Cartagine: primo tentativo di ricostruzione dei porti con l’IA

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CARTAGINE

Le informazioni sui porti cartaginesi derivano quasi esclusivamente da autori esterni (greci e romani)

Descrizioni dirette o rilevanti del porto: Appiano, Libyka (o Historia Romana, libri sulla guerra punica): Fonte principale per la descrizione tecnica del porto (doppio bacino: commerciale + militare con isola centrale); Strabone, Geografia XVII: Cenni topografici su Cartagine e sul sistema portuale; Diodoro Siculo, Bibliotheca historica:  Informazioni indirette su flotta e infrastrutture; Polibio, Storie Non descrive nel dettaglio il porto, ma è fondamentale per il ruolo strategico navale di Cartagine; Livio, Ab Urbe condita  Informazioni indirette durante le guerre puniche.

Altre fonti utili (più indirette): Plutarco (vite di personaggi romani coinvolti nelle guerre puniche), Cassio Dione, Silio Italico, Punica, Cornelio Nepote

Quasi tutta la documentazione cartaginese è perduta dopo il 146 a.C.

Restano:  – Periplo di Annone (V sec. a.C., traduzione greca): Testimonia competenze nautiche e organizzazione portuale; Trattato agricolo di Magone (frammenti latini); Iscrizioni puniche Dati indiretti (dediche, amministrazione, culti portuali); Plauto, Poenulus Testimonianza linguistica punica (molto indiretta).

Dalle fonti emerge che Cartagine aveva un porto artificiale (cothon) altamente organizzato, struttura a due bacini:, rettangolare commerciale), circolare militare con isola centrale (ammiragliato); ingresso stretto e difeso (catene, mura).

L’immagine IA è imperfetta, perché l’urbanistica era al servizio della strategia militare e i due porti erano entro le mura (intervento di Attilio Mastino al Dipartimento di Architettura e Urbanistica di Alghero).