Ausiliari in Africa: La II coorte di Sardi
Si è già detto del volume dedicato da J.-P. Laporte all’accampamento della cohors II Sardorum a Rapidum (l’attuale Sur Djuab, circa a 100 km a Sud di Algeri), prima sede della coorte, costituita nel 122 durante la sesta potestà tribunicia di Adriano. Le iscrizioni più antiche come quella di un Datus Felicis (filius), padre di un Donatus (CIL VIII 9200) potrebbero conservare i nomi di peregrini di origine sarda: siamo forse all’indomani della sua costituzione e del suo trasferimento dalla Sardegna, anche se la prima attestazione in assoluto è quella forse dell’età di Traiano a Calama in Proconsolare, con l’epitafio di P(ublius) Basilius Rufinus miles c(o)hor(tis) II Sardorum (centuria) Domiti(i) (CIL VIII 5364 = 17537 = ILAlg., I, 474). Sono evidenti le conseguenze per la cronologia della costituzione del reparto gemello (la cohors I Sardorum), che non si è spostato dall’isola, dove è attestato ancora all’inizio del III secolo. In coincidenza con il tumultus causato dalla rivolta maura durante il regno di Adriano (Hist. Aug., Hadr. 5,2), i Castra Rapida erano stati fondati nel 122 sicuramente dalla cohors II Sardorum, come è dimostrato da un’iscrizione segnalata da Pierre Salama (AE 1975, 953); il reparto che vi si trattenne per circa un secolo, fu successivamente trasferito attorno all’anno 209 ad Altava, più ad occidente, lungo la direttrice segnata dalla nova praetentura di Settimio Severo, una linea che stabilizzò il confine con le popolazioni sahariane ed avviò una più rapida romanizzazione del territorio ed un’effettiva integrazione degli indigeni (CIL VIII 22602/4); più tardi il reparto ritornò sui suoi passi ad Ain Toukria nell’età di Gordiano III (CIL VIII 21523). Si è discusso sulla presenza a Rapidum di soldati e di veterani d’origine sarda; essa sembra sicura, almeno per l’inizio dell’età antonina, mentre i successivi complementi della coorte dovettero essere nativi mauri. Durante il suo soggiorno a Rapidum (che troviamo più tardi come municipio), la coorte svolse una serie di attività militari ma anche si impegnò nella costruzione di strade e di altre opere pubbliche, come testimoniano le iscrizioni ancora all’epoca di Commodo: nel 184 fu restaurato un balineum vetustate dilapsum (AE 1929, 133)e furono costruite turres novas nell’accampamento adrianeo, allora restaurato. I veterani della coorte (assieme ai pagani consistentes aput Rapidum) avevano edificato nel 167 durante il regno di Marco Aurelio e di Lucio Vero il muro di cinta della città, a breve distanza dall’accampamento (murum a fundamentis lapide quadrato exstruxerunt) (CIL VIII 20834 e 20835). I dati epigrafici sono stati confrontati con le testimonianze archeologiche e numismatiche: ne derivano informazioni nuove sugli aspetti militari ma anche sulla vita religiosa dei soldati, dei veterani e dei cittadini. Ci è conservato un quadro vivace della realtà sociale di una città che all’inizio del III secolo perse i vantaggi legati alla presenza della coorte, ma fu premiata con la concessione dello statuto di municipio di cittadini romani. Conosciamo nel complesso una ventina di soldati della coorte dei Sardi da Rapidum, partendo dall’età di Adriano tra il 119 e il 138 d.C. quando la coorte (in nominativo) è ricordata per aver costruito l’accampamento (fecit): AE 1975, 953 del 119-138[1]. Numerose anche le testimonianze da Altava, come quella dedicata Dianae deae Nemorum comiti, victrici ferarum (CIL VIII 9831); vd. anche la dedica del 222-235 agli Dei Mauri Salutari (CIL VIII 21720); a Diana Nemorensis tra il 205 e il 210 (AE 1932, 31); agli Dei Mauri Prosperi e Salutari dopo il 201 (AE 1956, 159). Infine Albulae, dedica al G(enio) Nemesi effettuata nel 208 d.C. da un decurione dell’ala dei Traci contemporaneamente praepositus della coorte dei Sardi (CIL VIII 10949 = 21721 = AE 2013, 1750); l’omaggio Deo Soli invicto Mitrae sotto Gordiano III effettuato da un tribunus a Columnata-Ain Toukria (CIL VIII 21523); la dedica al dio mauro Aulisua da un praepositus dell’ala degli exploratores Pomarienses e della coorte dei Sardi ad Ain Kihal (CIL VIII 21704); infine a Saldae (AE 2003, 2027 tra il 75 e il 100 d.C., un miles).
Come comandanti conosciamo praefecti e un tribunus della coorte dei Sardi a Cuicul (ILAlg. 2,3 7947 = AE 2013, 2143), che però deve essersi spostato dalla sede del reparto. Tra i diplomi militari ricordano la II Cohors Sardorum con altri reparti della Mauretania Cesariense durante il governo del procuratore Titus Varius Clemens sotto Antonino Pio, AE 2002, 1832 = 2007, 1774 e 2007, 1775 = 2011, 1808, entrambi del 152 (località incerta).
J.P. Laporte, Rapidum, Le camp de la cohorte des Sardes en Maurétanie Césarienne, Sassari 1989
Y. Le Bohec, La Sardaigne et l’armée romaine sous l’Haut-Empire, Delfino, Sassari 1990
F. Porrà, Nuove considerazioni sulla cohors I Sardorum di stanza in Sardegna, in F. Cennerini, P. Ruggeri, (a cura di), Epigrafia romana in Sardegna. Atti del I Convegno di studio (Sant’Antioco, 14-15 luglio 2007), Roma 2008, pp. 91-92;
R. Zucca, “I viaggi di un equestre, Mᾶρκος Σερουίλιος Πο(πλίου) υἱὸς, Παλατείνᾳ, Εὒνεικος, dall’Asia alla Sardinia”, in Naves plenis velis euntes, Tharross Feix 3, Roma, Carocci, 2009, pp. 70 s.
A. Saastamoinen, The Phraseology and Structure of Latin Building inscriptions in Roman North Africa, Helsinki 2008, p. 448 nr. 107.
B.E. Thomasson, Fasti Africani. Senatorische und ritterliche Amtsträger in den römischen Provinzen Nordafrikas von Augustus bis Diokletian, Stockholm 1996, p. 202 nr. 14.
V.Lecis, Rapidum, Condaghes Sassari 2016.

