La coorte dei Liguri sul Cogninas a Luguido e Portus Luguidonis

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  1. La cohors Ligurum equitata: Luguido

Nelle stesso sito di Luguido, partita per la Germania la coorte III Aquitanorum nell’età di Vespasiano, potrebbe esser stata stanziata la cohors Ligurum equitata e ancora più tardi la p(rima) oppure p(raetoria) cohors Sardorum[1]. La coorte di Liguri fu costituita inizialmente da soldati provenienti dalla grande Liguria, sostituiti progressivamente con dei Sardi[2].

Per precisare la collocazione militare, lungo la strada che chiamiamo a Karalibus Olbiam, staccatasi a Bonorva dalla via per Turris Libsonis, bisogna partire dall’epitafio della seconda metà del I secolo d.C., di M(arcus) Iunius Germanus sig(nifer) c(o)ho(rtis) Lig(urum), vissuto 50 anni, dopo 18 anni di servizio militare, dunque arruolato apparentemente forse con Vespasiano a 32 anni, arrivato al grado di portainsegne, con incarichi anche amministrativi e di gestione della cassa. Si segnala il possesso della cittadinanza romana prima del congedo e la sua morte in servizio a Tula (AE 1994, 795). Che si tratti di un reparto equitato siamo certi per il ricordo di un cavaliere anonimo nell’iscrizione frammentaria di Ruinas (AE 2014, 542)[3], forse relativa ad un eques iscritto alla tribù Velina: dovremmo allora pensare ad un cittadino romano con i tria nomina. Per definire la cronologia del trasferimento in Sardegna del reparto è fondamentale l’epitafio dell’ufficiale di cavalleria C(aius) Cassius P̣al(atina) Blaesianus, dec(urio) coh(ortis) Ligurum, princeps equitum, forse originario di Olbia, sepolto dall’amico Ti̲(berius) C̲lau̲dius Actes l(ibertus) Eutychus, negli ultimi anni di Nerone (ILSard. I 313)[4]. Dunque il reparto si trovava nel retroterra di Olbia durante l’esilio in Sardegna di Claudia Atte, la liberta esiliata temporaneamente in Sardegna, nelle terre che Nerone volle donarle, utilizzando le proprietà dei Domitii[5]; la coorte dei Liguri era arrivata in Sardegna durante il principato di Nerone e forse fu composta non con peregrini ma con cittadini romani, esattamente come le legioni.


[1] Porrà. Le truppe ausiliarie cit., p. 203.

[2] P. Ruggeri, Un signifer della cohors Ligurum in Sardegna, “ZPE”, 101, 1994, pp. 193 ss.

[3] A. Mastino, R. Zucca, “Un nuovo titulus della cohors Ligurum in Sardinia e il problema dell’organizzazione militare della Sardegna nel I secolo d.C.”, in L’iscrizione e il suo doppio. Atti del Convegno Borghesi 2013, a cura di A. Donati, Faenza, Fratelli Lega Editori, 2014, pp. 383-410 (Epigrafia e Antichità, 35).

[4] C. Cazzona, in G. Meloni, P.G. Spanu, Oschiri, Castro ed il Logudoro orientale, Sassari 2004, p. 111.

[5] A. Mastino, P. Ruggeri, Claudia Augusti liberta Acte, la liberta amata da Nerone ad Olbia, “Latomus. Revue d’Études Latines”, LIV,3, 1995, pp. 513-544.