Ricordando Anna Sommella Mura a Cagliari, 7 maggio 2026

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RICORDO DI ANNA MURA SOMMELLA (OROTELLI 1941- ROMA 15 APRILE 2024): la fuga attraverso il Tabularum capitolino di Domiziano

Da Tacito conosciamo gli eventi che portarono, nel 69 d.C., quattro generali degli eserciti romani dislocati in varie province dell’Impero, sul trono dell’Impero romano. Vitellio fu imperatore per otto mesi, eletto dalle legioni schierate nella regione del Reno. Negli scontri tra i seguaci di Vitellio e quelli di Sabino e di suo fratello Vespasiano, furono distrutti monumenti famosissimi della città, come il tempio di Giove Capitolino e il Tabularium, l’Archivio pubblico senatorio di Roma con tutte le tavole bronzee  relative anche ai possedimenti in ogni parte dell’Impero. Oltre al recupero dei documenti dall’Archivio, Vespasiano si occupò della ricostruzione dei monumenti distrutti e anche il Tabularium fu oggetto di profondi restauri. Tra le aree ancora in fase di ricostruzione alla morte dell’imperatore, vi era una lunghissima scalinata che collegava il Foro con le aree superiori del Tabularium. Questa scalinata era stata curata con grande attenzione sia dal punto di vista architettonico che ingegneristico, ma durante la fase di restauro, avvenuta dopo la morte di Vespasiano e il regno passato a Domiziano, il cantiere incaricato del restauro ricevette l’ordine di interrompere i lavori. La scalinata è completata solo per un terzo dei gradini totali, mentre tutti gli altri sono lasciati grezzi, con i blocchi che ancora recano i segni della cava di travertino, il materiale di cui sono fatti i gradini. Inoltre, l’ingresso dalla piazza del Foro fu completamente chiuso dalla costruzione di un tempio da parte di Domiziano in onore del Divus Vespasianus. Quest’azione fu ordinata direttamente da Domiziano che, ricordando le sue difficoltà nel Campidoglio durante l’infanzia, conosceva bene la topografia del Tabularium, che invece i soldati di Vitellio non erano riusciti a difendere. Di conseguenza, quando Domiziano salì al potere, chiuse queste scalinate che Tacito chiamava vie trascurate (neglectae), e quindi passaggi poco conosciuti.

LLe porticus, cui fa riferimento Tacito come esistenti sul lato destro del Clivo Capitolino, dovevano anche essere molto prossime alla strada in salita ed avere una data di costruzione che potrebbe adattarsi ai lavori curati dai censori del 174 a.C. Q. Fulvius Flaccus e A. Postumius Albinus: et clivum Capitolinum silice sternendum curaverunt et porticum ab aede Saturni in Capitolium ad senaculum, ac super id curiam.

Il fuoco, pertanto, favorito dagli edifici adaequabant dossati alle pendici meridionali del Colle, si estese

fino a raggiungere anche i piani alti del Tabularium publicum, causando, oltre ai guasti alle strutture del complesso, soprattutto pesanti danni ai documenti

custoditi, che vennero distrutti o resi illeggibili, ivi compresa la raccolta delle preziose tabulae aeneae

La Mura dichiara di aderire pienamente al quadro tracciato da Mastino 1993, pp. 108-115.

Anna Mura Sommella, Nuovi dati per una rilettura del Tabularium. La scala della Substructio, Bullettino della Commissione

Archeologica Comunale di Roma CXXV 2024, «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER Roma – Bristol (USA), pp. 117-128