L’onomastica dei Sardi della Baerbaria in età romana
La condizione molto modesta di una parte della popolazione della Barbagia è sicura, documentata anche dall’uso del nome unico d’origine indigena portato da “stranieri” privi della cittadinanza è ampiamente documentato per tutta l’età imperiale e oltre: una categoria importante all’interno del materiale onomastico è quella dei nomi unici o rarissimi, testimoniati in Sardegna per la prima volta o che comunque hanno pochi paralleli fuori dall’isola: si tratta probabilmente di nomi indigeni, che persistevano in età romana. L’elenco è davvero impressionante e in questa sede possiamo solo fare qualche esempio, con nomi forse declinati in dativo o in genitivo, oppure indeclinabili o femminili in –i, come a suo tempo supposto da Lidio Gasperini. Facciamo solo alcuni esempi di nomi unici, superando ormai l’elenco fornito da R.J. Rowland.
Bascio Losonis (filius) (CIL X 7870, Busachi)
Belsa Cariti (filia) (ILSard. I 196, Forum Traiani)
Beviranus (CIL X 7873, Busachi)
Bolcia (CIL X 7871, Busachi)
Caritus-Karitus-Charitus (AE 1992, 889, Borore)
Celele (AE 1980, 534, Bosa)
Curadro (CIL XVI 72, Ilbono)
Curelo Nercaụ(nis filia) (ILSard. I 212, Sedilo)
Disanirius Torceri f(ilius) (CIL X 7872, Busachi)
Foronto (AE 1992, 881, Sedilo)
Gauga Targuronis f(ilius) (CIL X 7874/5,Busachi)
Gins-ora (EE VIII 730, Macomer)
Gocaras Nercaunis (filius) (AE 1993, 846, Allai)
Hampsi-cora (Tito Livio, Cornus)
Hostus (Tito Livio, Cornus)
Ietoccor Torceri filius (AE 1993, 842, Busachi)
Miaric-ora Turi (filia) (AE 1993, 839, Busachi)
Mislius Cora[—] (ILSard. I, 176, Usellus)
Nercadau (CIL X 7888, Austis)
Nercau (AE 1992, 887, Aidomaggiore; vd. AE 1993, 846, Allai; ILSard. I 209, Samugheo; ILSard. I 212 e AE 1992, 885, Sedilo)
Nispeni (femminile, AE 1992, 888, Borore; AE, 1996, 821 Olbia)
Nispellus figlio di Pipedio, Ula Tirso, gli ultimi due da collegare con la giudicale Nispella
Tarcisius (figlio) di Tarincius (Zucca, Ula Tirso cit., p. 64)
Tarcutius e Tarsalia del diploma di Caius Tarcutius Hospitalis, figlio di Tarsalia, originario di Carales in Sardegna, da Seulo (CIL XVI 127)
Targuro padre di Gauga (CIL X 7874/5,Busachi)
Tarpalaris (CIL XVI, 79, Tortolì)
Tarsinnius di AE 1993, 837, Busachi
Tartalasso (ELSard. p. 655 B101f, Tertenia)
Tertellus padre di Urseccur (ELSard. p. 638 nr. B 127, Tertenia)
Torbenius Kariti (filius) (CIL X 7876, Busachi)
L(ucius) Valerius Torbenius Iunior (AE 2003, 820, Ula Tirso)
Torcerius, padre di Disanirius a Busachi, in CIL X 7872
Tubmar (CIL X 78768, Samugheo)
Tunila del popolo dei Caresii o dei Carensi (CIL XVI 40, Dorgali)
Turus Torveni (filius) (AE 1993, 840, Busachi)
Ursaris Tornalis (filius) (CIL XVI 9, Anela)
Urseccur figlio di Tertellus (ELSard. p. 638 nr. B 127, Tertenia)
Urseti Nercauni(s) (AE 1992, 887, Aidomaggiore)
Urseti Nispenini (AE 1992, 888, Borore), ecc.
Il diploma di Posada, recentemente scoperto ci fa conoscere i seguenti nomi unici che ci arrivano dal sostrato paleosardo: Bolgitta, Bonassonis, Iuri o Iurinis Tammugae filia Sordia (difficilmente Sarda), Tabilatis oppure Tabilas, Tisarenis o Tisare (AE 2013, 650).
E lasciamo da parte in questa sede l’onomastica documentata dalle tabellae defixionum.
I documenti presentati, alcuni recentissimi, ci dicono quali possibilità enormi abbiamo di ricostruire l’onomastica di sostrato paleosardo negli anni futuri.
Ad ambito punico andrebbero riferiti molti nomi, tra i quali il Qdabinel di Aidomaggiore (AE 1992, 886) o Hannibal del soldato congedato il 5 maggio 102 del citato diploma di Posada.
Numerose le attestazioni che ci rimandano alla cultura libica: a solo titolo di esempio Amitus in CIL X 7869, Samugheo, Amu[tius] di AE 1998, 679, Viddalba; Asadiso, figlio di Orsubal di Ula Tirso, AE 1998, 672 ; Iamucaris di AE 2006, 526, Samugheo; Monioriti di Ula Tirso in CIL X 7877; Qutusei di AE 1993, 837, Busachi.
Ad ambito iberico: Ubasus, Chilonis f(ilius) Niclinus di CIL X 7884, Austis; Caturo di AE 1978, 376, Austis.
Ad ambito celtico ad es. il Cirneti di ILSard. I 222 (Bitti) o il Carinus di CIL X 7878, Samugheo. Ampia l’attestazione di nomi di origine etrusca, come l’Aruntius di CIL X 7867, Samugheo.
Numerosi i nomi grecanici, per i quali si rimanda ai lavori di R.J. Rowland.
Complessivamente si arriva ad oltre un centinaio di casi di nomi documentati solo in Sardegna, distribuiti soprattutto nelle zone interne, diffusi anche in età imperiale: un’ulteriore dimostrazione dell’evidente attaccamento dei Sardi ad una tradizione precedente ancora vitale, non sempre punica, che in qualche caso riemerge nell’età giudicale, con riferimento all’aristocrazia locale. Un caso a sé è rappresentato dal cognome Sulguium Caralita(nus), che sembra il personaggio che ha provveduto alla sepoltura a Roma di un Bostare Sillinis f(ilius) nella seconda metà del I secolo a.C., dopo il processo di Scauro (CIL VI 13627).
L’esistenza di un fiorente mercato di schiavi nell’isola è ipotizzabile per tutta l’età imperiale, almeno indirettamente; alla fine del VI secolo il Papa Gregorio Magno avrebbe poi inviato il notaio Bonifacio in Sardegna con lo scopo di acquistare a buon prezzo un consistente numero di schiavi barbaricini, da destinare alla gestione di un asilo per poveri: certamente col tempo si erano verificate profonde trasformazioni nelle strutture della società sarda e nella concezione stessa dello schiavismo, ormai in piena decadenza. Eppure tutto ciò non può che rimandare a precedenti realtà, che ancora sopravvivevano in parte proprio nelle zone interne della Barbagia.
Bibliografia minima
R.J. Rowland jr., Onomastie Remarks on Roman Sardinia, <<Names», XXI, 2, 1973, pp. 82-102
R.J. Rowland jr,, Onomasticon Sardorum Romanorum,«Beiträge zur Namenforschung», 8, 1973, pp. 81 ss.
R.J. Rowland, Onomasticon SardorumRomanorum. Addenda, «Beiträge zur Namenforschung», 10, 1975, p. 420;
R.J. Rowland, OnomasticonSardorum Romanorum. Addenda Additis, «Beiträge zur Namenforschung», 12, 1977, p. 420.
A.. Mastino, A proposito di continuità culturale nella Sardegna romana, “Quaderni sardi di storia”, III, 1981-83, p. 194. P. Floris, Sintesi sull’onomastica romana in Sardegna, L’Africa romana XVIII: i luoghi e le forme dei mestieri: atti del 18. Convegno di studio, 11-14 dicembre 2008, Olbia, Italia. Roma 2010, Carocci editore, pp. 1693-1712.
A. Mastino, La romanità della società giudicale in Sardegna: il Condaghe di San Pietro di Silki, in Atti del Convegno Nazionale “La civiltà giudicale in Sardegna nei secoli XI-XIII. Fonti e documenti scritti”, a cura dell’Associazione “Condaghe S. Pietro in Silki”, Sassari-Usini, Marzo 2001, Sassari, p. 60.
R. Zucca, Ula Tirso. Un centro della Barbaria sarda, Dolianova 1999, p. 64
A.. Mastino, Storia della Sardegna antica, Nuoro 2005, pp. 530-531.
A. Ibba, Integrazione e resistenza nella provincia Sardiniae: Forum Traiani e il territorio circostante, in A. Ibba (a cura di), Scholia epigraphica, saggi di storia, epigrafia e archeologia romana, Ortacesus 2006, pp. 21 s. nn. 111 e 114.
P. Floris, Breve rassegna dell’onomastica paleosarda della Sardegna, in F. Doria et al. (a cura di), Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo, Skira editore, Milano 2021, pp. 175-181
P. Floris, L’onomastica della Sardegna romana dalla conquista al III secolo d.C., in La Sardegna romana e altomedievale. Storia e materiali, a cura di S. Angiolillo, R. Martorelli, M. Giuman, A.M. Corda, D. Artizzu (Corpora delle antichità della Sardegna), Carlo Delfino editore, Sassari 2017, pp. 207-214
L. Guido, “Die sardische Personennamen und die sogennante Sarditas: ein historisches Missverständnis?”, in SCI, 26, 2007, pp. 111-129.
L. Gasperini, Ricerche epigrafiche in Sardegna (II), in L’Africa Romana IX, Sassari 1992, p. 590.
A. Campus, Punico – Postpunico. Per una Archeologia dopo Cartagine, Tivoli, Edizioni Tored, 2012
.B. Cocco, A. Mastino, Servi, liberti, colliberti, ancillae nella Sardegna romana: nota su possibili continuità, eredità e trasformazioni, Studi in onore di Guido Clemente, Firenze 2018, in The Past as Present. Essays on Roman History in Honour of Guido Clemente edited by Giovanni Alberto Cecconi, Rita Lizzi Testa, Arnaldo Marcone (Studi e testi tardoantichi, Profane and Christian Culture in Late Antiquity, 17), Brepols Turnhout, Belgio 2019, pp. 459-505.
.M. B. Cocco, “La schiavitù nella Sardinia: sintesi dei dati alla luce della documentazione letteraria ed epigrafica”, in Esclaves et maîtres dans le monde romain. Expressions épigraphiques de leurs relations, a cura di M. Dondin-Payre, N. Tran, Roma, Publications de l’École française de Rome, 2017, pp. 297-318 (Collection de l’École française de Rome, 527)
M.B. Cocco, Servi e liberti, in La Sardegna romana e altomedievale. Storia e materiali, a cura di S. Angiolillo, R. Martorelli, M. Giuman, A.M. Corda, D. Artizzu (Corpora delle antichità della Sardegna), Carlo Delfino editore, Sassari 2017, pp. 233-240
A. Mastino, La Sardegna nel mondo romano fino a Costantino, UNICAPRESS 2024, I, II, III tomo: