Cronologia della “Tavola di Esterzili”.
238 a.C. Occupazione romana della Sardegna
115 a.C., 1 gennaio, il console Marco Cecilio Metello prende possesso della magistratura e quindi ottiene la provincia Sardinia.
115-111 a.C. Campagne contro i Sardi del console Marco Cecilio Metello. Vengono sottratte delle terre ai Gallilenses e effettuate assegnazioni viritane a favore dei Patulcenses arrivati dalla Campania al seguito del console sull’alto Flumendosa: l’ager quaestorius del Parteolla o della Trexenta viene assegnato ai Patulcenses immigrati, in particolare quelle da epoca antichissima dai Galillenses del Gerrei. I confini tra i due popoli sono tracciati dagli agrimensori in una tabula ahenea conservata a Carales in tabularium provinciae. Assegnazione ai Patulcienses anche degli agri deserti di Cornus (con gli Eutichiani campani).
111 a.C., 15 luglio. Il proconsole Marco Cecilio Metello trionfa sui Sardi. Forse una copia della mappa catastale è portata a Roma e depositata nel tabularium capitolino controllato dai questori del Senato.
84 a.C. Morte di Cinna. Primo incendio del tabularium publicum sul Campidoglio.
78 a.C. Consoli Quinto Lutazio Catulo e Marco Emilio Lepido. Dedica del tabularium costruito da Lucius Cornelius Luci filius Voturia tribu Architectus.
27 a.C., 13 gennaio. Augusto divide con il Senato il governo delle province. La Sardegna, provincia pacificata, è lasciata al popolo romano e dunque sottoposta all’amministrazione del Senato, attraverso proconsoli ex pretori.
6-9 d.C. Disordini in Sardegna di briganti e predoni; episodi di pirateria nel Tirreno. La Sardegna passa sotto il controllo di Augusto; il suo governo è affidato ad un equestre col titolo di prolegato; non dobbiamo pensare all’arrivo di un reparto legionario; più tardi la provincia, divenuta imperiale, è affidata a prefetti e procuratori dei diversi Augusti. Prefettura di Sesto Giulio Rufo sulla Coorte I dei Corsi e sulle civitates Barbariae in Sardinia.
19 d.C. 4000 liberti di religione egizia ed ebraica inviati in Sardegna contro le civitates Barbariae.
47 d.C. Restauri del tabularium publicum sotto Claudio.
65 d.C., aprile ?. Marco Iuvenzio Rixa, primo procuratore attestato in Sardegna dalla Tavola di Esterzili.
65-66 d.C. I Patulcenses Campani chiedono l’intervento del governatore contro i Galillenses che sono tornati in possesso delle terre dei loro avi e lo hanno fatto per vim: chiedono che i praedia agricoli a loro concessi da oltre un secolo tornino a loro. Prime pronunzie del procuratore.
66 d.C., stagione del raccolto. Ulteriori disordini.
66 d.C., aprile ?. Ultima pronunzia di Marco Iuvenzio Rixa.
66 d.C., I ottobre. Data limite per lo sgombero
66 d.C., 28 novembre. Nerone concede la libertà alla Grecia e dichiara la Sardegna provincia senatoria.
67 d.C., aprile ?. Il Senato prende nuovamente il controllo della provincia con proconsoli ex pretori. Il primo proconsole è Gneo Cecilio Semplice.
67 d.C., agosto ? Gneo Cecilio Semplice concede tre mesi ai Galillenses per la produzione di una mappa catastale, copia autentica di quella conservata nel tabularium principis del Palatino [forse in realtà nel tabularium capitolino].
67 d.C., I dicembre ?, scade improduttivamente la proroga di tre mesi per la produzione della prova.
68 d.C., 9 giugno. La liberta Atte arrivata a Roma da Olbia si occupa dei funerali di Nerone.
68 d.C., aprile. Arriva in Sardegna il proconsole Lucio Elvio Agrippa.
68 d.C., novembre. Prima sentenza con proroga di tre mesi (mora) per la presentazione della forma catastale da parte dei Galillenses.
69 d.C., I gennaio. Consoli Galba e Tito Vinio.
69 d.C., 15 gennaio. Consoli Otone e Tiziano.
69 d.C., I febbraio. Scade l’ultima proroga di tre mesi fissata ai Galillenses dal proconsole Lucio Elvio Agrippa per la produzione della forma in copia dal tabularium principis: senza di essa, farà fede la forma conservata nel tabularium provinciae a Carales.
69 d.C., I marzo, consoli Lucio Verginio Rufo e Lucio Pompeo Vopisco.
69 d.C., 13 marzo. Otone controlla la Sardegna e la Corsica. I Galillenses si scusano per non aver ancora presentato il documento richiesto che non sono riusciti a trovare nell’archivio imperiale sul Palatino e chiedono un’ulteriore proroga (mora litis). Il proconsole Lucio Elvio Agrippa, assistito dal legato Marco Giulio Romolo, dal questore Tito Atilio Sabino e da un gruppo di senatori e cavalieri, emette la sentenza definitiva ed ordina lo sgombero dei Galillenses dai territori assegnati da un secolo e mezzo ai Patulcenses Campani e conferma i precedenti provvedimenti di Metello, Iuvenzio Rixa, Cecilio Semplice. Il cancelliere del questore Gneo Egnazio Fusco trascrive la sentenza sul codice ansato (sulla cera).
69 d.C., 18 marzo. La sentenza è trascritta dal codice ansato a cura del cancelliere del questore Tito Atilio Sabino su una tavola di bronzo (la stessa poi rinvenuta ad Esterzili). 11 testimoni certificano a Carales l’autenticità del documento. Lo scriba Gneo Egnazio Fusco lo rilascia su richiesta ed a spese dei Patulcenses Campani vincitori nella causa, che lo espongono in un loro villaggio.
69 d.C., I aprile. Scade il termine definitivo fissato per i Galillenses dal proconsole Lucio Elvio Agrippa. Sgombero delle terre occupate per vim sull’alto Flumendosa. Arriva un altro governatore.
69 d.C., 19 dicembre. Negli scontri tra i sostenitori di Vitellio e quelli di Vespasiano viene incendiato il tabularium capitolino a Roma, vicino alla curia senatoria. Si distruggono o vengono danneggiate tutte le carte catastali e gli altri preziosi documenti incisi su bronzo.
73 d.C. Vespasiano revoca la libertà alla Grecia. La Sardegna ritorna all’amministrazione imperiale sotto un procuratore di Augusto e prefetto di rango equestre (Sesto Subrio Destro). Vespasiano dispone la riproduzione in copia delle tabulae distrutte. Forse il tabularius provinciale rilascia a Carales ai procuratori imperiali delle copie della mappa catastale perduta nell’incendio del Campidoglio. Altre attività catastali nell’isola da parte degli agrimensori.
111-117 d.C. Nuovamente proconsoli del Senato in Sardegna.
Metà del II secolo d.C. La Sardegna nuovamente sotto amministrazione imperiale ?
174 d.C. La Sardegna torna all’amministrazione senatoria al posto della Betica devastata dai Mauri. Settimio Severo questore a Carales.
178-180 d.C. La Sardegna provincia imperiale sotto il procuratore Quinto Bebio Modesto, negli ultimi anni di Marco Aurelio.

