costretto a rimediare ai ritardi del Servizio Sanitario Regionale.

Riteniamo urgente favorire l’instaurarsi di un corretto rapporto tra le rappresentanze sindacali dell’Università e i Vertici Aziendali e definire la collaborazione del personale tecnico amministrativo, in servizio presso le strutture aziendali con compiti di supporto all’assistenza, secondo quanto previsto dall’art. 64 del Contratto Nazionale di lavoro. Occorre ricollocare in ambito assistenziale l’esiguo contingente di personale universitario di area tecnica attualmente escluso.

Molti gli obiettivi conseguiti nell’ambito delle nuove attrezzature sanitarie: è stata installata ed è funzionante la PET/TC a 128 strati. questo traguardo finalmente raggiunto permetterà ai malati del territorio, affetti da patologie oncologiche, neurologiche e infettive, di evitare viaggi della speranza. Sono stati installati e sono funzionanti un nuovo apparecchio radiologico digitale localizzato nella sezione del palazzo Clemente, tre ecografi ad alta fascia, ed è stata conclusa la gara per la TAC simulatore per la radioterapia. È stata inaugurata la Terapia intensiva neonatale, unico Centro di riferimento del Nord Sardegna.

Riguardo  all'area strategica relativa allo sviluppo socioeconomico del territorio, il network strategico INN.TE con la Camera di Commercio intende creare sinergie per cogliere le sfide e intervenire a vantaggio del tessuto imprenditoriale locale, attraverso campi comuni d’intervento, in un’ottica di sviluppo territoriale integrato. La Camera sosterrà l’Incubatore Universitario e definirà un percorso volto a creare sinergie per le start up innovative e i servizi offerti a favore delle imprese.

Numerose le iniziative portate avanti con la Provincia e il Comune di Sassari, che ha disposto nel suo bilancio le risorse necessarie alla costituzione della Società Farmacia comunale, con la partecipazione dell’Università al 49%. Si è attivata una convenzione con l’ATP e il Comune per il Progetto Brincus che ha visto l’attuazione di una linea riservata agli studenti dalla città verso le strutture sportive del CUS a San Giovanni, all'interno del più ampio progetto Unicittà cofinanziato dall’ANCI. Più in generale apprezziamo l’intensacollaborazione con il Comune, anche se occorre  rilevare i ritardi nella concessione delle Autorizzazioni edilizie richieste, in merito alle opere finanziate e in attesa di appalto.

La lista delle presenze dei delegati sul territorio per convegni e dibattiti ma anche per cerimonie è molto estesa, su temi che riguardano le politiche di sviluppo. I dipartimenti sono stati in prima linea promuovendo incontri scientifici e seminari di livello internazionale, con il coinvolgimento di molte Società scientifiche. Siamo arrivati alla firma del Protocollo d'intesa sugli appalti pubblici con gli Stati generali delle Costruzioni della Provincia. Si è avviata la trattativa per un nuovo protocollo d'intesa con l'Istituto Zooprofilattico, in relazione alla possibilità di presentare un progetto di ampliamento edilizio nell'area di Monserrato.

Nel corso dell'anno accademico, l’impegno del nostro Ateneo nel campo della Chimica Verde e della Chimica Sostenibile si è concretizzato in una serie di contatti con le aziende del gruppo Eni/Novamont/Matrìca, con le riunioni del tavolo tecnico dove abbiamo svolto una funzione critica ma costruttiva. La Regione non ha ritenuto opportuno inserire tali tematiche all’interno dei Tender. Tra le principali iniziative, il Master Internazionale “Chimica Verde” e una serie di convegni in collaborazione col Consorzio Industriale, con la Divisione di Chimica Organica e col CNR.

Il Sistema Bibliotecario dell’Ateneo ha portato a compimento il complesso processo di riassetto strutturale e organizzativo avviato un anno fa. Le difficoltà di carattere amministrativo, che avevano portato alla sospensione degli acquisti di libri e dei rinnovi degli abbonamenti ai periodici cartacei ed elettronici, sono state finalmente superate: la macchina ha ripreso a funzionare a regime. Le Biblioteche rimangono aperte mediamente 60 ore per settimana, erogano annualmente oltre 125.000 prestiti al pubblico e più di 5.000 prestiti interbibliotecari e gestiscono 1.350 abbonamenti. È stata restituita l’autonomia funzionale alla Biblioteca di Scienze Giuridiche Olives. Contestualmente la “Pigliaru” è stata ridenominata Biblioteca delle Scienze Sociali.

Abbiamo partecipato a incontri col Ministero per i Beni Culturali per favorire il trasferimento dei 300.000 volumi della Biblioteca Universitaria nel Complesso di Piazza Fiume. Nelle prossime settimane si prospetta la cessione all’Università dei locali storici della Biblioteca Universitaria da parte del Demanio, che contiamo di occupare a gennaio. Siamo protagonisti nell’attuazione del progetto della Biblioteca Scientifica Regionale. In quest’ambito, l’archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Università di Sassari UnissResearch diventa un fiore all’occhiello che si consolida nei contenuti.

La riflessione sul patrimonio storico, culturale, materiale e immateriale, dell’Università è andata maturando in questi ultimi anni, anche grazie alle idee e agli studi scaturiti dalle celebrazioni dei 450 anni e in generale agli studi storici sul contesto urbano e territoriale sassarese. Il Museo Scientifico, con sede presso il Polo bionaturalistico dell’Ateneo, in attesa della conclusione dei lavori nella sede definitiva, utilizza lo spazio espositivo individuato nel locale al piano terra della struttura cupolata di Piandanna. Entro le prossime settimane sarà trasferita dai locali di via Vienna la nostra Collezione di Fisica.

L’attività edilizia dell’Ateneo è in pieno sviluppo, nell’ambito del Programma triennale delle opere pubbliche dell'Ateneo. Un importante evento per il territorio è stata la acquisizione dei fondi FAS del Piano per il Sud: l’Ateneo ha predisposto il Programma Operativo per un importo totale di oltre 80 milioni. La Regione deve rapidamente procedere alla predisposizione di un Accordo di Programma Quadro che conterrà la tempistica di realizzazione delle opere. L'Ateneo ha provveduto ad aggiornare la sua programmazione interna con invio delle schede di cantierabilità e con una rimodulazione del cronoprogramma che eviti la perdita del finanziamento. Sono previsti 14 interventi, l’edificio di Via del fiore bianco, gli impianti sportivi, Largo Porta Nuova, il Polo naturalistico di Piandanna e l’Orto botanico, il Dipartimento di Agraria in Viale Italia, le Aziende S. Quirico, S. Lucia, Surigheddu, Ottava, l’Azienda zootecnica di La Crucca, gli edifici di Monserrato per Veterinaria e Chimica e Farmacia, il polo umanistico di via Roma e Via Diaz, i Palazzi dell’Amministrazione Centrale, Estanco, Zirulia; infine la ristrutturazione della sede del dipartimento Economia.

Lascio da parte le numerose iniziative edilizie portate a conclusione nell’ultimo anno, ricordando che sono aperti i seguenti cantieri: nuove aule biblioteca del Dipartimento di Agraria, con il parcheggio di Via dei Mille; facciate Palazzo Ciancilla; Ufficio SPPIS in Via Vienna; aula negli spazi ex Matematica e Fisica; nuovi spazi di Via Vienna e di Via Muroni per il trasferimento dei dipartimenti. Tra le principali iniziative manutentive, di risparmio energetico e di sicurezza, risultano eseguiti nell'ultimo anno circa 500 interventi sugli edifici e sulle aree verdi da parte dell’Ufficio Tecnico, a cui si è fatto fronte con oltre 2,5 milioni di euro.

Tra le ulteriori iniziative in avvio o programmazione: parcheggi nell’area di Igiene, piano per l’adeguamento normativo antincendio degli edifici universitari, piano per l’abbattimento di barriere architettoniche, piano per il contenimento dei costi di gestione e manutenzione degli edifici. Inoltre contenimento dei costi delle utenze elettriche, mediante ricorso al mercato dell’energia e ad una politica di certificazione energetica degli edifici; avvio del piano delle aree verdi, ludiche e sportive. Per quanto riguarda l’impianto di cogenerazione in Via Piandanna, si è in attesa di ricevere la bozza della convenzione in relazione alla nuova normativa.

In materia di edilizia sanitaria, si sono quasi conclusi i procedimenti edilizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia, seguiti direttamente dall’Ufficio Tecnico: l’auspicio è quello  di poter rapidamente arrivare al trasferimento del nuovo reparto di malattie infettive.

Sono seguiti invece dall’Azienda Ospedaliero Universitaria lavori edili per oltre 7,5 milioni di euro, di cui solo 2,5 effettivamente erogati. È urgente la ristrutturazione del piano secondo della palazzina della Clinica Neurologica da destinare all’istituto di Neurologia e i lavori per il reparto di terapia radio metabolica, i nuovi laboratori per il dipartimento di scienze biomediche.

Nell'ambito dell’area strategica di supporto Innovazione tecnologica e strumentale, particolare sviluppo hanno avuto le Piattaforme informatiche, telematiche, diffusione di conoscenze. Risultano già realizzati: il trasferimento del CED in Via Rockfeller e l’installazione di nuovi server, con l’utilizzo della fibra ottica per il collegamento tra gli insediamenti universitari. Sta partendo il servizio telefonico supportato dalla rete (VOIP); viene attivato il collegamento con Alghero e la rete GARR per Tramariglio.

L’Ateneo si è dotato di un Sistema Informativo, sia sotto il profilo contabile che amministrativo, capace di rispondere in maniera efficace alle molteplici sollecitazioni provenienti sia dall’interno della comunità universitaria, a supporto dei processi decisionali legati alle attività di pianificazione, programmazione e controllo di gestione, che dai vari stakeholders istituzionali. Il risultato più evidente, all’interno del progetto integrato U-GOV, è quello relativo all’introduzione del sistema ESSE3 per la gestione degli Studenti e della Didattica in sostituzione del precedente sistema GISS, ormai tecnologicamente superato.

L’area della programmazione, bilancio e innovazione manageriale nell’anno trascorso è stata caratterizzata dallo svolgimento delle attività necessarie per adeguare il sistema amministrativo-contabile alle novità previste dalla legge 240. Nello specifico, l’introduzione della contabilità economico-patrimoniale in linea con la programmazione di Ateneo ha richiesto un’intensa attività di formazione generale e operativa diretta al personale amministrativo, l’introduzione di nuovi meccanismi contabili, la predisposizione del regolamento. L’encomiabile sacrificio al quale il personale amministrativo tutto si è sottoposto ha già dato primi risultati in termini di miglioramento dell’affidabilità e della tempestività delle informazioni.

Ogni sforzo sarà fatto per migliorare gli indicatori “Spese di Personale”, “Spese per Indebitamento”, “Situazione economica finanziaria”, che sono in netto miglioramento, anche se il rapporto tra FFO/Spese di personale è ancora all'84% circa, collocandoci agli ultimi posti in Italia a causa del taglio del FFO. È paradossale che nel calcolo il Ministero non riconosca lo scorporo per gli stipendi al personale sanitario e non utilizzi in modo adeguato i dati della valutazione ANVUR sulla qualità della ricerca.

In tema di Personale e relazioni sindacali abbiamo fatto molta strada: nel testo concordato in sede di contrattazione collettiva integrativa il 7 maggio sono state disciplinate le posizioni organizzative, le funzioni specialistiche e di responsabilità, sono stati individuati i requisiti essenziali per poter ricoprire tali posizioni e funzioni, sono state determinate le risorse appositamente dedicate, sono state assunte decisioni in merito al lavoro straordinario e altre indennità accessorie.

Un significativo passo in avanti è stato compiuto in tema di patrimonio: è nostro intendimento arrivare, entro i primi mesi del 2014, all’interazione dei dati del Patrimonio mobiliare e del Patrimonio immobiliare, implementandoli con l’attivazione di un sistema satellitare GIS.

L’attività dell’Avvocatura di Ateneo ha registrato una riduzione dell’instaurazione di nuovi giudizi, mentre hanno trovato positiva soluzione stragiudiziale numerosi contenziosi - in atto o potenziali - anche in ragione di una costante attività consultiva assicurata alle Strutture e agli Uffici investiti di funzioni amministrative e gestionali.

Autorità, cari colleghi, cari studenti,

a giorni conosceremo i risultati delle abilitazioni nazionali: Voglio rivolgere un affettuoso in bocca al lupo ai nostri colleghi che hanno partecipato a questa sorta di rito iniziatico, con la speranza di un successo personale che sarà anche un successo per tutto l’Ateneo. Siamo vicini anche a tutti coloro che subiranno una battuta d’arresto determinata spesso non da loro colpe ma solo dalla casualità delle alleanze nelle commissioni nazionali e da un sistema di valutazione che è ancora in una fase di difficile sperimentazione. Voglio esprimere solidarietà e vicinanza a tutti coloro che hanno lavorato intensamente in questi anni e colgo l’occasione per annunciare che l’Ateneo si impegna ad arrivare rapidamente alla presa di servizio dei nuovi professori associati e ordinari, con l’utilizzo di tutte le risorse in punti organico disponibili, in particolare quelle provenienti dal piano straordinario.

Rivolgo un grazie speciale ai docenti, agli amministrativi, ai tecnici e ai bibliotecari che con il I novembre sono andati in pensione: con loro continuerà un rapporto che non sarà solo di riconoscenza e di amicizia ma di collaborazione e di impegno. Infine consentitemi un pensiero per coloro che ci hanno lasciato, il Rettore emerito Giovanni Palmieri, Maurizio Longinotti; alcuni anche in giovane età, come i nostri Francesco Farace e Laura Morelli.

Con oggi si apre l’ultimo anno del nostro mandato e si dà avvio alla campagna per l’elezione del nuovo Rettore, che dovrà affrontare difficoltà e problemi giganteschi causati dalle politiche distruttive e di disfacimento fin qui proposte a livello nazionale: il dibattito che si sta sviluppando sulla stampa a proposito dell’autoriforna del sistema universitario sardo può essere salutare. Nel formulare gli auguri a tutti noi, volevo rinnovare un impegno, quello di continuare a lavorare fino all’ultimo minuto assieme ai delegati e al personale tecnico e amministrativo, per risolvere i problemi concreti giorno dopo giorno. Volevo allora invitare tutti noi a un ulteriore sforzo a favore dei nostri studenti e del nostro Ateneo. Con la passione e l’impegno di sempre.

Dichiaro aperto il 452° anno accademico dell’Ateneo.