L’ESERCITO ROMANO E LA SARDEGNA

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Ausiliari in Africa: Sardi nelle coorti di Lusitani e di Nurritani (nella foto: il praetorium di Lambaesis in Algeria, dove operavano i legionari cittadini romani di Carales).

Nel mondo romano, per indicare la provenienza dall’isola e forse più in generale dalla provincia Sardinia (che comprendeva anche la Corsica), i civili utilizzavano spesso l’espressione Sardus o domo Sardinia; i legionari ed i soldati delle coorti ausiliarie portavano semplicemente l’etnico Sardus o l’indicazione ex Sardinia, insieme alla specificazione della città, Caralitanus, Sulcitanus, ecc.; veniva anche indicata l’origo da un villaggio o più probabilmente da una gens come Nur(-) Alb(-) o da un popolo: Fifensis ex Sar(dinia), Caresius, ecc. Possiamo partire dai numerosi repertori e in particolare dagli articoli (datati) di Giovanna Sotgiu e Robert J. Rowland sui Sardi documentati fuori dell’isola nell’impero.

A questo punto la verifica può iniziare con l’analisi dei legionari arruolati nei municipi o nelle colonie di cittadini romani dell’isola, che pure raramente ricordano la loro origo. A Lambaesis in Algeria, sede della legione III Augusta a partire dall’età di Adriano, conosciamo nel II secolo un L(ucius) M[a]gnius Fortunatianus [Q]uirina Caralis vissuto 22 anni: m(iles) l(egionis) III A(ugustae) (CIL VIII 3185). La Quirina è di solito la tribù alla quale erano iscritti gli abitanti del municipio romano di Carales in possesso della cittadinanza.

Da espungere è il caso dell’iscrizione sepolcrale africana che ricorda un Iulius Maximus, (natione) Sarda, marito di Clodia Secunda (CIL VIII 11580), morta ad Ammaedara, oggi Haidra in Tunisia; andrebbe escluso che si tratti di un legionario, anche se la legio III Augusta ebbe il suo primo accampamento proprio ad Ammaedara, prima di essere trasferita a Theveste e da qui a Lambaesis.

Un numero più consistente di Sardi combatteva nella cohors I Nurritanorum e nella cohors II Sardorum. I Nurritani sono un popolo della Sardegna, che sappiamo localizzati in sinistra Tirso, nella seconda vallata del fiume, presso le sorgenti calde di Oddini tra Orani e Buddusò. Da qui proviene il cippo di confine EE VIII 729 che indica i Fin(es) Nurr(itanorum), che secondo tutta evidenza sono il popolo confinante con gli Ili(enses)-Troiani-Romani del Marghine (AE 1993, 349) e gli Iolei greci (Ellenes), almeno se stiamo a Pausania 10,17, 5: <<Caduta Ilio, un certo numero di Troiani scampò e tra questi quelli che si salvarono con Enea: una parte di questi, trasportata dai venti in Sardegna, si congiunse agli Elleni che già vi abitavano. Ma fu impedito ai barbari [Sardi-Nurritani] di venire a battaglia con Greci e Troiani; infatti erano equivalenti in tutto l’apparato militare e il fiume Torso [Tirso] che la scorreva nella regione in mezzo a loro incuteva ugualmente ad entrambi il timore del guardo>>.

Ora noi conosciamo i Nurritani soprattutto per la coorte I Nurritanorum di stanza in Mauretania, che è stata studiata da Nacera Benseddik: conosciamo un prefetto, comandante del reparto, a Sestino (CIL XI 6010), un altro prefetto a Batna (CIL VIII 4942, Nuritanor.) e i veterani a Cherchell in un diploma militare del 24 novembre 107 che cita il reparto nella Cesariense (CIL VIII 20978 = XVI 56). Il numerale allude ad una numerazione che potrebbe farci pensare all’esistenza anche di una cohors II Nurritanorum, mai attestata.

Tra i Sardi che servivano in Africa vanno ricordati gli ausiliari della cohors VII Lusitanorum, come il decurione Optatus Sadecis f(ilius) decurio co(ho)rti(s) Lusitana(e), v(ixit) a(nnis) LV, è sicuramente un Sardus: egli era arrivato nell’area di Cirta forse da Austis, dopo il trasferimento nel I secolo d.C. della coorte di Lusitani, forse in occasione della rivolta di Tacfarinas e qui era deceduto. Non conosciamo la localizzazione dell’accampamento che doveva essere più a Sud di Milev se nel II secolo la settima coorte dei Lusitani si trovava nella Numidia di Lambaesis, dunque in ausilio alla legione III Augusta, presso Mascula (CIL VIII 10733).

Bibliografia minima

G. Sotgiu, Sardi nelle legioni e nella flotta romana, “Athenaeum”, XXXIX, 1961, pp. 78 ss

R. J. Rowland jr., Sardinians in the Roman Empire, “Ancient Society”, V, 1974, pp. 223-229.

Y. Le Bohec, La Sardaigne et l’armée romaine sous l’Haut-Empire, Delfino, Sassari 1990

R. J. Rowland jr., Sardinians in the Roman Empire, “Ancient Society”, V, 1974, p. 226

I.Didu, I Greci e la Sardegna, il mito e la storia, Cagliari 2003, p. 175.

N. Benseddik, Les troupes auxiliares de l’année romaine en Maurétanie Césarienne sous le Haut-Empire, Alger 1982, pp. 59 e 228; Mastino, Le relazioni cit., p. 32

H. Devijver, L’armée romaine en Maurétanie Césarienne, compte rendu de N. Benseddik, Les troupes auxiliaires ecc, “Latomus”, 43, 1984, p. 589

H.. Devijver, L’armée romaine en Maurétanie Césarienne, compte rendu de N. Benseddik, Les troupes auxiliaires ecc, “Latomus”, 43, 1984, p. 589.

F. Michel, “De l’union des îles à leur séparation. L’organisation administrative de la Corse et de la Sardaigne au Ier siècle”, Coninbriga, XLIX, 2010, p. 180ù

A. Mastino, “Natione Sardus, Una mens, unus color, una vox, una natio, in Archivio Storico Sardo, L, 2015, pp. 141-181.